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07 settembre 2021
Immigrazione fuori controllo: l’Italia e’ la nuova sponda dell’Africa e l’Europa se ne lava le mani

L’immigrazione ha un costo e questo costo è esclusivamente a nostro carico e non mi riferisco solo al vil denaro. In effetti, si potrebbe obiettare che molti di loro cercano una vita migliore, e questo è giusto, ma la pratica di aggiungere un posto a tavola funziona solo nella commedia di Garinei e Giovannini. Sì, perché a un certo punto la tavola finisce, come finisce il vitto con cui apparecchiare!

 


In questo momento in cui tutta l’attenzione degli organi d’informazione è concentrata sulla maledetta pandemia proveniente dalla via della seta (ovvero dalla Cina) e, i suoi strascichi (vaccinazione sì, vaccinazione no, obbligatorietà solo per alcune categorie, eventuale pagamento dei tamponi a carico degli utenti, ecc…) il problema degli sbarchi e dell’immigrazione in generale, si limita a uno scambio di accuse d’incapacità dirette al Ministro degli Interni Luciana Lamorgese da Matteo Salvini o a poche altre righe in cronaca. Eppure, non è un argomento da sottovalutare! Quindi, non mi associo alle frotte dei “volemoci bene a tuttti i costi” o di coloro che sostengono che dobbiamo accogliere tutti. Sì, perché questa pratica non è comune a tutte le nazione dell’UE, ma è ormai certo che si tratta di un “privilegio” tutto italiano. Com’è un privilegio il fatto assodato che siamo la nazione che ha avuto più fondi per riparare ai danni provocati dal Covid. Però, e carta canta, ce li hanno promessi nero su bianco, ma (e qui a mio avviso carta non canta) ci hanno anche detto a voce che quelli che sbarcano ce li dobbiamo tenere. Orbene, non proprio in modo così brutale, ma facendo andare per mare delle navi battenti bandiere straniere che al primo sbatter d’onda di traverso, si attaccano alla radio e chiedono un approdo sicuro che, guarda caso, è sempre quello italiano. Ora, se queste barche non sono in grado di reggere il mare, se non sono fornite di salvagenti sufficienti in caso d’emergenza, se non hanno abbastanza viveri da soddisfare le esigenze di quei poveri disgraziati fatti salire da trafficanti di morte che andrebbero appesi all’albero di poppa, perché se ne vanno per il Mediterraneo sapendo che gravi rischi corrono? Questa, è una domanda che si aggiunge a tante altre. Una per tutte: se dal cruscotto del Ministero degli Interni si legge che 16.553 nuovi arrivi, su 39.928, sono d’immigrati provenienti dalla Tunisia e dal Bangladesh, mi si vuole spiegare perché queste persone vengono accolte nonostante le loro nazioni non ci siano guerre civili e i diritti umani sono violati più o meno come in molte altre parti del mondo? Assolutamente sì ai corridoi umanitari, ma per coloro che rischiano veramente la pelle. Non a caso mi riferisco agli afgani che stranamente nel cruscotto non sono riportati nonostante ne siano arrivati e salvati oltre cinquemila. Scusate, mi sono sbagliato: il dato del ministero specifica “gli sbarchi”! Quelli arrivati in aereo sono forse figli di un Dio minore? L’immigrazione ha un costo e questo costo è esclusivamente a nostro carico e non mi riferisco solo al vil denaro. In effetti, si potrebbe obiettare che molti di loro cercano una vita migliore, e questo è giusto, ma la pratica di aggiungere un posto a tavola funziona solo nella commedia di Garinei e Giovannini. Sì, perché a un certo punto la tavola finisce, come finisce il vitto con cui apparecchiare! Ora, ritengo sia anche giusto pensare ai nostri figli, alle famiglie oltre che ai pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese.

Un vecchio detto recita così: - Ragazzi, stiamo attenti altrimenti la coperta diventa stretta -.


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