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05 marzo 2019
Sindacati partigiani

Cgil Cisl e Uil, che “combattono“ il Fascismo in assenza di Fascismo, guardandosi bene dall’attaccare l’alta finanza apolide, il potere bancario , e il turbo capitalismo antinazionale che sta distruggendo lo Stato sociale , i lavoratori e i piccoli imprenditori italiani.

 


Dopo la presa di posizione di alcuni sindacati sul paventato sfratto dell’Anpi a margine della “Giornata del ricordo” non si sa se ridere o piangere. Costoro, che da anni hanno disatteso al loro compito, che dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori, si ergono a difensori della “libertà“(?) e della verità storica (la loro). Evidentemente dei lavoratori interessa poco.

1993: adesione al “Protocollo sulla Politica dei Redditi e dell’Occupazione”, firmato dai rappresentanti di Cgil-Cisl e Uil (Trentin, D’Antoni e Larizza) che sancì che i nuovi assetti contrattuali fossero agganciati al “Tasso d’Inflazione Programmata”. Dietro questa voce si celava la colossale truffa ai danni dei lavoratori, che anno dopo anno hanno visto i propri stipendi perdere valore. Questo meccanismo infatti, voluto da padronato, sindacati gialli e governo di allora, non si è rivelato un idoneo strumento di tutela salariale come lo era stata la “scala mobile”, abolita tra il 1984 e il ’92, con il via libera dato anche da Cgil Cisl e Uil. Presidente del Consiglio era Ciampi, uomo di Bankitalia e al Lavoro c’era Gino Giugni, padre dello “Statuto dei Lavoratori”, anche lui convertitosi al liberismo.

Passaggi precedenti: 1986, legge 56 che estende a tutti i settori produttivi il contratto a termine; legge 146/90 che limita il diritto di sciopero; 1991, legge 223 sulla mobilità che ha permesso uso massiccio di esternalizzazioni; 1997, pacchetto Treu, che introduce il lavoro interinale e privatizza il collocamento; 2003, Legge Biagi che introduce tutto quanto possa rendere il lavoro precario. Fino ad arrivare alla famigerata Legge Fornero, al vergognoso Jobs Act di Renzi e al depotenziamento dell’art .18, nel silenzio assoluto di Cgil Cisl e Uil, che “combattono“ il Fascismo in assenza di Fascismo, guardandosi bene dall’attaccare l’alta finanza apolide, il potere bancario , e il turbo capitalismo antinazionale che sta distruggendo lo Stato sociale , i lavoratori e i piccoli imprenditori italiani.


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