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01 ottobre 2019
Padroni incostanti e tirannici...

La notorietà planetaria di Greta, l’esaltazione dei suoi meriti, fino a richiedere il prestigioso Nobel, possono esserle fatali. La fama e il successo, padroni incostanti e tirannici, lasciano vivi solo i più forti. Ora si muove fra la folla, trasognata, a volte incupita, acclamata come colei che salverà la Terra, ma dopo, quando l’indifferente mostro acefalo volgerà altrove l’attenzione o quando, semplicemente, tornerà a scuola, come una ragazzina qualsiasi, potrebbe essere impreparata. Da questo, i genitori dovranno proteggerla. Forse avrebbero dovuto farlo anche prima.  

 


Il grave e innegabile problema dei cambiamenti climatici, non può essere ridotto a tifoserie contrapposte, pro o contro Greta. La scienza e la politica devono dare risposte indipendentemente da Greta e dai suoi sostenitori e oppositori. Ma non voglio parlare della Greta trascinatrice di folle ma di lei piccola e vulnerabile ragazzina. Esiste una via di mezzo, io credo, fra l’esaltazione iperbolica e l’irrisione, riservati a questa ragazzina atipica. Credo e spero di riuscire a collocarmi fra le persone che si tengono lontane da entrambi gli atteggiamenti. Notoriamente, in ogni campo, gli estremi sono sbagliati ed eccessivi. Mi ripugnano i nomignoli offensivi, con i quali la definiscono, storpiando il suo nome ma, altrettanto, non riesco a vedere in lei nulla al di là del successo mediatico, al di là di una riuscita operazione di costruire e vendere un personaggio.

Trovo meschino ironizzare sul suo aspetto, decisamente distante dalle adolescenti svedesi dell’immaginario collettivo, procaci, bellissime, disponibili… quanto di peggio più produrre il machismo, per intenderci; non trovo giusto nei suoi confronti, tuttavia, che sia ad arte abbigliata e pettinata come nessuna sua coetanea si sognerebbe mai, imprigionata in un’infanzia prolungata, per esaltarne e sottolinearne l’ingenuità e la purezza, nonché l’idealismo che si associa a questa età innocente; Greta è differente in pratica da qualsiasi altra adolescente, svedese e di qualsiasi altra nazionalità, cristallizzata in un’immagine stereotipata, fino a diventare un’icona inconfondibile. Un prodotto vincente.

Sorvolo, per profondo disprezzo, su chi riesce a prenderla in giro anche per la sua malattia… ma non nascondo le mie perplessità nei confronti dei suoi genitori che, invece di proteggerla, sembra che l’abbiano letteralmente usata. La notorietà planetaria, l’esaltazione del merito, fino alla possibile candidatura al Nobel… possono essere per Greta pericolosi e fatali. Non ora, mentre sta vivendo questa avventura in cui lei si muove trasognata, a volte incupita, con la moltitudine che l’acclama come se rappresentasse la salvezza del Pianeta … ma dopo, quando, fatalmente, il clamore attorno a lei si quieterà, quando verrà ridimensionato il suo personaggio, quando l’incostante mostro acefalo, la folla, volgerà altrove l’attenzione.
Quando verranno meno tutte le esagerazioni e le iperboli che l’hanno innalzata, o quando, semplicemente, tornerà a scuola, come una ragazzina qualsiasi, Greta potrebbe essere impreparata e averne gravi conseguenze. La fama e il successo, padroni incostanti e tirannici, lasciano vivi solo i più forti. Per irriverente che sia, mi ricorda certi giovanissimi attori, catapultati nel mondo dello spettacolo, osannati e resi ricchi, in denaro e fama. Talvolta nemmeno il talento e le capacità fanno superare il difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza e alla giovinezza ma, anche e soprattutto, l’attenuarsi dell’attenzione, l’oscurità, dove prima splendevano riflettori, il silenzio dove prima c’era il gradevole risuonare degli applausi… Solo quelli che hanno come dicevo reale talento resistono alle alterne fortune oppure quelli che di talento sono sì, privi, ma hanno risorse interiori e personalità e senza rimpianti cambiano strada, realizzando la propria vita in altro modo.

Forse a Greta non sarà altrettanto facile. La stanno illudendo, facendola sentire come colei che salverà il Pianeta dalla distruzione… come la sola capace di aggregare le folle per ottenere attenzione e azioni mirate a questo nobile scopo. Forse sarebbe stato più onesto, anche nei confronti di Greta, dire che quello che proclama con tanta convinzione (spero non per talento recitativo…ne sarei costernata…)  sono cose risapute, sono note da decenni, non saranno i “venerdì” con le aule disertate e le piazze riempite a cambiare il mondo. Il mondo lo cambiano e non certo in meglio, sempre e solo i potenti, gli stessi che la blandiscono, che l’ossequiano, quelli che, ovviamente, ignoreranno le sue apocalittiche previsioni, le occhiate feroci, le sue lacrime.

Il suo discorso all’ONU con quell’infuocata denuncia a coloro i quali l’hanno derubata dell’infanzia, dei sogni, del futuro è l’apoteosi del “messaggio gretiano”. Chiaramente discorso confezionato da altri per lei, con lucida determinazione e puro cinismo, servendosi di lei e della commozione inevitabile che avrebbe suscitato. Un altro importante passo avanti per l’ ”operazione Greta” in atto in  tutto il mondo. Anzi no, non proprio in tutto il mondo… ci sono luoghi, in cui veramente l’infanzia, i sogni, il futuro, di tanti giovani e giovanissimi, anche bambini… sono letteralmente rubati, da multinazionali, da interessi economici, da perversioni sessuali… Lì, Greta si guarderà bene dall’andare. Meglio andare all’ONU a fare gli occhiacci a Trump.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

La fama e il successo, padroni incostanti e tirannici...

A.D.Z.

Ma non è che l’Europa ci prende in giro?

Massimo NardiSe i dati del Viminale sono veri, dopo un mese di governo giallo rosso gli ingressi in Italia sono in aumento. Non c’era un accordo con la Ue per ripartire i nuovi arrivati?

La Vita: una questione di Diritto Privato?

Alberto Venturi

La vita non può essere ridotta ad una questione di mero diritto 'privato', neppure quando la scelta è sorretta da una convinzione forte e totalizzante come la fede. Tantomeno la morte può essere un diritto assoluto, per sé o per qualcun altro.
La causa rimossa

Paolo Danieli

Politici, giornalisti, sociologi, economisti, preti e tuttologi sono in servizio permanente effettivo nei talk-show, sui social e sui giornali a parlare dell’immigrazione in ogni sua sfaccettatura. Chiacchierano di tutto, meno che della causa.

National Origins Formula

Eugenio Benetazzo

L’America di fatto è stata colonizzata, a scapito delle originarie popolazioni indiane, da immigrati generalmente provenienti da altre nazioni. Questo assunto di valenza storica viene richiamato dalla stampa radical chic nel patetico tentativo di sostenere le proprie tesi aberranti sulla gestione dei flussi di migrazione provenienti dalle coste africane. Ma paragonare gli Stati Uniti di inizio 1900 con l’Europa odierna dimostra tanto disonestà quanto pochezza intellettuale.

Buona settimana e buona lettura del n. 671 – 359


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