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09 aprile 2019
A 40 anni Dibba non sa ancora cosa farà da grande

A pochi mesi dalle elezioni europee continuano i litigi fra i due alleati di governo. Prima si danno calci nelle p…. e poi fanno pace.  A Torre Maura l’incapacità grillina innesta una sommossa. 

 


Invito i lettori a rivedere l’ultima puntata di Fratelli di Crozza. Il comico prende di mira uno degli esponenti di spicco del M5S, tale Alessandro di Battista ma, la parte ironica e divertente, non è l’imitazione che il comico genovese fa dell’esponente politico, ma l’originale, mandato in onda prima del siparietto. Ora, se questo è il meglio che il M5S riesce a esprimere a livello politico, siamo proprio messi male. Di là dalle roboanti ed entusiastiche dichiarazioni governative, siamo in un pantano clamoroso. Tutti i dati sulla situazione economica italiana sono negativi. La speranza è che siano solo terrorismo politico d’oltre alpe. Però, non ne sono convinto. Sono stati realizzati solo alcuni provvedimenti diretti alla pancia della gente. Alcuni esempi: modifica sulla legittima difesa, sbarchi dimezzati, reddito di cittadinanza e aggiramento della Legge Fornero. La perla: un accordo con la Cina per esportare le arance siciliane. Poi, “messe pecette” da una parte all’altra dello stivale. Per il resto, niente. Si continua a rimandare lo sblocco delle grandi opere che darebbero lavoro a migliaia di persone, continua la chiusura di grandi aziende italiane (o meglio il loro nuovo dislocamento all’estero) e i truffati delle banche vedono ancora rimandata la restituzione del mal tolto.  La frase, tuttavia, che si sente dire dai governanti è: - Ci stiamo lavorando -. Minchia signor tenente, verrebbe da dire ricordando il titolo di una vecchia e bella canzone di Giorgio Faletti.  Sono d’accordo che si può rimandare per trovare la soluzione migliore, ma non si può fare all’infinito, anche perché il senza lavoro deve mangiare almeno una volta il giorno. Ad avvalorare quanto sopra detto, e come abbiamo anche documentato, questi nuovi politici, principalmente grillini, hanno presentato una precedente dichiarazione dei redditi, tale da permettere loro di candidarsi al reddito di cittadinanza. Poi, il perenne delirio di litigio tra i due vice premier, con l’inutile Presidente del Consiglio che vaga da una scrivania all’altra per fare da pacere! E non siamo ancora in campagna elettorale.  

Termino con una considerazione importante sui recenti avvenimenti che tutti conosciamo della sommossa alla periferia romana di Torre Maura in occasione dell’arrivo di 70 rom, fra cui 33 bambini. Premesso che la gestione dell’evento è stata gestita da dilettanti allo sbaraglio (e chi se non i grillini potevano interpretare tale spettacolo?), che nessuno vorrebbe avere come vicino di casa un accampamento rom per le note motivazioni che vanno dalla cultura al modo di vivere, assodato che vengono per loro prima i diritti e poi i doveri e il loro motto è “noi facciamo quello che vogliamo”, le cose stanno cambiando. L’italiano medio, povero, si stanca e inizia la protesta. Protesta che si può condividere o non condividere, però, non si deve cadere nell’errore di perdere il senso dell’umanità. Finisco. Avevo criticato duramente, in un mio precedente articolo, gli utili idioti che all’ombra della bandiera rossa, sparsero sui binari di Bologna il latte e i viveri destinati agli esuli dell’Istria. Altrettanto critico duramente coloro che all’ombra del tricolore, cosa ancora più grave, hanno gettato per terra e calpestato gli alimenti destinati alle famiglie rom. Nessuna scusa. Prima gli italiani sicuramente, ma quelli veri. Coloro che hanno commesso tale gesto, sono solo barbari.


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