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05 ottobre 2021
Chi rompe paga e i cocci sono suoi

La legge è uguale per  tutti: se il dipendente pubblico ha, fra le sue responsabilità, anche quella amministrativo-contabile, ovvero la responsabilità per danno erariale, non vedo perché i responsabili  del flop di proporzioni bibliche dei banchi a rotelle e dei banchi monoposto non debbano, parimenti,  essere tenuti a risarcire lo Stato per le spese imponenti sostenute a causa  delle loro scelte a dir poco imprudenti. Costoro dovrebbero pagare e poi, proprio come nell’antico proverbio tenerseli, quei “cocci”... In questo caso, i banchi.


Dalla tragedia alla farsa, con ennesimo problema per le forniture dei banchi. Dopo i risibili (si fa per dire)  disservizi con banchi a rotelle inutilizzabili, rifiutati dai Dirigenti d’Istituto prima ancora di essere usati, inadatti allo scopo  si sono rivelati anche i banchi monoposto. Le dimensioni rendono impossibile il distanziamento  previsto fra gli studenti. Come se non bastasse,  si sono  rivelati anche non antincendio, pertanto altamente insicuri e pericolosi. Link all'articolo «Quei monoposto vanno ritirati, sono fuori dalle norme anti-incendio»

Prontamente i banchi in questione  verranno ritirati con relativo ulteriore esborso per il ritiro.
Che dire, un flop con i controfiocchi!
E i responsabili?

In questa che, come detto, ha sempre più la connotazione di una  squallida farsa,  che parte fanno i vari Azzolina, Arcuri… quale responsabilità si assumeranno in questa fallimentare operazione, una delle tante, peraltro, di cui la cronaca ci rende edotti?

Un antico adagio afferma, senza tanti giri di parole, che “Chi rompe paga e i cocci sono suoi”.

Il dipendente pubblico ha, fra le altre sue responsabilità, anche quella “amministrativo-contabile, ovvero la responsabilità per danno erariale, giurisdizione della Corte dei Conti, con una casistica ampia e variegata, sia “interna” relativa alla sorte di beni e documenti dell’ente pubblico ricevuti e/o detenuti in ragione del servizio o dell’incarico, come pure “esterna” per il danno all’immagine subito dall’amministrazione a causa della condotta illecita del dipendente o per le somme corrisposte a terzi quale risarcimento danni in caso venga ravvisato il dolo o la colpa grave nel comportamento del soggetto agente.”

Vedremo  se gli svariati milioni di euro tra fornitura e successivo ritiro, saranno  ripagati  ai contribuenti italiani. In altre occasioni lo Stato si rivale su suoi esponenti per  spese sostenute, una volta accertata la responsabilità.

Chi paga, invece,  per questa emorragia di denaro pubblico, per non parlare dei danni non monetizzabili, come i disagi, il disservizio, i pericoli per gli studenti? Potrebbero benissimo  pagare il  tutto  l’ex Ministro Azzolina  che, strizzandosi in un banco a rotelle, si industriò a  dimostrare che erano confortevoli, confortevolissimi e molto pratici… e l’ex Commissario Arcuri, che verrà ricordato per le  autoreferenziali  conferenze stampa nonché per aver inanellato gaffes ai confini  dell’incredibile …

Pagano e si tengono i banchi a rotelle, i banchi monoposto troppo lunghi. L’equivalente dei cocci, insomma.

Potrebbe essere un buon inizio.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Chi  rompe paga e i cocci sono  suoi

A.D.Z.

Elezioni amministrative 2021

Massimo Nardi

Vince il partito dell’astensione e dei delusi per un Centro Destra che non esprime nelle grandi città un candidato vincente. Greta Thunberg: vorrei tanto vederla andare in Cina a sostenere che il leder di quella nazione è solo capace di aprire la bocca per dire, bla bla bla.

Il nostro problema non e’ Greta Thunberg          

Alberto Venturi

Non roviniamo la bellezza delle manifestazioni che vedono Greta Thunberg punto di riferimento per i tanti giovani preoccupati, per nostra fortuna, del loro futuro e dell’ambiente.

la Reine              

la Reine

Una sentenza difficile da accettare. Se giusta, sono ingiuste le leggi        

Ugo Volpi

Domenico Lucano era soltanto un delinquente, al pari di un criminale mafioso, per soldi e per potere, o invece uno che aveva una visione (funzionante) dell’accoglienza e ha sbagliato metodi per perseguirla, non rispettando le normative?

La bestia, il fango e il (presunto) potere dei media          

Bulldog

Uno statista cambia il corso della storia con atti concreti, leggi, regolamenti, esempi. Sì, anche l’esempio personale conta. E questo vale anche per i collaboratori. Banalmente, non posso avere un tossicodipendente in squadra se la mia battaglia è combattere il narcotraffico; non posso avere in staff un novax se la mia politica è provax; non posso essere filo Pechino se la mia alleanza è con Washington…e via così. La stampa, che pure ha tante colpe, è l’ultimo dei problemi.

Buona settimana e buona lettura del n. 769 - 460.


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