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12 maggio 2020
Una tantum… “troppo spessum”

Anni addietro, in occasione dell’ennesima “una tantum”, un umorista, ricorrendo al latino maccheronico, aggiunse “…troppo spessum”, espressione ripresa poi da molti altri, divenuta un modo di dire. Fra indiscrezioni e smentite, circolano voci su patrimoniali o su una tantum. Di certo, qualcosa ci verrà chiesto. Un dovere al quale non possiamo sottrarci, per solidarietà verso i nostri connazionali che più sono stati penalizzati. L’importante è che ci sia equità, chi più ha, più dia, e che i fondi ottenuti siano ben spesi e non finiscano nel calderone degli sprechi, ad innaffiare rami secchi.

 


Fra le notizie allarmanti così numerose in questi mesi terribili, oltre a quelle legate strettamente al Covid19 e alle sue conseguenze sanitarie ed economiche, non mancano anche quelle che ventilano un prelievo forzoso nei conti degli italiani, per fronteggiare una situazione di gravità senza precedenti nel dopoguerra.  Che sia un “mettere le mani in tasca” ai cittadini, operando un prelievo nei loro conti, che sia l’istituzione di una tassa “una tantum” , ancora una volta lo Stato chiede, impone sarebbe più esatto, a tutti di contribuire.

A dispetto del suo nome, che sta per “una volta soltanto”, da molti anni, periodicamente, si presenta la cosiddetta “Una Tantum” tassa che, in momenti di particolare necessità viene imposta ai cittadini. Ricordo nella mia adolescenza, non so bene per quale sventura contingente, ci fu l’ennesima una tantum e qualche umorista, ricorrendo al latino maccheronico, coniò l’espressione “Una tantum…troppo spessum”, ripresa negli anni successivi da moltissimi altri, al punto da diventare un modo di dire abituale.

Bene, cioè, male.

Nel senso che in un’azione come il prelievo forzoso, o l’ennesima “una tantum” c’è sempre un’azione antidemocratica nei confronti dei cittadini. Talvolta, come avvenne per le famigerate 85.000 lire a testa per “il medico di famiglia” (tassa introdotta con il cosiddetto "decretone fiscale" del governo Amato nel novembre del 1992, pagata nel ’93…) pagata da molti e altamente ignorata da altrettanti, fu riconosciuta come ingiusta, se ne promise la restituzione: inutile dire che per mancanza di fondi e per difficoltà tecniche, non fu restituito un bel nulla.

Sono innumerevoli, comunque, questi periodici salassi, in particolare quando “puniscono” il risparmio, operando su quello che, poco o tanto, i cittadini hanno sul conto corrente. Ammesso che in questi tempi difficili e penosi, si riesca ancora mettere da parte qualcosa, chi risparmia lo fa per non pesare in futuro sulla società, nella malattia e nella vecchiaia, lo fa per non dipendere dallo Stato, nelle necessità della vita. Il risparmio è frutto di immenso sacrificio e costituisce, comunque, parte della ricchezza della nazione.

Tuttavia, i problemi irrimandabili della situazione attuale ci chiamano, ancora una volta, a fare dei sacrifici. E, se proprio saremo chiamati a contribuire ancora una volta, mi auguro che non sia, come per l’ una tantum una cifra uguale per tutti ma sia proporzionata all’effettiva consistenza patrimoniale. E’ auspicabile che si attinga veramente da chi ha più ampia possibilità , non per vendetta sociale, cosa intollerabile, quando la ricchezza è legittimamente accumulata, è meschino demonizzarla, ma proprio per una questione di giustizia, chi ha di più, deve dare di più.

Una speranza comune è quella che l’introito sia bene usato, distribuito ai cittadini italiani in difficoltà insanabile, ai settori penalizzati, e che, soprattutto, i fondi ottenuti non finiscano nel calderone degli sprechi, ad innaffiare rami secchi.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Una tantum …” troppo spessum”

A.D.Z.

Affari d’oro per il Banco dei Pegni

Massimo Nardi

La catenina della prima comunione dell’aureo metallo svenduta per avere pane e mortadella quando va bene. Sempre più attuale la frase di Churchill: - Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni, la virtù inerente al socialismo è l'uguale condivisione della miseria -

B(u)onafede non basta per fare il ministro

Alberto Venturi

Non è in gioco la sua onestà (seppure la polemica con Di Matteo e l’essere stato sponsor di Lanzarone alla corte della Raggi, restino punti interrogativi); per fare il ministro occorrono competenze, capacità, intelligenze, relazioni. O meglio, dovrebbero occorrere in una democrazia funzionante che delega consapevolmente e non per rabbia.

La riabilitazione respiratoria e motoria post Covid19

Matteo Gavioli

Eseguire precisi test dinamometrici e valutazioni muscolari, farsi seguire scrupolosamente in ambulatorio da professionisti, compiere esercizi in maniera cauta senza affaticamento e ricorrere alla laserterapia. Sono questi alcuni dei consigli degli esperti per garantire al meglio la riabilitazione post Covid-19, chiave per affrontare il recupero motorio e respiratorio dopo un periodo di allettamento prolungato: raccomandazioni che possono essere utili a oltre l’80% dei 2000 pazienti italiani finiti in terapia intensiva.

Aspettando l’Halving

Eugenio Benetazzo

Per il 12 Maggio 2020 è previsto il terzo Halving (esattamente quattro anni dopo il secondo) e gli attori di mercato si aspettano qualcosa di simile a quanto accaduto dopo il primo ed il secondo: vale adire una consistente bull run delle quotazioni che trascinerà al rialzo tutta la criptosfera.

Dati economici europei

Attilio Zorzi

L’Euro e l’austerity ci stanno fortemente penalizzando rispetto ai competitors europei. Più rimarremo in questa situazione peggio sarà per la nostra economia. Quindi, o l’Unione Europea interverrà davvero in modo serio e concreto, ma ne dubito, oppure gli italiani decideranno di far da soli, perché sarà inevitabile per sopravvivere.

Buona settimana e buona lettura del n. 701 – 391

 


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