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24 settembre 2019
Le scuse di Shakespeare, Verdi, Pavarotti...

Justin Trudeau,nella bufera per accuse di razzismo, avrebbe potuto impersonare  Gengis Khan, Filippo il Bello, persino Gesù Cristo e nessuno avrebbe battuto ciglio ma non si vestono impunemente i panni di Alì Babà, per giunta scurendosi il volto col belletto. Inoltre, è recidivo,  poiché al liceo, in una gara canora, cantò ‘Day O’, nei panni di Harry Belafonte, osando, anche in quella occasione, tingersi il viso di nero. Quindi è questo, ciò che non si può fare. Si attendono le scuse di Shakespeare, che scrisse Otello, di Giuseppe Verdi che musicò il libretto di Arrigo Boito, di  Pavarotti e degli innumerevoli altri che  che ne indossarono i panni, annerendosi la faccia.

 

 


Non è una barzelletta ma una notizia: il Premier canadese Trudeau, è stato aspramente criticato per una vecchia foto che lo ritrae a una festa in maschera, travestito da Alì Babà, completo di turbante e con il volto scurito per essere più aderente al personaggio. Dato che non è una barzelletta… nessuno ha riso, soprattutto il Premier che, lungi dal trovare divertente la critica o trascurabile, si è precipitato a scusarsi, con un “mea culpa” degno di miglior causa. Si vergogna di sé stesso, ha detto, manco avesse ammazzato qualcuno.  Beato lui, se deve vergognarsi solo di un travestimento di quando, nemmeno trentenne, docente alla West Point Grey Academy di Vancouver, dove il futuro primo Ministro canadese insegnava, si divertiva anche, partecipando a festicciole in maschera, come l’ormai famigerata festa in questione, (per inciso, a tema “Notti arabe”) e si traveste da Alì Babà, come sopra detto, con tanto di turbante e faccia colorata di nero.

Avrebbe potuto indossare i panni di Maria Stuarda, di Gengis Khan, di Filippo il Bello… persino di Gesù Cristo, nessuno avrebbe battuto ciglio… ma non si vestono impunemente quelli di Alì Babà.
Inoltre, il signorino è recidivo… poiché, da adolescente, al liceo, partecipò a una gara canora, cantando ‘Day O’, nell’imitazione del cantante giamaicano Harry Belafonte, osando, anche in quella occasione, tingersi il volto di nero.   

Quindi è questo, ciò che non si può fare.

A quando le scuse di Shakespeare, che scrisse  la tragedia Othello, the Moor of Venice, a quando, le scuse di  Giuseppe Verdi che musicò il libretto di Arrigo Boito… a quando, le scuse di Pavarotti… e degli innumerevoli altri tenori che hanno rivestito i panni di Otello, del Moro di Venezia… a  quando, sempre per rimanere in tema operistico, le scuse per il volto tinto di nero del soprano che interpreta Aida, a quando, le scuse per i “moretti” , come sono chiamati confidenzialmente i “piccoli schiavi mori” dell’omonima danza nel secondo atto, solitamente piccoli allievi di scuole di danza cittadine, con il volto opportunamente  scurito dal belletto?

Certo, è una forzatura la mia, dato che molti dei responsabili citati sono passati a miglior vita, ma sono innumerevoli, veramente, gli esempi tratti dalla Storia, dalle leggende dell’Umanità in cui, dalla Letteratura di ogni tempo, senza assolutamente arrecare offesa, si parla di persone con differente colore della pelle. Difficile, nella letteratura trovare un personaggio più dolce, commovente e, ancorchè idealizzato, realmente intriso di bontà, dello “zio Tom, protagonista del libro della statunitense Harriet Beecher Stowe, La capanna dello zio Tom… Mi sembra che si stia passando il segno, con il politically correct spinto così all’estremo da risultare persino farsesco.

Considero, personalmente, molto, ma molto più offensivo e razzista, ciò che le anime belle dicono, riguardo alla pletora di lavoratori africani, caldeggiando l’accoglienza, per far loro svolgere “lavori che gli italiani non vogliono più fare”

Non è razzismo, questo?

Per me si, e anche molto grave, in quanto considera, implicitamente, inferiori, pertanto adatti a lavori di bassa manovalanza proprio gli immigrati che a parole che coccolano, blandiscono, di cui caldeggiano l’arrivo e l’accoglienza. Questo sì, è razzismo e della peggior specie, viscido e strisciante, paternalistico e sfruttatore… Altro che essere penalizzati per aver osato, in un ballo in maschera, tingersi il volto, impersonando Alì Babà!

Quello che ha fatto il Premier Trudeau ha mostrato la sua cifra politica e umana…decisamente scadente.  Si è rivelato pavido, ansioso di consensi, in previsione della prossima tornata elettorale, fino al punto di scusarsi di una colpa inesistente, per compiacere gli appartenenti a una minoranza prepotente e astiosa, sempre pronta a pretendere il rispetto fino all’assurdità e alla pura follia, come in questo caso, ma decisamente meno propensi a rispettare i paesi in cui sono accolti e assai sovente mantenuti.

E quanto a Trudeau, forse gli fa anche comodo, questo ridicolo scandalo, in modo da far dimenticare quello che l’aveva travolto nel febbraio scorso, per sue indebite pressioni alla magistratura e richieste di favori per la società petrolifera la SNC-Lavalin, collegata da anni al Partito Liberale di Trudeau e coinvolta in una storia di tangenti per svariati milioni di dollari.

Meglio cospargersi il capo di cenere autoaccusandosi di razzismo. Rende di più.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Le scuse di Shakespeare, Verdi, Pavarotti…

A.D.Z.

Umbria: Sinistra e Sanculotti si baciano in bocca

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A volte ritornano, seconda puntata. Non è un nuovo romanzo di Stephen King ma un cuccioletto di "balena bianca". Penoso: la fame di poltrone di PD e M5S non si arresta. Alleanza anche alle elezioni regionali. Il potere attira i grillini alla faccia degli ideali.  

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Uscire dall’Euro: ha ancora senso?

Eugenio Benetazzo

Quello su cui nessuno può disquisire è purtroppo se sia conveniente uscire dall’euro in termini complessivi, vale a dire confrontando finanziariamente i benefici ottenuti con gli oneri da sostenersi. Significa che non esiste nessun modello econometrico attendibile a cui affidarsi per prendere una decisione.

Buona settimana e buona lettura del n. 670 – 358

 

 

 

 


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