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05 maggio 2020
Covid, Gualmini “Impatto devastante su occupazione femminile”

 

Nota dell’europarlamentare Pd Elisabetta Gualmini sulle conseguenze della pandemia

 

 

'Giovani e donne ancora una volta i più colpiti dalla crisi economica – lo dice l’europarlamentare Pd Elisabetta Gualmini - Ora iniziative concrete per riorganizzare scuole e servizi educativi, o le donne dovranno rinunciare al loro impegno”. 

 

 

'La riapertura, anche graduale, di asili, centri estivi e scuole deve essere una priorità. Va garantita la sicurezza e il rispetto delle norme previste per la fase 2, ma ora è necessario che i piani di ripresa siano organizzati senza ulteriori svantaggi per le famiglie e i giovani.

Anche in Emilia-Romagna infatti, più che a livello nazionale, la ripresa ha interessato innanzitutto gli uomini: il 74,3 % dei lavoratori che sono rientrati lunedì 4 maggio a livello regionale sono uomini, un valore che supera quello nazionale (72,3%). Si tratta di un dato che peserà ulteriormente sul lavoro di cura delle donne, già penalizzate dalla mancata riapertura di tutti quei settori in cui prevale l'occupazione femminile. Il commercio al dettaglio, la ristorazione, i servizi per la persona, le agenzie di viaggio ed i servizi per edifici e paesaggio sono infatti tra i settori ancora chiusi e dove l'occupazione femminile supera nella nostra regione il 60%. Siamo di fronte all'enorme rischio che siano le donne e i giovani i più penalizzati. Dopo essere stati già i più colpiti dalla crisi del 2008, saranno le donne le ultime a rientrare nella fase 2 ed i giovani i primi a rischiare di perdere il lavoro. Nel paradosso di essere questi ultimi tra i meno colpiti dal virus. E' necessario quindi riorganizzare i servizi educativi e avviare delle sperimentazioni così come stanno chiedendo il presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini e alcuni sindaci sul territorio. A livello europeo sto lavorando per l'introduzione di un fondo ad hoc sul lavoro delle donne all'interno del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e per la trasformazione della Garanzia Bambini in programma strutturale. Non si può più perdere tempo se non vogliamo riportare le lancette dell'orologio indietro di decenni”.


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