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Politica locale e nazionale - 10 settembre 2014
Conviene a Modena avere un modenese alla guida della Regione?

Dense e nere nubi per la nostra città si profilano all'orizzonte. Si è da poco ricomposta la grave frattura interna al PD per l'elezione del Sindaco ed ecco che già se ne prepara una nuova: quella per la scelta del candidato a Governatore della Regione .

La contesa fra due modenesi avrà gravi ripercussioni al nostro territorio, alcune delle quali già si intravedono.

La prima. In Consiglio comunale il Sindaco Muzzarelli si schiera con un candidato e il Presidente del Consiglio Maletti con l’altro: un nuovo bastone negli ingranaggi della già arrancante amministrazione comunale.

La seconda. Il manifesto firmato da Muzzarelli con i sindaci di Bologna, Ferrara, Reggio e Imola che riconosce alla futura Città metropolitana, cioè a Bologna, il ruolo di "hub regionale", nodo di smistamento strategico di risorse e occasioni, significa che Modena rinuncia a giocare un ruolo da protagonista nei futuri equilibri regionali e accetta un ruolo di subalternità: dopo la Bolognina, avremo un quartiere “Modenina”?

Il tutto in cambio del via libera alla candidatura di un modenese alla guida regione.

Dal punto di vista politico l’operazione è ineccepibile; quanto alle ricadute concrete sulla nostra città equivale in pratica ad un suicidio.

Le speranze di ripresa del territorio modenese dipendono infatti in gran parte dalle capacità della politica locale di individuare linee di crescita e di sviluppo autonome. Ricordiamo anche che la presenza di modenesi alla guida della regione fino ad ogginon ha mai rappresentato un valore aggiunto per Modena. Ora per quello scranno i politici che governano la nostra Città rinunciano a priori ad ogni occasione di rilanciare Modena e a porre rimedio ai tanti guasti prodotti fino ad ora dalla sinistra: ne varrà la pena?


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