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Ambiente - 22 febbraio 2014
Sorpresa: la qualità delle acque irrigue è buona e si stabilizza negli anni

CONSORZIO DI BONIFICA DELL’EMILIA CENTRALE

Sorpresa: la qualità delle acque irrigue è buona e si stabilizza negli anni

Bonifica, Arpa, Provincia, Zanelli, illustreranno i dati della stagione irrigua 2013

 

REGGIO EMILIA, MANTOVA, MODENA (22 febbraio 2014) – La buona notizia è che l’acqua irrigua di Po, oltre che di Secchia e di Enza, è di qualità in costante miglioramento. “Valore per produttori e consumatori. I risultati presentati quest’oggi – ha affermato Roberta Rivi, assessore all’Agricoltura della Provincia di Reggio Emilia – racchiudono un progetto innovativo che dà valore al sistema con la più alta concentrazione di prodotti Dop e Igp in Europa”.

Il tutto in una mattina affollata di studenti e agricoltori per fare il punto sulla qualità delle acque irrigue gestite dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Frutto di una convenzione tra il Consorzio e l’Istituto Zanelli e Arpa Emilia-Romagna dove si sono svolte le analisi.

“200 i milioni di metri cubi che, ogni anno, preleviamo dai Po, Secchia ed Enza per distribuirli sul comprensorio – ha ricordato Domenico Turazza, direttore dell’ente consortile – da qui l’esigenza, avviata nel 2009, di monitorare la qualità delle acque”. Il tutto dopo che solo dal 1977 è sopraggiunta la prima normativa in materia e “purtroppo si era persa di vista la necessaria esigenza di tutela delle acque”.

I risultati sono stati presentati presso la sala Prampolini del Consorzio con i saluti i saluti di Rossella Crisafi, dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Antonio Zanelli”, Fabrizia Capuano, dirigente responsabile della Sezione Provinciale Arpa di Reggio Emilia che hanno sottolineato l’impegno delle scuole, in questo calo l’istituto “Zanelli”, al fianco della ricerca.  Daniele Galli, referente per il sistema delle qualità delle acque irrigue ha introdotto ai criteri metodologici di “un progetto svolto in convenzione con Bonifica, Arpa ed Istituto Zanelli per fare il punto sul principale fattore di produzione. Dove le problematiche sostanziali delle acque sono di origine naturali (come l’apporto di elementi chimici da Secchia per il suo passaggio nei gessi Triassaci)”.

Alex Magnanini e Greta Catellani, studenti dello Zanelli hanno illustrato i  risultati delle analisi sullo stato di qualità delle acque irrigue.  21 le stazioni di prelievo (quella sul Po a Boretto di Arpa), monitorate da luglio ad agosto. 28 i parametri chimico, fisico, biologici monitorati con 1764 analisi svolte. Il responso è che la maggior parte dei valori è ascrivibile alle prime classi sia della classificazione ministeriale che quella scientifica  di Giardini.

  In conclusione la concordanza tra le due classificazione è elevata e unisce sia aspetti agronomici che ambientali. Per quanto diverso dal profilo biologico, si rileva che questi dati si stanno stabilizzando negli anni.

Le conclusioni di Marino Zani, presidente Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale: “Risultati che ci danno soddisfazione e che illustreremo a livello nazionale. Dato che il futuro di un paese si gioca sulla qualità e le disponibilità di acqua. Vivibilità e qualità ambientale sono anche gli strumenti per misurare la qualità della vita che non può essere basata solo sul Pil”.

 

 

 

 

 

IL SISTEMA IRRIGUO DELLA BONIFICA

Un sistema articolato, monitorato sotto ogni profilo

Aronne Ruffini, dirigente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale ha illustrato i dati del sistema irriguo nel comprensorio di Bonifica tra Reggio, Modena e Mantova. Dove l’irrigazione avviene per il 60% aspersione, il 30% a scorrimento e in misura a goccia ed altri sistemi. Dove, i canali, ogni anno sono invasati – solo per poter partire - con 15 milioni di metri cubi invasati e dove, potenzialmente, gli ettari irrigabili sono 120.000. Nel 2013 le 19.000 richieste pervenute hanno consentito di irrigare 64.000 ettari di  prato stabile, medicai per il 50% foraggere destinate al Parmigiano Reggiano; quindi granoturco, vigneto e altre colture o usi industriali.  Un 2013 che, con 194 milioni di mc distribuiti, ha consentito l distribuzione di 18 milioni di metri cubi d’acqua in più  rispetto all’anno precedente, grazie alle favorevoli condizioni meteo .

In regione, gli 8 Consorzi di Bonifica prelevano 1,2 miliardi di metri cubi d’acqua da Po (a fronte dei 45 miliardi di mc trasportati ogni anno).

Per giungere alla definizione della qualità delle acque lo studio dell’Istituto “Zanelli” ha fatto riferimento alla classificazione ministeriale e alla classificazione agronomica di Giardini. Ad esempio per ogni campioni sono stati monitorati 28 parametri per ogni campione: temperatura, solidi sospesi totali, ossigeno disciolto e saturazione d’ossigeno, pH, conducibilità elettrica, solidi disciolti totali, domanda chimica d’ossigeno, fitonutrienti quali fostoro totale, azoto ammoniacale nitroso e nitrico, elementi potenzialmente tossici (Boro, Cromo totale, Floruri, Nichel, Piombo, Rame, Zinco), Calcio, Magnesio, Sodio, Potassio, Rapporto di assorbimento del Sodio, Bicarbonati, Cloruri, Solfati, Escherichia coli.

Chiaramente la qualità richiesta per l’irrigazione è differente rispetto alla qualità biologica ed ecologica, dove i corsi d’acqua sono confrontati rispetto allo stato originale – prima della recente forte antropizzazione –. Così Silvia Franceschini, referente regionale monitoraggio stato ambientale acque superficiali, Arpa Emilia Romagna che ha illustrato gli elementi (chimici, fisici, biologici) per individuare le qualità delle acque alle diverse stazioni sul territorio. Sul territorio montano quasi tutti i corsi d’acqua raggiungono lo stato di buono, lo stato ecologico in pianura raggiunge la sufficienza. Da rilevare che in merito allo stato chimico la situazione è buona su tutto il territorio: ben altra situazione rispetto agli anni Settanta, Ottanta del Novecento.


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