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30 giugno 2020
Al voto, al voto!

Le prossime elezioni amministrative, fissate in data 21 settembre 2020, segnano un ulteriore passo avanti nel difficile ritorno alla normalità, dopo mesi nei quali la normalità, purtroppo, era costituita da bollettini medici preoccupanti, da decessi e contagi in crescita, da chiusura totale delle attività, da limitazioni negli spostamenti.  La data prescelta, tuttavia, suscita perplessità, in quanto segue di pochi giorni la riapertura delle scuole, mai come quest’anno irta di difficoltà, per problemi connessi alla sicurezza di alunni e insegnanti. Un’interruzione, dopo un inizio colmo di incognite e di novità, per studenti e insegnanti, forse non è un gran bene.

 


Dopo   lunghi mesi di chiusura e confinamento, nei quali l’attenzione di   tutti era rivolta alla preoccupante situazione sanitaria, ora ci troviamo ad affrontare i  gravi disagi legati all’economia che versa in  situazione emergenziale e ovviamente tornano i  problemi  di sempre,   il traffico, le difficoltà negli spostamenti, le fatiche  di ogni giorno... e  le scadenze politiche.

Finalmente, dopo molte incertezze e le immancabili polemiche, è fissata la data delle prossime elezioni amministrative, previste per il 21 settembre 2020.

Esse segnano un ulteriore passo avanti nel difficile ritorno alla normalità, dopo mesi terribili nei quali la “normalità”, purtroppo, era costituita dai bollettini medici preoccupanti, da decessi e contagi in crescita, dalle esortazioni a seguire con disciplina e scrupolo le  indicazioni dei sanitari e le disposizioni di legge, dalla chiusura totale delle attività, dalle  limitazioni   negli spostamenti.  Con sollievo e speranza, benché senza  molte illusioni, si torna  quindi alla consuetudine.

La data prescelta, tuttavia, non manca di suscitare  perplessità, non solo per  essere a ridosso del temuto ritorno dell’epidemia, (da taluni prevista  all’inizio dell’autunno!) ma anche  in quanto vicinissima,  a pochi giorni,  dalla riapertura delle scuole, il 14 settembre. Riapertura resa quest’anno quanto mai complessa e difficile  per le misure da adottate, a tutela della sicurezza di alunni e insegnanti, con problemi per  quanto riguarda  lo scaglionamenti nell’orario delle lezioni, in entrata e in uscita, per la necessità, inoltre, di reperire altri locali adatti ad ospitare  le classi, necessariamente “sfoltite” per poter consentire il prescritto distanziamento fra gli studenti.  

Sempre, nel passato lontano e recente, la riapertura delle scuole era veramente impegnativa per i più vari motivi ma mai come quest’anno appare irta di difficoltà. Un’interruzione, per consentire lo svolgimento delle operazioni di voto non faciliterà le cose e, comunque, si potrebbe rivedere il sistema di adibire a sedi elettorali le scuole, con la dislocazione dei seggi, non più nelle scuole ma in altre strutture, ad esempio le sedi comunali.
Un’interruzione, dopo un inizio colmo di incognite e di novità, per studenti e insegnanti, forse non è un gran bene. Forse non sarà la cosa più importante, cui mettere mano,  dati i problemi della scuola, non piccoli né pochi,  sarà, comunque, un passo avanti.

 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Al voto, al voto!

A.D.Z.

 

L’anomalia delle leggi retroattive

Massimo Nardi

Il taglio dei vitalizi è semplicemente una trovata di bassa pubblicità da partito della bistecca. Veronica Gentile sotto i riflettori: parliamone.

Mondragone portatori asintomatici di illegalita’

Alberto Venturi

Qui non c’entrano i barconi; qui non c’entrano extracomunitari (i Bulgari sono cittadini della Comunità Europea), ma quando si affittano gli appartamenti a 100 euro, ma a 15 persone alla volta, lì non c’è neanche più umanità. Forse brutti, sporchi e cattivi loro, ma anche noi facciamo puzza.

Donatori di sangue e vampiri

Nicola Rega

A notte fonda,  dopo che quasi tutti i gruppi parlamentari (a parole) l’avevano appoggiato,    è stato bocciato il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari dal Senato. Uno dei cavalli di battaglia  del Movimento 5 Stelle è stato bruciato anche grazie ai voti di un’ex grillina.

Alla faccia del popolo sovrano.

Paolo Danieli

Il gioco è chiaro: questa maggioranza parlamentare non dev’essere cambiata fino al 2023, quando si eleggerà il Presidente della Repubblica. In Italia il Capo dello Stato dev’essere di sinistra e perciò deve essere eletto da un Parlamento di sinistra. I poteri forti, l’Europa, il “deep state” così hanno deciso. 

Investire in Africa

Eugenio Benetazzo

Il continente africano si è dimostrato inaspettatamente resiliente. A differenza di quanto accaduto a Stati Uniti ed Europa, il continente africano non risulta colpito nella filiera produttiva e sul versante occupazionale proprio in considerazione della sua stessa struttura economica ancora poco interconnessa con le altre aree macroeconomiche del mondo

 

Buona settimana e buona lettura del n. 708 – 398.

 

 


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