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12 gennaio 2021
Un bene comunque

A differenza di qualche anno addietro, ora i tossicodipendenti sono “invisibili” perché non danno noia a nessuno. Ma ci si spappola il cervello lo stesso con le pasticche, l’alcool, i medicinali oltre alle droghe classiche. Sono 1.450 i Modenesi assistiti dall’Ausl, soprattutto per eroina, cocaina e cannabis. Davvero possiamo permetterci questo silenzio su un dramma che continua a distruggere i giovani e le loro famiglie?

 


Sanpa, il docufilm su Muccioli e San Patrignano, ha suscitato non poche polemiche, né poteva essere altrimenti perché è impossibile raccontare in modo equilibrato e completo un percorso così complesso e contradditorio, nel quale si intrecciano e devono convivere mille e mille vite, fatto di chiaroscuri. A suo modo epico, drammatico, con importanti risultati e gravi errori, fatti nel nome della solidarietà e dell’aiuto ai più fragili: i tossicodipendenti, persone che non hanno più volontà e libero arbitrio.

Sanpa è comunque un bene perché riporta alla nostra attenzione il tema delle droghe, che da tempo non conquista più le prime pagine “perché - spiega Fabio Cantelli che fu ospite di San Patrignano ed è attualmente vicepresidente del gruppo Abele - sono oggi ‘integrate’ e incluse nella società, non hanno più il significato di rottura del patto sociale che avevano ai miei tempi. Allora ti facevi di eroina ed eri fuori dalla società. Ora invece no. E poi c’è l’aspetto economico: adesso per farsi di eroina un ragazzo deve recuperare cinque, addirittura tre euro. Per noi non era così. Era il 1981. Erano 40 giorni che non mi facevo, e sono andato dal pusher con le 25mila lire che avevo tenuto da parte dalla vacanza. “Non posso darti quella quantità”, mi disse il pusher. E perché? “Perché adesso abbiamo l’ordine di vendere solo buste da mezzo grammo, a 50mila lire”.

Io mi facevo un grammo, un grammo e mezzo al giorno: voleva dire tirare su 150mila lire al giorno. All’epoca, uno stipendio buono era pari a un milione di lire: e io dovevo tirare su un milione alla settimana, ogni mese quattro volte lo stipendio buono di un italiano. E allora che fai? Devi imparare a rubare, scippare, rapinare, prostituirti: i soldi li devi trovare”.

“I tossici scippavano le vecchiette, rapinavano, puntavano la siringa dicendo che lì c’era sangue con l’Hiv. Disturbavano. Ora sono invisibili perché non danno noia a nessuno. Si muore meno di overdose e si muore in casa. Negli anni ’80 succedeva in mezzo alla strada”.

Ma ci si spappola il cervello lo stesso con le pasticche, l’alcool, i medicinali oltre alle droghe classiche. Sono 1.450 i Modenesi assistiti dall’Ausl, soprattutto per eroina, cocaina e cannabis.

Davvero possiamo permetterci questo silenzio su un dramma che continua a distruggere i giovani e le loro famiglie?

 


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