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19 maggio 2020
Ciak, si piange

Fin troppo facile, il paragone fra loro, commosse in favore di telecamera. La Fornero, post massacro dei pensionati, piangeva per “scusarsi” platealmente di una penalizzazione inaudita nei confronti dei cittadini; la Bellanova, post vittoria del decreto sulla regolarizzazione dei migranti, piange di “sollievo e felicità”. Il risultato, comunque, è lo stesso: italiani che soffrono e piangono, lacrime vere. Sono loro, i veri invisibili. 

 


Esiste una linea di demarcazione, neppure tanto sottile, fra la commozione, onorevole moto dell’anima,  e avere le cosiddette “lacrime in tasca”. Chi ha le lacrime in tasca oltre che vantarsene, abbastanza scioccamente, a mio avviso, le usa, per mostrare una sensibilità che sovente è ben lontano dal possedere. Il dono delle lacrime, quelle vere, la commozione per una gioia, o un dolore, sono cose decisamente non ostentate, nulla di cui farsi bandiera, meno che meno, possono essere esibite in un contesto istituzionale quando, a fronte della commozione per alcuni, si mostra di avere un discreto “pelo sullo stomaco” nei confronti di altri.
Questa è la commozione che definisco "selettiva"  quella che fa intenerire per le condizioni di alcuni e non di altri, quella che considera di serie A alcuni, meritevoli di queste secrezioni, e di serie B quelli che, evidentemente, non le meritano.

Abbiamo bisogno di persone che  si commuovano ostentando le predette secrezioni, o abbiamo bisogno di chi realmente tuteli, protegga, sostenga, prenda i provvedimenti necessari e indispensabili in questo momento sicuramente fra i più infausti del dopoguerra?

Francamente, anche in tempi non sospetti, anche in emergenze meno pesanti, non sono mai  riuscita a capire come si possano richiedere lavoratori stranieri in presenza di tanti e tanti disoccupati italiani. Non capisco perché si debba ricorrere ad essi, quando si  potrebbero occupare gli italiani  rimasti senza lavoro o che non l’hanno mai trovato, come accade nella disoccupazione giovanile.

Sono sempre dell’idea, evidentemente poco condivisa, che i nostri governanti debbano per primi occuparsi della nazione che amministrano, risolvendo (o tentando di risolvere) i problemi  che gli italiani stanno pagando sulla loro pelle. La crisi preesistente, aggravata in questi mesi dall’inatteso dramma del Coronavirus, ha fatto crescere in modo esponenziale, il numero degli italiani in difficoltà, disperati, senza prospettive, gravemente penalizzati, destinati alla miseria… Non so quanto possa tornare utile a loro questo provvedimento né , francamente, capisco le lacrime di "sollievo e felicità" del Ministro Bellanova.

Per indole e per scelta mi tengo lontana dagli insulti poco costruttivi e disapprovo totalmente il linciaggio verbale, a chiunque sia diretto. In questi anni la Fornero ne è stata ampiamente vittima, ora avverrà la stessa cosa con la Bellanova.  I parallelismi fra il Ministro Fornero e il Ministro Bellanova  sono fin troppo facili benché siano uniti solo dalla commozione in favore di telecamera. Le lacrime  della prima,  post massacro dei pensionandi… sono differenti dalle lacrime, post vittoria, del decreto sulla regolarizzazione dei migranti irregolari. La prima, piangeva per “scusarsi” platealmente, di una penalizzazione inaudita nei confronti dei cittadini, l’altra piange di “sollievo e felicità” per aver premiato i migranti.
Il risultato, comunque, è lo stesso: italiani che soffrono e piangono, lacrime vere. Sono loro, i veri invisibili.
“Gli invisibili saranno un po’ meno invisibili” ha detto il Ministro Bellanova.  

Beh, quanto a invisibili davvero c’è l’imbarazzo della scelta in Italia. Sono invisibili gli abitanti di Amatrice, dell’ Irpinia, dell'Aquila. Sono così invisibili da non esistere, per i nostri politici… dato che da lunghi anni vanamente attendono che essi volgano lo sguardo su di loro. Invisibili sono gli imprenditori suicidi; gli italiani senza più una casa che vivono in macchina; i morti eroici fra il  Personale  Sanitario; gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate caduti in servizio; le povere  vittime della pandemia di Covid 19… che, in lunghissime file, mezzi  dell’Esercito portavano alla cremazione.

Forse, è pretendere troppo che versino una lacrima anche per gli italiani. Anzi, se ben ricordo qualche risata soddisfatta  per il business della ricostruzione post sisma ci fu… e, in queste drammatiche ore, consoliamoci con il  “bonus monopattino”  fra le misure poste in essere per alleviare i nostri infiniti guai, endemici o contingenti che siano.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Ciak si piange

A.D.Z.

Bentornata Silvia, ma adesso caliamo il sipario

Massimo Nardi

Stiamo con i piedi per terra, non è rientrata un’eroina, ma una dilettante mandata allo sbaraglio da un’Onlus d’incompetenti.

‘Che bella sanatoria, tale e quale alla mia’

Alberto Venturi

L’Italia avrebbe bisogno di aprire un cantiere permanente di lavoro parlamentare sulla propria organizzazione sociale, sulla divisione dei poteri e delle responsabilità, ma ci siamo fatti da trent’anni il regalo peggiore: una classe politica nata dalla rabbia, dalla protesta e dal desiderio di onestà, senza alcuna richiesta di competenza.
Dissoluzione della democrazia

Paolo Danieli

Democrazia significa sovranità e controllo popolare. Oggi, non solo non esiste più la prima, ma addirittura è il popolo viene controllato. Allora le possibilità sono due: o il processo si compie e d’instaura definitivamente il potere del Grande Fratello oppure il popolo, presa coscienza, reagisce e si riprende la sovranità. Che è in ultima analisi è la libertà di decidere del nostro futuro.
Una nuova bolla immobiliare

Eugenio Benetazzo

La nuova crisi finanziaria del 2020 rischia paradossalmente di portare all’estinzione per sempre proprio AirBnB in assenza di un cambiamento radicale del suo modello di business. Distanziamento sociale e crollo del turismo lowcost decretano già oggi la fine terminale per dozzine di aziende che sono state regine incontrastate per decenni.

Moda e Coronavirus

Matteo Gavioli

Per gli esperti il fashion renting è la soluzione per tutelare la salute dei consumatori e aiutare i brand a risollevarsi. Capi disinfettati spediti direttamente a casa evitando le lunghe code fuori dai negozi, prezzi contenuti, attenzione all’ambiente e valorizzazione dei capi invenduti: così secondo gli esperti del settore il noleggio di abiti promette di rivoluzionare il settore e si propone come fedele alleato di clienti e piccoli e grandi marchi per superare la crisi causata dallo scoppio della pandemia.

Buona settimana e buona lettura del n. 702 – 392


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