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13 ottobre 2020
Lo strillone

Lo strillone è una figura mitica, di quando il giornalismo era esclusivamente  su carta stampata e i quotidiani più importanti alle edizioni del mattino ne affiancavano altre nel corso della giornata, una nel primo pomeriggio e un’altra a tarda sera, per informare  i lettori delle ultime notizie. Se esistesse ancora, se i giornali cartacei non si avviassero a lenta ma ineluttabile scomparsa, se ci fosse ancora spazio, nella nostra frettolosa e angosciata società per una  sosta, per strada, per  acquistare un  quotidiano... la notizia "strillata"  il 7 ottobre  scorso dallo strillone di Repubblica sarebbe  stata questa: “Meno profughi, più lavoratori. La nuova Italia dei migranti”.

 


Gli strilloni, talvolta  poco più che bambini,  giravano per le strade con un fascio di giornali sottobraccio e attiravano l'attenzione dei passanti "strillando" ad alta voce le notizie più sensazionali, i titoli più importanti, quelli per intenderci che campeggiano  nella prima pagina dei quotidiani, scritti  a caratteri cubitali. Se questa mitica figura esistesse ancora, se i giornali cartacei non stessero, malinconicamente, avviandosi all'ineluttabile scomparsa, soppiantati da radio, televisione e, soprattutto,  da Internet, se ci fosse ancora spazio, nella nostra frettolosa e angosciata società per una  sosta, per strada, per  acquistare un  quotidiano... la notizia "strillata"  il 7 ottobre  scorso dallo strillone di Repubblica sarebbe  stata questa:

“Meno profughi, più lavoratori. La nuova Italia dei migranti”.

L'articolo  così commentava la revisione del "Decreto sicurezza" dell'ex Ministro dell'Interno Salvini. Rivisto soprattutto nelle parti che agevolano l'arrivo dei migranti, la loro accoglienza, l'indulgenza verso le ONG... cui dare una  tiratina d' orecchie, un buffetto sulla guancia, anziché multe salate.
Notoriamente, una costante,  nel mondo politico non solo italiano, è la voluttà dei successori  di mutare quanto il precedente governo ha fatto, sui più vari temi. Poco importa che a succedere a sé stesso sia stato lo stesso Presidente del Consiglio, dal Conte 1 al Conte2, e che ad accompagnarlo nella seconda avventura al comando del Governo sia una delle parti politiche che componevano il  precedente, nella fattispecie il Movimento 5 Stelle. Meno ancora,  questo è evidente, importa che quel decreto sia stato, a  suo tempo,  trionfalmente presentato  dallo stesso Presidente del Consiglio e  dai due capi politici, Di Maio e Salvini.  

Tutto, come si è detto, è nell'ordine naturale  delle cose. Chi è caduto, a vario titolo, meritatamente o meno, in disgrazia, automaticamente ha sbagliato  tutto, è descritto come sentina d'ogni nequizia, etc. etc. Pertanto, la cosa più importante da fare è smantellare  tutto ciò che ha fatto, anche quando era ampiamente  condiviso con Presidente del Consiglio e alleato!

Un dubbio,  forse legittimo, è nelle priorità di queste azioni, quindi il cittadino potrebbe anche domandarsi se la cosa più importante per uscire dalle secche di una situazione di crisi senza precedenti sia allargare le maglie  dell'accoglienza, dispendiosa e ulteriormente problematica in tempo di Covid19. Quanto a Repubblica, evidentemente  ha ritenuto che fosse  questa la notizia più importante,  quella che maggiormente coinvolgeva  tutti gli italiani,  quella  della quale più sentivano il bisogno in questi tempi amari.
Rimane, inoltre, irrisolto l'interrogativo di sempre: che cosa faranno, tutti i migranti, i richiedenti asilo, i rifugiati ... Quale attività lavorativa, avranno, le persone accolte, nella nuova Italia  dei migranti, quale prospettiva d'impiego avranno, quando, sempre più numerosi, gli italiani  arrancano, senza uno spiraglio di speranza, nel pantano della  crisi economica e la disoccupazione, giovanile, femminile e generale, ha raggiunto vette allarmanti.
La pandemia ha sovvertito abitudini e comportamenti, le disposizioni atte a tutelare la salute, limitando il contagio, hanno prodotto, inevitabilmente, situazioni disperate in vari strati della popolazione. Welfare, spesa sanitaria, trasporti, istruzione, sicurezza... costituiscono una spesa lievitata a livelli insostenibili.

Per questo, anche per questo, davanti a quel titolo trionfalistico qualche dubbio rimane su quale Italia offriremo ai migranti che abbiamo accolto. E, magari, se non è di troppo disturbo, quale Italia, rimarrà agli italiani.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Lo strillone

A.D.Z.

Norma Cossetto per l’ANPI e’ una morta di serie B

Massimo Nardi

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) non smentisce le sue radici settarie. Una ragazza, più volte violentata dai partigiani comunisti, non ha diritto all’intitolazione di una piazza.

Fuori tempo Massimo

Alberto Venturi

Il Pd fatica a trovare un candidato e i nomi che girano hanno tutti un altro ruolo: Sassoli è presidente in Europa con la voglia forse di fare il presidente d’Italia, Roberto Gualtieri fa il ministro dell’economia e soltanto l’assurdità nostrana può pensare di toglierlo da quel ruolo, in un momento come questo. Poi ci sono quelli che si autopropongono, vedi Calenda, quelli (Enrico Letta) ancora con sfioppole di bruciature precedenti pronti a rispondere a Zingaretti; “Sei molto caro, però no, grazie”, quelli considerati ideali candidati come Franco Gabrielli (un no anche da lui).

“Musica balcanica e … non solo”

La Reine

Al Centro Via Vittorio Veneto si riaccendono i motori con  “Musica balcanica e … non solo”. Grande successo per i due protagonisti, il M° Gen Llukaci col suo violino ed il M° Claudio Ughetti con la sua fisarmonica.

Tina Merlin e la tragedia del Vajont

Francesco Cecchini

Il 9 ottobre 1963… in una serata di tiepido autunno, in pochi secondi duemila persone, uomini, donne e bambini,  venivano sacrificati sull’ altare del profitto al quale anche la scienza ufficiale aveva dato una mano, nascondendo agli Enti locali e perfino al governo le prove che sul Vajont sarebbe accaduto un disastro.

Chi fa ricco il Covid

Ugo Volpi

Mai come ora gli interessi sono bassi e vantaggiosi. Tradotto: se hai i soldi ti presteranno volentieri i soldi e potrai fare soldi. Ma se non ne hai o ne hai pochi, cerca di capire!, il momento è diffi

Inside Giustizia italiana

Eugenio Benetazzo

L’inefficienza della giustizia italiana rappresenta il terzo fattore discriminante, dopo la pressione fiscale e l’eccesso di burocrazia, che fa scappare all’estero i nostri imprenditori, rappresentando al tempo stesso un deterrente per gli investitori esteri. 

Buona settimana e buona lettura del n. 720 – 413

 


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