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Cultura - 25 ottobre 2014
EDUCATORI, “LEGITTIMO APPLICARE TEMPO DI LAVORO PIÙ CONGRUO”

 

L’assessore Cavazza ha risposto in Consiglio all’interrogazione del consigliere Rocco sulle condizioni lavorative degli operatori assistenziali di studenti con handicap

“Nel rispetto del Ccnl e degli integrativi locali, l’Ati tra Gulliver e Domus che gestisce il servizio degli educatori assistenziali può applicare legittimamente il tempo di lavoro che ritiene più funzionale per la corretta esecuzione di quel servizio (12/12esimi, 10/12esimi, 9,5/12esimi), ma sempre con lavoratori dipendenti”.

Lo ha detto l’assessore alla Scuola del Comune di Modena Gianpietro Cavazza rispondendo, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 23 ottobre, all’interrogazione del consigliere Francesco Rocco del Pd sulle condizioni lavorative degli educatori assistenziali di studenti con handicap.

Il consigliere ha chiesto se la Giunta è al corrente del fatto che “gli educatori assunti a tempo indeterminato dalle cooperative Domus, Gulliver e Dolce firmano un contratto che si congela a partire dal termine delle lezioni fino alla ripresa delle stesse, il seguente anno scolastico, rimanendo per tre mesi senza stipendio e senza nemmeno la possibilità di avvalersi della disoccupazione”, e che “solo circa il 15 per cento di loro può accedere ad un emolumento estivo prestando servizio nei centri estivi gestiti dalle stesse cooperative sociali”. Ha inoltre domandato se è in suo potere inserire, in occasione dei rinnovi delle convenzioni, un criterio che porti alla modifica di tale anomalia”.

L’assessore ha sottolineato che “l’organizzazione del personale spetta all’azienda e che, anzi, qualcuno potrebbe vederla come una ingerenza eccessiva”. Cavazza ha poi ricordato che “gli educatori assistenziali e i tutor di queste cooperative, anche nel caso siano soci, in base al contratto d’appalto devono essere assunti con contratto di lavoro dipendente, mentre in precedenza erano previsti anche contratti più precari, come i co.co.co. Già questo passaggio  ha determinato un aumento dei costi per l’Amministrazione del 75 per cento – ha proseguito – e se dovessimo seguire le indicazioni di questa interrogazione, sarebbe necessario un ulteriore esborso, oppure, a parità di contratto, si dovrebbe ridurre l’intensità della prestazione sui singoli casi, con ricadute sui disabili”.

Nella replica, il consigliere Rocco ha convenuto che rispetto al passato siano stati fatti passi in avanti ma ha comunque definito “anomala” la situazione, “che coinvolge figure importanti. L’interrogazione – ha aggiunto – vuole fungere da stimolo affinché nei prossimi bandi venga previsto un punteggio maggiore per chi fa lavorare per 12 mesi i propri dipendenti e li paga per l’intero anno”.


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