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Politica locale e nazionale - 02 febbraio 2014
Lettera aperta alla città , dal Sindaco Luca caselli

Cari concittadini,

giunto quasi al termine del mio mandato, mi sento in obbligo di indirizzarVi queste poche righe, innanzitutto ringraziandoVi, perché mai mi avete fatto mancare sostegno e incoraggiamento in questi anni difficili - i più duri dal dopoguerra - nei quali ho avuto l’onore di essere il Sindaco della nostra Città.

Nel 2009, quando fui eletto, il mondo era appena stato colpito dalla crisi finanziaria che ancora oggi, più che mai, morde e tiene in apprensione e difficoltà tutti noi: tutto era già cambiato, in peggio.

Da allora abbiamo cercato di governare la nostra Città al massimo delle nostre forze e del nostro impegno: come tutti quelli che fanno (che si differenziano da quelli che chiacchierano e basta), abbiamo fatto alcune cose buone e abbiamo commesso qualche errore.

Non spetta a me elencare le une e gli altri, ma spetta a Voi: al Vostro giudizio mi rimetto come sempre, accettando le critiche con volontà di migliorare.

Vi voglio dire la verità: non intendevo ricandidarmi.

Non per viltà, né per paura delle responsabilità (che mi sono sempre assunto) o del lavoro da svolgere, ma perché fare il Sindaco rappresenta un grande impegno personale, specie per chi – come me – deve mettere da parte la sua vera professione per dedicarsi a quella che, sempre di più, rappresenta un’esperienza totalizzante per la vita privata.

Avrei voluto, molto serenamente, ritornare a fare l’avvocato: ringraziando e salutando tutti Voi per l’opportunità che mi avete concesso. Perché fare il sindaco è un grande onore, ma non può essere per sempre.

Oggi, tuttavia, mi si pone un dilemma altrettanto doloroso.

Purtroppo, per la presenza dei rigurgiti ideologici che da sempre attanagliano – e rovinano – l’Italia e in particolare le nostre terre emiliane, il mio non è stato un mandato “normale”.

Fin dall’inizio, qualunque cosa facessi, qualcuno era pronto a contestare, ad inveire, persino ad offendere, sempre preventivamente e per partito preso.

Non mi riferisco solo ai partiti di opposizione (peraltro quasi sempre assenti, se non in occasione degli appuntamenti elettorali), ma anche a sindacati e alcune associazioni politicizzate.

Sono sempre stato abituato a riconoscere all’avversario quanto di buono sia in grado di fare e sempre con la mia faccia, non con quella di altri: questo risulta purtroppo impossibile a questi “signori”, sempre occupati a paventare catastrofi e disastri, che poi, puntualmente, per fortuna non avvengono perché qualcuno preferisce lavorare in silenzio per risolvere i problemi. Sempre pronti a giocare sulla pelle della Città pur di ottenere qualche voto in più: perché la loro occupazione lavorativa non è che questo e molti di loro vivevano di prebende e poltrone pubbliche.

L’ultimo atto di questa farsa si è consumato qualche giorno fa, con i sindacati e alcuni politici locali che hanno inscenato una fiaccolata per protestare contro aumenti di tasse e tagli di servizi che non sono mai avvenuti e mai avverranno: il tutto per fare da “arieti” alla discesa in campo del candidato dell’opposizione, poi puntualmente avvenuta.

Una campagna di disinformazione vergognosa, fatta all’indomani dell’importante e decisiva ammissione di SGP al concordato.

Bè, scusatemi, non ci sto più.

Tutto questo è ridicolo e ingiusto e mi ha pesato come un macigno per cinque anni. Mi hanno pesato l’ipocrisia, la falsità, l’opportunismo di queste persone. Mi ha pesato il tradimento da parte di persone che consideravo amiche. Mi hanno pesato la cattiveria e le maldicenze gratuite. E questo sarebbe già un ottimo motivo per mandarli al diavolo e tornare a fare la mia vita.

Ma c’è anche un’altra via, alla quale ho pensato nell’ennesima notte insonne.

Perché darla vinta a chi lavora per distruggere e non per continuare a costruire?

Perché spianare la strada a chi non ha mai dimostrato di amare veramente Sassuolo, se non per prendere uno stipendio?

Perché ritornare indietro, invece di andare avanti sulla strada dell’avviato risanamento dei conti pubblici?

No, cari concittadini, non bisogna darla vinta a questa gente; piuttosto si perde, ma si perde sul campo, con il Vostro voto, che è sacro e padrone vero del futuro della Città.

E’ una questione di giustizia e di verità: lo devo a me stesso e lo devo a chi amo. Lo devo soprattutto a molti di Voi, che credono in questa Giunta e in questa maggioranza.

La vita mi ha insegnato che non ci si deve arrendere mai, soprattutto di fronte alle bugie e ai colpi bassi.

Non possiamo permettere che coloro che hanno speso tutto quello che si poteva spendere (salvo poi addossare le colpe al sottoscritto, che, al contrario, ha fatto cinque anni di risparmi, anche dolorosi) tornino a comandare, magari indossando una maschera rassicurante.

Dovranno decidere i partiti, ma prima di tutto, anche in questo frangente, dovrete decidere Voi: il Vostro giudizio, in questa fase delicata, è decisivo e per me viene prima di tutto, anche per ritrovare forza ed entusiasmo.

Dobbiamo dare continuità al risanamento – già avviato con successo - dei conti pubblici, depauperati dalla precedente amministrazione, dobbiamo mantenere la sicurezza finalmente ritrovata in tanti quartieri che prima erano “Bronx”, dobbiamo continuare ad avere amministratori di Sassuolo che parlano con la gente, pur nelle difficoltà, dobbiamo continuare ad opporci democraticamente a coloro che considerano la nostra Città una bandierina sulla cartina geografica, buona soltanto per fare riunioni di partito, moschee e feste multietniche.

Vogliamo ridare fiducia ai nostri giovani, continuare a presidiare il territorio, proseguire nell’aiutare le famiglie in difficoltà, per prime quelle che da più tempo risiedono a Sassuolo: con umiltà, semplicità e coraggio, consci che è un lavoro difficile e che nessuno è infallibile.

Non si interrompe un lavoro avviato per tornare indietro; anzi, occorre andare avanti.

E andremo avanti.

Perché Sassuolo è molto di più di un Comune: è la nostra casa e sarà la casa dei nostri figli. E’ il centro del nostro mondo, dei nostri ricordi, dei nostri affetti e delle nostre quotidiane tribolazioni.

Sassuolo merita amore e rispetto. Merita ascolto e pazienza. Merita lavoro quotidiano e sacrificio.

Sono pronto a ricandidarmi, solo e soltanto per Sassuolo, la nostra Città.

Sono pronto a mettere a disposizione, nel bene e nel male, altri cinque anni della mia vita.

Sono pronto a lavorare duramente in anni che saranno più difficili di quelli che ci hanno preceduto.

Sono pronto a rappresentare, ancora un volta, noi sassolesi. Da sassolese.

Datemi una mano. Ora.

Fatemi sentire ancora di più quel sostegno che ogni giorno mi manifestate, perché ne ho bisogno.

E che vinca il migliore, cioè chi decreteremo Sindaco con il nostro voto.

Grazie a tutti per l’attenzione ( e scusate se sono stato prolisso) e buon fine settimana, di cuore.

 

Luca Caselli

 

 

 


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