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Il grande Crac
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Questa rubrica approfondisce il tema o la notizia che abbiamo ritenuto essere tra le più importanti della settimana, a livello nazionale e internazionale.
Queste vengono scelte tra le pagine dei quotidiani italiani di maggiore diffusione e messe a confronto.
Gli articoli proposti sono riportati con tutte le indicazioni idonee per permettervi una loro ponderata consultazione.
Anche in questo spazio saranno apprezzati i commenti e le analisi dei lettori.
L’argomento da approfondire questa settimana e la tempesta finanziaria che sta flagellando gli USA :
" Il grande Crac "
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 | | L'affondo di Sarkozy all'Onu «Il capitalismo va regolato» | |
• 24 settembre 2008, pag. 2 di Paolo Valentino
La rivincita dello spirito gollista su scala internazionale. Il rilancio dell'idea che il capitalismo globalizzato vada regolato dall'alto, guidato con mano ferma da una leadership mondiale, impedendo che i mercati finanziari vengano lasciati alla mercé degli speculatori.
segue | | Per salvare la patria non basta stampare dollari | |
• 25 settembre 2008, pag. 48 di Salvatore Bragantini
La crisi finanziaria dura da un anno e mezzo, presto se ne potranno trarre le conseguenze in termini di assetto e regolazione del sistema, e se solo vuole, l’Unione Europea, ha un grande ruolo da svolgere.
segue |
 | | Quanto pesa la crisi sul voto americano | |
• 25 settembre 2008, pag. 1 di Giuseppe Mammarella
La crisi finanziaria che sta sconvolgendo il mercato americano e che promette di creare grossi problemi agli altri sparsi per un mondo ormai globalizzato, viene spesso paragonata a quella del 1929, la più nota e la più lunga; in realtà tra questa e quella le differenze sono sostanziali.
segue |
 | | La crisi morale del capitalismo | |
• 24 settembre 2008, pag. 35 di Giorgio Ruffolo
Credo che l’uragano passerà senza travolgere l’economia mondiale. Il segretario di Stato Paulson, quello cui, come dice 1’Economist, si rizzano in testa i capelli che non ha, aveva fatto, finalmente, la cosa giusta.
segue | | Stato e mercato da Bush a Keynes | |
• 24 settembre 2008, pag. 34 di Massimo L. Salvadori
L’articolo di Mario Monti sul Corriere della Sera del 21 settembre su Stato, mercato e crisi - nel quale da un lato egli si rammarica che oggi gli Stati Uniti appaiano «molto indeboliti nella loro opera storica di promozione dell’economia di mercato», dall’altro indica nell’espansione monetaria eccessiva, nella disattenzione agli squilibri della finanza pubblica, nell’inadeguatezza delle autorità di vigilanza, nelle connivenze tra politica e finanza con avventurose garanzie pubbliche offerte agli istituti finanziari le ragioni che stanno a monte delle misure di salvataggio promosse in uno stato di assoluta emergenza dall’amministrazione Bush - fanno riemergere alla mia memoria di incompetente di cose economiche un articolo di John Maynard Keynes, il cui fantasma - sepolto negli anni ruggenti del trionfante neoliberismo - è tornato ad essere evocato a sostegno di una linea economica diretta a socializzare le perdite mantenendola privatizzazione dei profitti.
segue | | L’America batte cassa con l’Europa per dividere i costi del grande crac | |
• 24 settembre 2008, pag. 29 di Federico Rampini
Sarkozy chiede la riunione di un G-7 speciale sulla crisi finanziaria mondiale. Si spera abbia le idee chiare su ciò che vuole in quella sede. Gli americani le hanno chiarissime: vogliono soldi.
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 | | L’Fbi vuole in carcere i capi del grande crac | |
• 25 settembre 2008, pag. 2 di Maurizio Molinari
Manette in arrivo per i manager di Wall Street che hanno guadagnato milioni di dollari frodando azionisti e correntisti. L’Fbi di Robert Mueller ha aperto 26 filoni di inchiesta, gli agenti messo in campo sono centinaia e nel mirino c’è anzitutto la «banda dei quattro» i cui giochi pericolosi con i mutui subprime hanno mandato in fumo decine di migliaia di posti di lavoro e stanno facendo affondare i mercati finanziari.
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 | | L’Europa di Sarkozy ritrova una leadership perduta | |
• 25 settembre 2008, pag. 1 di Adriana Cerretelli
In piena bufera finanziaria, l’Amministrazione Bush agli sgoccioli che fatica a governarla senza la spalla del Congresso, Nicolas Sarkozy è andato a New York e all’assemblea delle Nazioni Unite per sparare contro le perversioni del capitalismo americano, contro il dio-mercato, la libertà senza responsabilità, le banche che finanziano la speculazione invece dello sviluppo economico.
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Iscrizione Registro periodici presso il Tribunale di Modena, aut.
num. 1754 del 7/10/2005
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