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"Il caso Pollari e i servizi segreti"

Questa rubrica approfondisce il tema o la notizia che abbiamo ritenuto essere tra le più importanti della settimana, a livello nazionale.

   Queste vengono scelte tra le pagine dei quotidiani italiani di maggiore diffusione e messe a confronto.

   Gli articoli proposti sono riportati con tutte le indicazioni idonee per permettervi una loro ponderata consultazione. Le stelline, come ormai prassi, indicheranno l’autorevolezza di un pezzo. (Da leggere ê Da non perdere êêDa conservare êêê)

   Anche in questo spazio saranno apprezzati i commenti e le analisi dei lettori.

   

L’argomento da approfondire questa settimana è:

 Il caso Pollari e i servizi segreti

LA FABBRICA DEI DOSSIER

• da Corriere della Sera del 5 luglio 2007, pag. 1

di Giovanni Bianconi

 

Sono fogli sparsi, senza intestazioni né firme, scritti a macchina o al computer, corretti a mano e con cancellature varie. In alcuni compaiono semplici elenchi di nomi, in altri la descrizione di presunti complotti ai danni del governo Berlusconi. E poi progetti per «aggredire » e «disarticolare» quei programmi, attribuiti ai personaggi indicati nelle liste dei «nemici ».Sono le carte che formano gran parte del «dossier antigiudici» trovato nell’ufficio romano del Sismi di via Nazionale, che per il Csm dimostrano come il servizio segreto militare guidato dal generale Nicolò Pollari abbia indebitamente spiato e controllato magistrati da intimidire e screditare. Soprattutto quelli impegnati in «indagini e processi particolarmente delicati», a Milano e a Palermo.

 

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DUE MESSAGGI TRASVERSALI

• da Corriere della Sera del 9 luglio 2007, pag. 1

di Giovanni Bianconi

 

Sembra prigioniero del segreto di Stato, il generale Nicolò Pollari. Come se fosse chiuso in una gabbia, che da un lato gli consente di non rispondere alle domande, anche quelle più imbarazzanti, ma dall'altro lo lascia nell'ombra dei sospetti. Anche quelli più imbarazzanti. Da un anno è sotto inchiesta — e adesso sotto processo — per aver organizzato e diretto il sequestro dell'ex imam di Milano Abu Omar e da un anno continua a proclamarsi innocente; aggiungendo però di non poterlo dimostrare perché è vincolato da un impegno di riservatezza che non intende violare: il segreto di Stato.

 

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UNA STANCA LITURGIA

• da Corriere della Sera del 10 luglio 2007, pag. 1

di Pierluigi Battista

 

È come un tic mentale, un riflesso condizionato. E infatti l’automatismo psicologico e culturale dell’ideologia della commissione parlamentare d’inchiesta si èmanifestato ancora, con troppo prevedibile puntualità, sul caso Pollari. Ha invece ragione Luciano Violante quando, nell’intervista a Fiorenza Sarzanini pubblicata dal Corriere della Sera, deplora la tendenza all’incontrollato «proliferare di commissioni che negli ultimi tempi sono servite solamente ad assegnare posti», denunciandone per di più la scomposta propensione alla «lotta politica bieca e sleale ».

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LA COMMISSIONE DELL'INUTILITÀ

• da Il Giornale del 10 luglio 2007, pag. 1

di Massimo Deodori

 

L’idea di una commissione d'inchiesta sui fatti relativi ai dossier di Pio Pompa, avanzata da alcuni esponenti del centrosinistra e rilanciata dall'ex direttore del Sismi generale Pollari, è contraria a qualsiasi regola istituzionale oltre che nefasta per la vita politica.Se vi sono state «deviazioni» da parte del centro di via Nazionale nella raccolta di informazioni e nel loro uso, gli accertamenti spettano al Parlamento che dispone di strumenti adeguati e alla magistratura per i reati precisi.

 

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IL SEGRETO SENZA STATO

• da La Repubblica del 5 luglio 2007, pag. 1

di Giuseppe D'Avanzo

 

Il Consiglio superiore della magistratura denuncia che l'intelligence militare (il Sismi) - a partire dal 2001 e intensamente fino al 2003 e saltuariamente fino al 2006 - ha spiato, anche con l'aiuto di qualche "toga sporca", quattro procure della Repubblica (Milano, Torino, Roma, Palermo), 203 giudici (47 italiani) di 12 paesi europei. Li ha spiati per sorvegliarne le iniziative; per intimidirli con operazioni di disinformazione; per screditarli con manovre "anche traumatiche". Per comprenderla meglio, la notizia va ridotta all'osso.

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IL RICATTO DELLO SPIONE

• da La Repubblica del 9 luglio 2007, pag. 1

di Giuseppe D'Avanzo

 

Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare. Manco fosse un caudillo e non un funzionario dello Stato che, potentissimo agente segreto, ha lavorato nel "regime" e per "il regime". segue

 
IL GIOCO DEI VELENI

• da La Stampa del 5 luglio 2007,

pag. 1di Augusto Minzolini

 

L’immagine è quella di un Paese impazzito. Non bastava la destituzione sbrigativa dell’ex comandante della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale, che ha denunciato di aver subito delle pressioni dal viceministro Vincenzo Visco per trasferire alcuni ufficiali della Guardia di Finanza. Né che il presidente del Consiglio desse comunicazione del cambio al vertice della polizia rispondendo ad un’interrogazione parlamentare.

 

Ormai l’escalation su contrasti e sgarbi istituzionali è infinita: ieri il Csm ha approvato all’unanimità una risoluzione nella quale è scritto nero su bianco che il Sismi - quello “ufficiale” non quello “deviato” - schedava, raccoglieva informazioni, nei fatti, spiava, i magistrati che erano ritenuti scomodi per l’equilibrio politico della scorsa legislatura, cioè il governo di centro-destra. E questo quando le procure interessate alle gesta di Pio Pompa e soci, non hanno ancora tirato le somme delle loro inchieste. Siamo di fronte ad un’altra enormità che lascia a dir poco allibiti. Se, infatti, l’accusa fosse fondata ci vorrebbero ben altri provvedimenti che non la risoluzione del Csm. Se, invece, non fosse verificata, o comunque, si ritenesse che non dovrebbe essere il Consiglio Superiore della magistratura ad accertarlo, l’uscita dell’organismo di auto-governo della magistratura sarebbe come minimo un atto destabilizzante dal punto di vista istituzionale: accusare un corpo dello Stato di tramare contro un potere dello Stato non è roba da poco. Tanto più che per raggiungere l’unanimità al plenum del Csm si è arrivati ad una mediazione singolare tra i consiglieri di maggioranza e di opposizione: si è evitato di scrivere nella risoluzione che il Sismi “ufficiale” operasse su mandato del governo Berlusconi. «E’ la condizione che abbiamo posto - racconta il consigliere di opposizione, Gianfranco Anedda - per votare il documento». Per cui il Sismi avrebbe operato in proprio. Ergo il Sismi ufficiale sarebbe «deviato istituzionalmente». Insomma, un mezzo Carnevale. Che se fosse stato per l’attuale governo sarebbe passato sotto silenzio. Non c’è stata nessuna presa di posizione ufficiale da parte di Palazzo Chigi, né da parte di qualche ministro. «Io ho una cultura industriale - è la battuta incline al sarcasmo del portavoce del governo, Silvio Sircana - e per me il Csm è il centro sperimentale metallurgico che è anche una cosa più seria». E non poteva essere altrimenti: gli accusati, cioè quelli che per alcuni sono «i demoni» del Sismi, ovviamente, ufficiale, non sono stati cacciati con ignominia dalle forze armate. Tutt’altro. L’ex capo dell’intelligence militare, Nicola Pollari, è finito al Consiglio di Stato. Mentre quello che alcuni descrivono come il «maligno», Pio Pompa, arruola militari al ministero della Difesa. Così alla fine dalla parte del Csm si è ritrovata la sinistra massimalista. «La denuncia del Csm - ha dichiarato il vicepresidente della Camera Carlo Leoni - è un fatto allarmante per un Paese democratico». Mentre l’opposizione ha finito per mettere sul banco degli imputati il Csm. A dir la verità era partita con una certa cautela. «Per via delle rassicurazioni dei membri di opposizione del Csm - spiega Maurizio Gasparri -. Ma ho capito che Anedda si è un po’ rincoglionito». Eh sì, perché è evidente il «gioco» della maggioranza: puntualizzare che lo spionaggio sui magistrati è stato organizzato dal Sismi “ufficiale” è un modo per tirare in ballo indirettamente il governo dell’epoca, cioè quello del Cavaliere. «Il comportamento del Csm - osserva l’ex ministro, Enrico La Loggia - è orribile. Questa vicenda è mille volte più grave di quella del generale Speciale». «Il Csm - gli ha fatto eco Fabrizio Cicchitto - travalica da tempo il suo ruolo istituzionale». Mentre per l’occasione Berlusconi, sia pure in privato, ha ritirato fuori qualche filippica contro i giudici: «Non sono i servizi - ha detto ai suoi - ma il Csm ad essere strutturalmente deviato. Persegue sempre una sola logica politica: quella di sparare contro di noi». Ora in un Paese civile su questa vicenda si andrebbe fino in fondo: o la risoluzione di ieri è giusta e Pollari e Pompa, al di là delle conseguenze penali, dovrebbero essere messi alla porta da ogni incarico statale; o, altrimenti, è il Csm ad aver sbagliato. Invece, niente, Non succederà assolutamente niente. Tutti resteranno al loro posto. «In fondo - confida un ex ministro del Cavaliere - in un Paese in cui i primi ad esagerare nelle intercettazioni sono i magistrati, come fanno i servizi segreti a non seguirne l’esempio?». Appunto, per usare un eufemismo, siamo alle logiche distorte: in un Paese in cui gli equilibri sono venuti meno, ci sono degli interventi “compensativi”, magari del Sismi “ufficiale”. Gli illeciti insomma si sommano. E’ l’andazzo del Paese. Il Csm continuerà ad essere una parodia del nostro Parlamento: con le sue correnti, i suoi partiti, i suoi scontri squisitamente politici. I servizi segreti saranno sempre messi alla sbarra: con tanti imputati e pochi colpevoli. E tutte queste contraddizioni alla fine si rifletteranno solo sul decoro delle nostre istituzioni.

                       

 

 

TRAGEDIA E OPERETTA

TRAGEDIA E OPERETTA

• da La Stampa del 9 luglio 2007, pag. 1di Luigi la Spina

 

Da quasi mezzo secolo la storia repubblicana d’Italia viene ciclicamente ricattata dal mistero. Il segreto di Stato prima viene evocato come alibi, poi viene leggermente squarciato, quanto basta perché l’intimidazione arrivi dove deve arrivare.  Infine, ricade omertosamente su una verità che non si riesce mai a raggiungere. Fino al prossimo scandalo.

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POLLARI LI HA IN PUGNO

• da Libero del 10 luglio 2007, pag. 1

di Oscar Giannino

 

Sul Sismi negli anni in cui a guidarlo è stato l'ex direttore Nicolo Pollari, sollevato dall'incarico dal governo Prodi, è polverone da anni. A ispirarlo, e a sceneggiare passo passo i diversi atti di un canovaccio che ha tentato di presentarlo sempre più come un covo oscuro di manovrieri e disinvolti "spioni in proprio", è a tutti gli effetti una lobby mediatico-giudiziaria.

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I commenti agli articoli: Nuovo commento
ID: 11190 le demenziadi stupito
10/07/2007 19.47
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Iscrizione Registro periodici presso il Tribunale di Modena, aut. num. 1754 del 7/10/2005
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