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14 settembre 2021
A quando la demolizione delle piramidi?

“Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.”  Questo,  affermava quel  simpaticone del Cardinale Richelieu: evidentemente ha fatto  scuola. Spulciando fra le frasi  dette da qualsiasi persona, in ogni tempo, pochi sfuggiranno alla mannaia del BLM che  ogni giorno troverà una nuova statua da decapitare, un nuovo pensatore da cancellare dai corsi  di studio, un nuovo grande politico di cui distruggere la memoria.


Non è un’opinione ma un fatto oggettivo:  il mondo sta attraversando uno dei periodi più complessi e difficili della Storia. I singoli e la collettività guardano  con preoccupazione e timore ad un futuro colmo di incertezze e pericoli, per quanto riguarda la salute umana e la salute del Pianeta; i cambiamenti climatici, l’inquietudine di popoli e nazioni, in perenne alternanza di guerre e illusorie tregue,  la  pandemia che non recede, l’economia  in stallo, gli equilibri, sempre precari,  fra le nazioni, ulteriormente   posti in discussione tratteggiano un quadro non precisamente  idilliaco, con prospettive  tutt’altro che tranquillizzanti. Eppure,  la preoccupazione costante degli antirazzisti  d’accatto è dare la caccia a chi si sia  macchiato di questa infamia, in ogni tempo. Preferibilmente sono scelti fra grandi uomini del passato,  decisamente morti ma altrettanto decisamente  vivi e presenti nell’immaginario collettivo per le loro gesta, per le loro opere, per le loro scoperte, per le loro vittorie. Coperti di  gloria, circondati  di fama planetaria, con vie e piazze loro intitolate, immortalati in monumenti e  statue. Più famosi sono, più farà sensazione la loro testa caduta, metaforicamente, distruggendo la loro reputazione, infangando la loro memoria.. e fisicamente, con l’abbattimento di incolpevoli statue, edifici e monumenti. Tutto  questo fa sensazione, crea clamore, benché assai sovente, suscitato dal nulla.

Con incredibile leggerezza e inconsistenza di pensiero,  si valutano persone ed eventi del passato, decenni e secoli,  con la visione attuale, per giunta viziata dal giogo del politically correct che  sta deprimendo ed appiattendo la lingua, le espressioni, i modi di dire, le consuetudini…spesso  imbastendo accuse improbabili, scadendo nel ridicolo, precipitando nella farsa.
Non importa… si va avanti, inarrestabili.

Nel furore di uniformare  tutto, in un appiattimento  antistorico e irrazionale,  si distrugge la memoria degli uomini, si distruggono le  vestigia del passato, qualunque esso sia. Se qualcosa, in qualsiasi latitudine,   non è perfettamente uniforme e sovrapponibile al pensiero oggi dominante è da cancellare, da eliminare e distruggere. Senza contestualizzare situazioni, fatti ed eventi ben difficilmente ci saranno individui e società che  si salveranno  dalla clava distruttrice dell’odio.  Odio per il Pensatore se è maschio, bianco, aristocratico … odio per i navigatore che, scoprendo  terre ignote,  apre  la via al colonialismo. Odio per anime eccelse e talenti immensi, come Dante, come Mozart, come Beethoven… Se in una parola, in un pensiero, in una sfumatura,  i solerti antirazzisti riescono a trovare un appiglio per  definirli razzisti, sono da gettare via, alla stregua di  rifiuti umani. Nulla e nessuno nella Storia dell’Umanità sarà al sicuro dalla clava della barbarie se la lettura del Passato è frutto  della ricerca ossessiva della parola proibita,  dell’affermazione di un concetto non compatibile con gli odierni dettami,  al fine dell’appiattimento assoluto su posizioni  attuali.
Non resterà  nulla che non possa subire un processo sommario con  successivo passaggio alla distruzione.  A quando la  demolizione delle Piramidi? Non è che i Faraoni brillassero per  particolare bonomia e  generosità nei confronti degli schiavi nubiani che si spezzavano la schiena per  costruire la loro  dimora eterna, tanto per fare un esempio.

“Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.”  Questo,  affermava quel  simpaticone del Cardinale Richelieu: evidentemente ha fatto  scuola: spulciando fra le frasi  dette da qualsiasi persona, in ogni tempo, pochi sfuggiranno alla mannaia del BLM che  ogni giorno troverà una nuova statua da decapitare, un pensatore da cancellare dai corsi  di studio, un grande politico di cui distruggere la memoria.

E i veri problemi,  dell’Umanità  tutta, comprese  quindi le minoranze che i volenterosi paladini hanno la pretesa di difendere, rimangono.

Quando il limite del ridicolo è ampiamente superato... si precipita nel baratro.

 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

A quando la demolizione delle piramidi?

A.D.Z.

Politica e pubblicità

Massimo Nardi

Nei talk show e nei programmi di approfondimento la politica è  spiegata fra pubblicità di materassi, pannolini e assorbenti. Chi più ne ha più ne metta.


Una storia deve essere raccontata

Alberto Venturi

Se il libro diventa una porta per una stanza ove incontrare, confrontare e condividere con gli altri e con sé stessi, allora è un libro utile e non un progetto vecchio; è una storia che per diventare storia deve essere raccontata per non perderla nel tempo.

Cenacolo letterario con Lucrezia Borgia

La Reine

Dopo aver parlato di Cleopatra, di Diana, di Caterina de’ Medici e della Callas, è giunto il momento di conoscere meglio Lucrezia Borgia,  al Centro VVV.

Complesso di colpa: Il collezionista di carte

Francesco  Saverio Marzaduri

Il ventunesimo lungometraggio del settantacinquenne Paul Schrader, uno dei registi e sceneggiatori della Nuova Hollywood. I film da lui scritti e diretti narrano storie di solitudine, affrontando anche i temi della colpa e della redenzione.

Buona settimana e buona lettura del n. 766 - 457.


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