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Quando i commenti che ci vengono inviati sono gratuitamente e scioccamente volgari o deliberatamente offensivi la loro obbligata destinazione finale, senza possibilità di appello, è il cestino.
Ci sono poi commentatori che pur consapevoli di abusare di qualche eccesso non tanto rivolto alle altrui opinioni, ma verso la persona che le esprime, se nonostante le raccomandazioni vengono poi fermati per il loro diabolico perseverare, con funambolico periodare come se fossimo in un campo dove si sta disputando una partita di calcio , si meravigliano e si lamentano per l’intervento dell’arbitro, che riportato nel nostro caso farebbe scattare una oscurantista ed illiberale censura.
Abbiamo pensato così di riproporre una sorta di “ effetto moviola”.
A bocce ferme, quindi dopo una settimana di frigorifero, contando sulle assopite animosità pubblicheremo l’eventuale commento fermato assieme a nostre considerazioni.
“Fatti” visti da vicino che non intendono riaprire una discussione,( infatti questa rubrica non prevede la possibilità di intervenire con ulteriori commenti) ma solo come un semplice invito a ciascuno a ...ripensare., a valutare .
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Commento
Non bisogna parlar male
data: 10/11/2010 Ora: 10.29
Autore
Luisa
Non bisogna parlar male di Berlusconi e non bisogna parlar male di Maria e tutto fila senza intoppi e Maria ha anche rinunciato alle sue filippiche verso i calunniatori, i traditori i detrattori che puntualiamente ritornavano nei suoi articoli. Ma non è tappando alla bocca alla gente che si fà informazione. Non siamo al tg5 o al tg4 o Italia1 gli unici che non hanno
parlato delle contestazioni a Berlusconi
La nostra valutazione
(redazionale)
Gentile LUISA ,
Questa sua nota non è un commento offensivo, ma è stato fermato assieme ad altri suoi perché si renda conto di quello che lei trasmette: Il suo chiodo fisso è Maria: una sindrome inquietante, una mania persecutoria, questa sua, che la porta a scrivere le solite poche righe graffianti o dissacranti senza motivazioni plausibili che le giustifichino . Di tutto quello che viene pubblicato su Bice vede solo gli articoli di Maria e questi ultimi sono per Lei, ogni volta, uno strumento per potere criticare la personalità della giornalista e non i contenuti che affronta e approfondisce. A che serve, che cosa vuole dimostrare tutto questo? Poiché anche lei ha lamentato, in successivi commenti la censura di queste sue righe, siamo curiosi di comprendere che cosa di tanto importante esprimevano da dover essere pubblicate?
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Commento
Se ne sta in silenzio
Data: 12/11/2010 Ora: 17.59
Autore
Luisa
E intanto Maria se ne sta in silenzio e se la gode un mondo. Brava brava
La nostra valutazione
(redazionale)
Come volevasi dimostrare! Che ci azzecca, gentile LUISA, una simile uscita
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Commento
R: i buoi sono scappati data: 5/11/2010 Ora: 11.29
Autore
Arrigo Martinelli
Domanda
I somari sono ancora dentro?
La nostra valutazione
(redazionale)
Questo di A. Martinelli era il commento di risposta ad un lettore che legittimamente sosteneva: “Io credo che forse sarebbe stato meglio chiudere le stalle prima che i buoi scappassero speriamo che questa sia la volta buona. Cordiali saluti”
Abbiamo ritenuto di non pubblicare quel gioiello di gratuita maleducazione del Martinelli in quanto non esiste per nessuno il diritto di esprimersi senza alcun freno , ma anzi si impone invece un dovere di rivolgersi agli altri evitando uscite degne della scuola di cretinetti.
Regole elementari che però il commentatore Martinelli non riconosce infatti, preoccupato che il suo commento così acuto, così intelligente così opportuno così tanto conseguente andasse disperso, è tornato alla carica e preoccupato ci ha inviato sullo stesso tema un altro suo gioiello:
Commento
R: i buoi sono scappati data: 7/11/2010 Ora: 19.16
Autore
Arrigo Martinelli
Che strano!
Un mio commento di due giorni fa non è stato pubblicato
Un errore del mio o del vostro PC?
Oppure è la solita bigotta ed antidemocratica censura della redazione?
Lo rimando diceva : :Domanda e gli asini sono rimasti nella stalla?
La nostra valutazione conclusiva:
(redazionale)
Il Martinelli Arrigo, con la sua solita perspicacia avanza due ipotesi che secondo lui possono in modo nefasto avere impedito la non pubblicazione di questo suo importante quesito per i lettori di Bice. Non lo ha sfiorato minimamente il dubbio che il suo scritto possa essere stato catalogato come un tipico esempio di commento imbecille! A testa bassa, imperterrito ci incalza e pretende di sapere perché non è stato pubblicato.
A questo proposito e su questo particolare scegliamo di stendere un velo .Pertanto siamo spiacenti di ammettere che non siamo in grado di soddisfare la sua pressante domanda , ma può sempre rivolgersi a qualche tafano, a delle zecche o a dei pidocchi : anche loro sono interessati a sapere dove pascolano questi prestigiosi e amabili quadrupedi, perché anche per quelle creature , per noi molto fastidiose, scoprire dove si trovano i somari è una ragion di vita.
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3 novembre 2010 0.56
Commento
Un consiglio un ringraziamento
Autore
Emmeci
Carissimo direttore, prendo allegramente atto del suo “cartellino rosso” e, diretto agli spogliatoi, mi congedo con un consiglio ed un ringraziamento. Il consiglio: se davvero vuole (ma è davvero questo ciò che vuole?) che “gli ercolini” non tornino a rialzarsi, meglio farebbe a non dedicare loro (come già ha fatto in paio di occasioni) gli editoriali di apertura della pubblicazione elettronica da Lei diretta. Il ringraziamento: nessuno, prima d’ora, aveva dedicato una tanto estesa e dettagliata attenzione alle bazzecole che - per puro divertimento, o per passione politica - mi capita talora di scrivere nei dibattiti in rete. E di questo Le sono grato per due fondamentali ragioni. La prima (ovvio riflesso della mia insaziabile vanità) consiste, molto semplicemente, nel narcisistico piacere della citazione (e, nel caso specifico, di citazioni vecchie di mesi o, addirittura, di anni, a riprova del fatto che qualcuno conserva un vivido ricordo di concetti e polemiche di cui io stesso avevo completamente perduto memoria, o comunque consideravo di assai scarso rilievo). La seconda (e più seria) ragione sta invece nel fatto che, leggendo il testo della sua sentenza di condanna (e, soprattutto, le prove su cui questa sentenza si fonda), ho avuto modo di constatare, a distanza di tempo, quanto puntuali fossero state, in diverse occasioni, le mie argomentazioni (le stesse che Lei, con molto goffa faziosità, definisce “provocazioni irrisorie ed offensive”). In realtà, caro direttore, l’unico vero insulto contenuto in questo suo editoriale è quello che Lei stesso molto gentilmente profferisce nei miei confronti, definendomi (riassumo ed alleggerisco) un diffusore di letame per mezzo di ventilatore. Tutti gli altri – quelli che Lei attribuisce a me e, in un caso, al Martinelli - sono invece, a tutti gli effetti, giudizi nel merito. Ironici, sferzanti, forse sbagliati, o addirittura stupidi, ma sicuramente nel merito. Meglio ancora: in un merito che Lei molto accuratamente (et pour cause) evita di citare. Vuole, caro direttore, riprendere la discussione sul “complotto togliattiano” delineato dal Tartaglia (lo stesso che io, con molto cortese eufemismo, ebbi a definire “una panzana” e che Lei molto argutamente presentò come la “prova provata” della bolscevizzazione della magistratura italiana)? Vogliamo tornare sulle cose che il Pelizzi (quello che con somma modestia sentì il bisogno di presentarsi come Philosophiae Doctor) scrisse sui PIIGS e sulla cospirazione anti-italiana di “The Economist”? Vogliamo ritornare sul caso del signor Englaro, in queste pagine da Lei (a proposito di insulti) molto sensibilmente definito “un algido assassino”? Vuole che, dati alla mano, torni a spiegarLe – giusto per riprendere il tema che ha trascinato Bice sull’orlo d’una crisi di nervi - perché ritengo che la visione dell’Islam illustrata da Maria sia, nella sostanza, la medesima di Osama Bin Laden? Io sono pronto a ricominciare. Ma se Lei – per antipatia o, più probabilmente, per paura - preferisce che io me ne vada, va bene lo stesso. Non soffrirò alcuna crisi d’astinenza. Voglio però ricordarLe che, sfidando la sua censura, tornerò a farmi sentire ogniqualvolta (come già è capitato) qualcuno tenterà, mentendo, di far credere che io abbia, sulle pagine di Bice, consumato chissà quali nefandezze (da non meglio precisate “entrate a gamba tesa” all’uso di Internet come “pascolo dell’impunità”. Il cartellino rosso è cosa di sua esclusiva ed inappellabile competenza. Ma le bugie – anche quando sono, come nel caso, alquanto patetiche – io non le sopporto. E so di avere, dalla mia, la prova televisiva. Con immutata simpatia.
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Carissimo Emmeci, ognuno ha le proprie convinzioni. Lei ha le sue, io le mie.
Per parte mia confermo anche le virgole di ciò che ho scritto.
Però su una cosa sono costretto a darle ragione: meglio avrei fatto a non dedicare agli “ercolini sempreinpiedi” editoriali di apertura o commenti.
Anch’io, come l’Ispettore Rock, ho commesso un errore. Non succederà più.
Altro non le saprei narrare e scusi se l’ho dovuta importunare.
Con altrettanto immutata simpatia.
Alberto Broglia
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