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16 novembre 2021
Quanto sarebbe bello avere la Monarchia in Italia

In questi giorni si fa sempre più pressante la campagna per decidere chi dovrà essere il futuro Presidente della Repubblica. Tanti i nomi, ma i veri papabili sono pochi, anche perché questa volta l’elezione del Capo dello Stato non è per niente semplice.

 


Nell’articolo di Antonio Gurrado del 12 novembre che scrive sul Foglio, si legge un’attenta riflessione su una struttura di governo che non è la repubblica parlamentare né quella presidenziale. Si tratta appunto della forma monarchica, cui i nostri Padri Costituenti nel ’48 negarono, art. 139 (alla faccia della libertà di libero arbitrio del popolo italiano) la possibilità di un eventuale ritorno. In questi giorni si fa sempre più pressante la campagna per decidere chi dovrà essere il futuro Presidente della Repubblica. Tanti i nomi, ma i veri papabili sono pochi, anche perché questa volta l’elezione del capo dello stato non è per niente semplice. Si va da un cambio di governo, anzi di un Presidente del Consiglio, alla più bassa motivazione del tengo famiglia! Sì, perché uno dei candidati, tale Mario Draghi, dovrebbe lasciare la poltrona della carica di premier per dedicarsi a tempo pieno alla nuova incombenza e con un parlamento così variegato come si potrebbe trovare un degno sostituto nel breve? Insomma, un vero e proprio disastro, per non dire di peggio! In più, non dimentichiamo che l’UE non ha una pazienza infinita e che i soldi che ci sta dando sono vincolati a ciò che sapremo dimostrare con serietà. Purtroppo, però, questo abbiamo e questo ci deve bastare. Nel caso però che si potesse fare come in Brasile  nel 1993 in cui il popolo carioca fu chiamato a decidere fra repubblica parlamentare, presidenziale e monarchia, qualche problema ci sarebbe. Non tanto sulle forme repubblicane ma sulla monarchia. Anzi, sull’eventuale dinastia. Infatti, in Italia, i monarchici sono divisi in due fazioni: vittoriani e aostiani. Sempre sabaudi sono, ma di comportamenti e educazioni completamente diverse! Quindi, si tratterebbe di scegliere tra un pretendente ballerino-canterino e il manager di un’importantissima multinazionale italiana. Personalmente, la mia scelta, l’ho fatta molti anni or sono.

 


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