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Cultura - 11 settembre 2014
Festival Filosofia, il Palazzo Ducale di Sassuolo sarà aperto gratuitamente
Venerdì 12 la prima delle 3 giornate di accessi e visite guidate gratuite



Venerdì 12 settembre, in concomitanza con la prima giornata del lungo fine settimana del Festival Filosofia, il Palazzo Ducale di Sassuolo sarà aperto gratuitamente, con orario continuato dalle ore 10 alle ore 19, con ultimo ingresso previsto alle ore 18,30 

Saranno visitabili gli appartamenti ducali, la mostra Un ospite illustre. La galleria estense a Sassuolo’, e la pala restaurata di Dosso Dossi, della Galleria Estense, raffigurante la Madonna col bambino e santi. 

Oltre alla visita delle mostre, sarà possibile partecipare al percorso guidato Gloria Barocca e fama Estense. Venerdì 12 settembre, appuntamento unico alle ore 16,30 con lo storico dell’arte Luca Silingardi che consurrà i partecipanti attraverso attraverso uno straordinario compendio di cultura classica e letteraria elaborato a metà Seicento, con temi tratti dalla letteratura, dalla storia e dalla mitologia, sapientemente narrati dai pittori al servizio del duca Francesco I d’Este.



In questo caso, partecipazione gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili (max 30 persone per gruppo) 

Per informazioni e prenotazioni: 
fino a giovedì 11 settembre presso l’URP: tel. 0536 1844 801 
da venerdì 12 settembre presso la biglietteria del Palazzo Ducale: tel. 3341210757




La chiesa di San Francesco in Rocca 

Aperta e visitabile per i tre giorni del Festival anche la chiesa di San Francesco in Rocca, in Piazzale Della Rosa. 
Originariamente ubicata sul lato opposto della piazza, già avancorte del Palazzo Ducale, dove era stata fondata alla fine del Trecento e ricostruita nel secondo Cinquecento, la chiesa fu riedificata nel sito odierno come cappella palatina fra il 1650 e il 1653, su progetto di Bartolomeo Avanzini, l’architetto che dal 1634 attendeva alla trasformazione del medievale castello nella “Delizia” per la villeggiatura estense. 
L’interno, col prezioso arredo barocco di paliotti in scagliola carpigiana e di altari preziosamente intagliati, dorati e argentati, fu sontuosamente dipinto dai medesimi artisti attivi nel vicino complesso ducale, con l’illusionistica restituzione di elementi architettonici e l’ingannevole proposizione di finte aperture spaziali, secondo i canoni della scuola bolognese di quadratura prospettica a partire dal 1651. 
 

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