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Politica locale e nazionale - 09 gennaio 2014
Ancora al lavoro per il regolamento referendum a Zocca...

 Dopo l'abrogazione da parte del consiglio comunale dell'incolpevole art. 11 dello Statuto Comunale perché, a parere dell'amministrazione "cozzava" con l'introduzione del regolamento, la

mossa successiva sull'argomento referendum e' stata l'interessamento diretto del segretario
comunale e del capo Ufficio Affari Generali per la correzione della bozza (tratta dal regolamento del comune di S.Lazzaro di Savena) da loro considerata inadatta.
             Con la nuova bozza di proposta Napoleone-Marchetti sottobraccio e la mia buona volonta' ho partecipato alla commissione AAGG per il referendum di ieri sera 08/01/2013 avendo pero' sempre in testa quella definizione secca  del referendum popolare data da Wikipedia: "Un importante strumento di democrazia INVISO DALLE AMMINISTRAZIONI che cercano in  ogni modo di ostacolare anche con
regolamenti astrusi e inapplicabili"
  
            Presiedeva il capogruppo di maggioranza Reggiani, presenti Baccolini   Alessandro
 Bicocchi Giuseppe e assenti i membri della commissione.    
             Ecco un breve resoconto dal mio punto di vista.
 
             Baccolini considera scorretto il fatto che il segretario e Marchetti, senza averlo concordato,  abbiano abbandonato la precedente bozza lavorando su altro per formulare la loro.
Io concordo.
 
              Nel merito, subito all'art. 4 "Limiti ammissibilita'" , la dicitura "non ammessi a referendum provvedimenti riguardanti la materia urbanistica" e' inaccettabile a priori. E' da considerarsi inammissibile solo quello che viola leggi vigenti e saranno i garanti a decidere se anche se in tema di bilancio, tariffe, personale e minoranze o altro ci siano aspetti che non violino le leggi vigenti e quindi
sottoponibili a referendum.
 
               All'art. 5 "Condizioni per l'avvio del procedimento" (voto del consiglio comunale a maggioranza assoluta, numero minimo di 500 cittadini iscritti alle liste) sono da considerarsi troppo restrittive.
Si capisce perché vi ha dato fastidio l'enunciato del vecchio art. 11 dello Statuto Comunale (voto di giunta, 1/4 del consiglio comunale, due consulte di frazione o 7% degli iscritti nelle liste) tanto da
doverlo abrogare...a proposito lo Statuto Comunale sulla pagina web del comune non e' stato aggiornato come del resto non e' uscita all' albo la delibera di abrogazione dell'art. 11
 
                 L'art. 6 "Presentazione del quesito referendario", e' incasinato, prolisso, ripetitivo e
con diversi aspetti non realistici. Perché mai 20 elettori devono assumere la qualita' di promotori
del referendum dato che qualcuno l'avra' richiesto? E perché devono portare le firme di 100
cittadini (comprese le loro 20?) se poi alla fine della giostra bisogna averne 500? Perché poi
a un certo punto dai 20 promotori escono 3 super promotori che sono anche responsabili del
numero e della regolarita'delle firme (sembra di queste 100 ma potrebbe essere anche delle altre
400) al posto dell' Ufficio Elettorale? E la relazione illustrativa (a colori?) della proposta di referendum
da allegare? A seconda dell' argomento servira' un ingegnere, un contabile, un architetto?
                  
                   Finisco con l'art. 7 "Commissione di garanzia". La bozza dice "composta dal segretario comunale e due componenti con competenze giuridiche dei quali uno designato dal sindaco e
uno dai tre promotori del referendum"...ma cosi' due sono parte in causa (anche il terzo  del
resto) e il segretario comunale fa l'arbitro! E se ci sono piu' di un referendum nella legislatura
bisogna eleggere piu' di una commissione?
                    Meglio una commissione in carica per tutta la legislatura, il piu' possibile scollegata
dall'amministrazione.  Regolamenti di altri comuni coinvolgono per questo il Difensore Civico e
altre figure indipendenti.
 
                     Ma la conclusione piu' importante da dare al problema referendum, sig. Segretario e sig. capo Ufficio Affari Generali, secondo me e' questa: il referendum e' un importante strumento di democrazia ma bisogna evitare che, ognuno per i propri opposti interessi, lo trasformi in perdita
di tempo e denaro, magari anche senza risultato. Per questo motivo andrebbe portato il quorum
al 40%  degli aventi diritto che dicono che sia la media realistica dell'affluenza alle urne in caso di referendum.
                     Bisogna anche  che ci sia l'impegno a "graduare temporalmente" il regolamento in modo che non ci sia praticamente impiego di risorse fino alla certezza della consultazione. Voglio dire che non deve essere necessario raccogliere, convalidare firme senza che la commissione dei garanti dia validita'al referendum e senza l'impegno del consiglio comunale ad esaminare tempestivamente soluzioni di modifiche su quanto richiesto dal referendum.
                      Lavorare per niente non conviene a nessuno e lo stesso non conviene a nessuno
non risolvere i problemi che ci sono.

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