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21 luglio 2020
Il troppo strappa

“Se non hanno più pane, che mangino brioche  è la frase attribuita a Maria Antonietta che meglio di ogni altra fotografa l’incapacità di un regime di correggere i propri eccessi, arrivando così, inevitabilmente, al punto di rottura.

 


L’appello di 83 supermilionari per essere maggiormente tassati al fine di fronteggiare la crisi del coronavirus, dimostra in alcuni (pochi) la consapevolezza di come sia necessario cambiare strada, non affidandosi alla beneficenza dei magnati, quale gesto volontario di generosità quando e se pare, ma attraverso una diversa distribuzione del contributo di ognuno alla propria comunità, confermandolo quale dovere civico primario. 

 

Il malessere si alimenta delle crescenti disuguaglianze economiche e con l’evidenza di una sistema costruito per proteggere i più forti (ricchi) a prescindere (vedi Benetton), facendo pagare a tutti i cittadini le loro malefatte e quelle delle loro corti (casta). Dal 1997 al 2017, secondo il Rapporto Oxfam, il 10% più ricco della popolazione ha aumentato la propria quota di ricchezza dal 40 al 55% e l’1% più ricco dal 15 al 20%.

 

“Anno dopo anno – leggo su Forbes - i ricchi diventano più ricchi (i 1.900 miliardari più ricchi al mondo hanno aumentato la loro quota di 900 miliardi di dollari in un solo anno) e i poveri diventano più poveri (3,8 miliardi di persone hanno visto calare la loro quota dell’11% dal 2017 al 2018)”.

 

Ma non c’è bisogno di sgranare il rosario dei numeri per vedere quello che è sotto gli occhi di tutti coloro che non vogliono tenerli chiusi.

 

Scrivono tra l’altro gli 83 arcimilionari: “Siamo in grado di garantire l’adeguato finanziamento dei nostri sistemi sanitari, delle scuole e della sicurezza attraverso un aumento delle tasse permanente sulle persone più ricche del pianeta, persone come noi”, “A differenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo, non dobbiamo preoccuparci di perdere il nostro lavoro, le nostre case o la nostra capacità di sostenere le nostre famiglie … Quindi, per favore. Tassateci. Tassateci. Tassateci. È la scelta giusta È l’unica scelta. “

 

 “I milionari hanno un ruolo fondamentale da svolgere nella guarigione del nostro mondo. No, non siamo noi a prenderci cura dei malati nei reparti di terapia intensiva. Non stiamo guidando le ambulanze che porteranno i malati negli ospedali. Non stiamo rifornendo gli scaffali dei negozi di alimentari o consegnando cibo porta a porta. Ma abbiamo soldi, molti. Soldi che sono disperatamente necessari ora e che continueranno a essere necessari negli anni a venire, mentre il nostro mondo si riprende da questa crisi”. “Oggi noi milionari chiediamo ai nostri governi di aumentare le tasse su persone come noi. Subito. Sostanzialmente. In maniera permanente.”

 

L’alternativa a una diversa distribuzione della ricchezza è vedere la rabbia montare ed esplodere in conflitti violenti; è vedere i populismi prosperare, bastando essere contro e promettere.. Ma ancora più violenta sarà la risposta perché quando i rapporti si basano sulla contrapposizione e sulla forza, vince il più forte, ovvero il più ricco. La politica, l’unione di tanti piccoli per diventare un soggetto ‘grande’, può essere la risposta democratica ad una deriva autoritaria, nonostante la politica sia ormai dipendente dall’economia. Forse il fenomeno è irreversibile, ma è l’unica strada.

 


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