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21 aprile 2020
Coronavirus. Piccinini (M5s): Disporre standard unici e chiari per le mascherine



Risoluzione della consigliera Cinquestelle per evitare equivoci sulle caratteristiche dei dispositivi di protezione e sulle loro etichettature
 

Disporre rapidamente di standard nazionali chiari e privi di equivoci sulle caratteristiche delle mascherine ed eliminare equivoci rispetto alla loro etichettature. Un monito che arriva dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini, che ha presentato una risoluzione alla giunta regionale.

"Il laboratorio dedicato ai test delle mascherine prodotte rispetto all’emergenza da Covid-19 - sottolinea l'esponente M5s -, nato da poche settimane e gestito dall'Università di Bologna, avrebbe rilevato che prodotti non a norma sanitaria, non avendo superato i test, sono stati messi in circolazione per la vendita, anche a prezzi elevatissimi". Inoltre, "le mascherine utilizzerebbero anche diciture tali da trarre in inganno gli acquirenti - sottolinea la consigliera -, riportando l’espressione “testato all’ospedale Sant’Orsola” che, quand’anche risulti veritiera, non corrisponde al superamento del test stesso, dato dalle prove di Delta P (traspirabilità) o relative alla Bfe (efficienza di filtrazione batterica), o comunque all’approvazione stessa del prodotto". 

"Questo stato di cose - aggiunge l'esponente di opposizione - determina effetti molto gravi, sia perché da essa deriva la  messa in circolazione di dispositivi nei fatti privi di utilità per la prevenzione del contagio sia perché chiama in causa impropriamente strutture qualificate del sistema sanitario regionale".

Quindi Piccinini impegna la giunta "a richiedere al governo nazionale di assumere ogni iniziativa diretta a definire rapidamente e con puntualità i requisiti minimi cui devono corrispondere le mascherine destinate alla popolazione e a eliminare equivoci rispetto all’etichettature , impedendo l’utilizzo di espressioni che possano favorire interpretazioni dubbie rispetto a prodotti che non sono stati certificati ma solamente sottoposti a test non superati".

(Margherita Giacchi)


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