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08 luglio 2020
Caccia. Gibertoni (Misto): "rivedere Calendario venatorio, si rischia il danno erariale"



La consigliera paventa il rischio di danno erariale sia per gli estensori degli atti autorizzatori tanto quanto per l’organo politico nel caso di abbattimenti in violazione di specifici divieti
 

Il Calendario venatorio della Regione Emilia-Romagna deve essere rivisto in quanto il prelievo non esclude le specie della pavoncella e del moriglione, volatili tutelati da specifiche normative nazionali e comunitarie. Molto chiara la posizione della consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) sul tema della normativa che regola la caccia nei nostri territori. “Facendo seguito a quanto ho già detto in Commissione -specifica la capogruppo- chiedo per l’ennesima volta a questa Regione di voler modificare un Calendario venatorio che non ottempera alle indicazioni comunitarie le quali prevedono una forma di tutela particolare per le specie in stato di conservazione sfavorevole”.

L’assessore all’Agricoltura caccia e pesca Alessio Mammi, in sede di replica, ha ribadito come i periodi di caccia ricompresi nel Calendario venatorio siano del tutto coerenti con le normative europee e ricomprendano anche un significativo periodo di slittamento nel periodo di prelievo. “In particolare -afferma Mammi- contesto quanto riportato dalla consigliera Gibertoni: nel nuovo Calendario che abbiamo approvato da poco, non è vero che manteniamo inalterati i carnieri rispetto agli anni scorsi, bensì li abbiamo sensibilmente diminuiti”. Per l’Assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca, “come chiaramente specificato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) più della caccia, sulle specie della Pavoncella e del Moriglione influiscono negativamente la perdita degli habitat naturali. Abbiamo effettivamente notizie di un piano nazionale di tutela. Se ciò accadrà lo prenderemo in considerazione”.

Giulia Gibertoni si è dichiarata totalmente insoddisfatta della risposta fornita. “Trovo grave che non esista un piano -conclude la consigliera modenese- ma logica vorrebbe che prima lo si definisse e poi si verificasse l’impatto. Qui si sta facendo esattamente il contrario”.

(Luca Boccaletti)


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