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25 dicembre 2018
Le porte non chiudiamole noi!

"Non è facile l’incontro con l’Islam e lo stiamo vedendo. Però, mi dispiacerebbe molto se chi bussa, chi non ha muri nella propria mente, chi vuole incontrarci, trovasse la nostra porta chiusa, se rifiutassimo loro la possibilità di aprire una nuova pagina da scrivere insieme."

 


Un papà musulmano scrive alle maestre dei figli: “L’Islam chiede che vengano rispettate tutte le religioni” (come del resto il vero cristianesimo, aggiungo io, non la versione in salsa padana, neanche apocrifa). “Pertanto, dal momento che i miei due figli sono nati in Italia, io sono molto contento che imparino a conoscere la tradizione del Paese che li ospita”. 
Banour Tarik, 38enne marocchino ha piacere che i suoi figli siano coinvolti nelle feste, nei cori e in tutte le altre tradizionali attività che si terranno nelle prossime settimane nelle loro classi, “Questo fa parte del vivere in un Paese diverso dal nostro e questa ritengo che sia anche la ricchezza che nasce dall’incontro delle culture. Da genitore voglio insegnare questi valori ai miei figli”.

Non sono tutti così? Senz’altro e del resto neanche noi siamo tutti così; a dire la verità siamo sempre meno così, perché agli integralisti del cattolicesimo aggiungo gli integralisti della ‘laicità’ per i quali il rispetto reciproco si ottiene annullando tutte le differenze, invece di coltivarle. 
Non è facile l’incontro con l’Islam e lo stiamo vedendo; per gli immigrati di prima, seconda o terza generazione, è identità, è baluardo, è barricata contro le ingiustizie e le marginalità a cui sono destinati nelle città europee, fomentati dai potentati economici, politici e religiosi delle loro terre, che prosperano sullo status quo.

Però. 
Mi dispiacerebbe molto se chi bussa, chi non ha muri nella propria mente, chi vuole incontrarci, trovasse la nostra porta chiusa, se rifiutassimo loro la possibilità di aprire una nuova pagina da scrivere insieme.

 Noi, così avanti e così civili.. Possiamo accusare gli altri di integralismo soltanto quando neppure una sua goccia bagni le nostre azioni, che non significa abitare al Colosseo, senza porte e finestre. La prudenza e l’intelligenza non sono parenti, neppure alla lontana, del pregiudizio e neppure della paura di incontrare un viso, una testa, un cuore nuovi.


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