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17 novembre 2020
... il coraggio di essere "imprudenti"

Quando tutti fuggono, i Vigili del Fuoco arrivano, adoperandosi per salvare vite umane e proprietà, talvolta perdendo la vita come è accaduto nello scoppio doloso di Alessandria, poco più di un anno fa. Che il giudice che si occupa del caso affermi: "Furono imprudenti" non solo addolora i loro cari e noi tutti ma svilisce il concetto stesso di dovere, generosità umana, coraggio fino al sacrificio. Matteo Gastaldo, Marco Triches e Nino Candido non furono “prudenti” e non possono né vogliono esserlo Militari, Poliziotti, Carabinieri… Chi sceglie, per lavoro, o per un moto spontaneo dell’anima, di aiutare chi è in pericolo, ha il coraggio di essere “imprudente”.

 


“Le sentenze si accettano, non si discutono”

Questo, ripetuto come un mantra, è ciò che sentiamo, nelle più svariate situazioni, in particolare quando le sentenze colpiscono altri … Altrettanto per le dichiarazioni  dei giudici  che non osiamo  criticare. (I vigili del fuoco morirono nello scoppio doloso, il giudice: "Furono imprudenti")
Ora, senza osare mettere in discussione  una sentenza (che peraltro si dovrebbe leggere  nella sua interezza,) ma solo per esprimere un parere,  dico che una simile affermazione non solo ferisce e fa sanguinare  il cuore  ai familiari, agli amici, ai colleghi  dei Vigili del Fuoco  caduti in servizio… Matteo Gastaldo, Marco Triches e Nino Candido ma, in modo altrettanto penoso e doloroso, avvilisce il concetto stesso di dovere, spirito di sacrificio, generosità umana, coraggio fino al sacrificio … qualità che sono il patrimonio di chi, per lavoro, o in un moto spontaneo dell’anima, per quell’ eroismo che, grazie al Cielo, ancora alberga nell’anima degli uomini, non esita ad accorrere in aiuto ai propri simili. Senza calcolo, senza esitazioni, senza pensare a sé.

Si può definire imprudente un essere umano, in uniforme o in abiti civili che, vincendo ogni pur legittimo terrore, si offre per salvare il suo prossimo?

E’ solo “imprudente” chi si lancia in un fiume di acque fangose, per salvare chi, travolto dall’alluvione, è trascinato via dalla corrente? L’ha fatto il giovane cameriere Sandro Usai, il 25 ottobre del 2011, a Monterosso, in Liguria, perdendo la vita.

E’ solo “ imprudente”  un giovane muratore che con una scala a pioli riesce ad entrare, disarmato,  in una  scuola in cui bambini e insegnanti sono  tenuti in ostaggio da  malviventi armati?  Lo fece l’operaio ventiduenne Sante Zennaro che a Rho, il 10 ottobre 1956, salvò novantadue bambini e tre maestre della scuola elementare di Terrazzano, venendo  però  vilmente ucciso dai  sequestratori.

E’ solo “imprudente” chi, miracolosamente salvo, si prodiga generosamente, a bordo del suo gommone, infaticabile, per cercare di soccorrere i suoi concittadini rimasti intrappolati nelle acque esondate del Secchia?  Lo fece, Oberdan Salvioli che perse la vita, a soli 43 anni, nell’alluvione che travolse Bomporto e Bastiglia, nel modenese,  il 20 gennaio del 2014.

Sono solo i primi nomi che mi sono venuti alla mente, solo alcuni fra quegli “eroi della porta accanto” che alzano la media del genere umano, illuminando con i lampi del loro pacato valore l’oscurità in cui i pavidi e gli indifferenti si rifugiano.

Sandro, Sante, Oberdan… non sono stati prudenti. E non possono né vogliono esserlo Vigili del Fuoco, Militari, Poliziotti, Carabinieri… Chi sceglie, per lavoro, o per un moto spontaneo dell’anima, di aiutare chi è in pericolo, ha il coraggio di essere “imprudente”.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

... il coraggio di essere "imprudenti"

A.D.Z.

La coerenza viene dopo il portafoglio

Massimo Nardi

Dice un vecchio proverbio: - Abituarsi a stare bene è facile, è abituarsi a stare male che è più difficile -. Parliamo chiaro: lo abbiamo scritto proprio su questo settimanale in tempi non sospetti, che molti di loro avevano dichiarazioni dei redditi non proprio esaltanti. Quindi, dopo due anni di bengodi senza fare niente (in sostanza in vacanza), la maggioranza ha deciso di continuare, sperando in un eventuale terzo mandato.

La Madonna non è Chiara Ferragni

Alberto Venturi

Ce la vedete la Madonna organizzare la festa di compleanno di Gesù in un supermercato per lanciarsi verdure, panettoni e fare la corsa dei carrelli? Ce la vedete Maria presenziare alle feste mondane, alle sfilate di moda, gestire profili, siti ed essere sempre e comunque sotto i riflettori? Personalmente ritengo più ricco un secondo del silenzio della Madonna di tutti i post che la Ferragni possa caricare, perché una ci indica una strada e ci offre la testimonianza per essere, l’altra ci invita a comperare e ad apparire.

Ci voleva il Covid per far capire l’importanza della Sanità

Paolo Danieli

In tempi non sospetti, come si usa dire, quando il Covid non esisteva né si poteva anche solo immaginare quello che sarebbe successo, avevamo individuato nella  sottovalutazione  della Sanità una grave responsabilità della politica, dei governi che si sono avvicendati, sia di Centrodestra che di Centrosinistra- e dei partiti tutti, nessuno escluso.

Ma è l’unica Strada?

Ugo Volpi

L’Italia non ha più, o forse non ha mai avuto, una classe di manager pubblici ed ora sono costretti a coinvolgere personaggi ultrameritevoli ma che stanno facendo benissimo nel loro campo. Converrebbe piuttosto aiutare Strada in quello, senza massacrare lui, Emergency e le Ong con fake news come è avvenuto anche recentemente da parte di ben noti rappresentanti populisti e celoduristi.

Election drama

Eugenio Benetazzo

L’elezione è tutt’altro che terminata, anzi è appena iniziata e ci terrà compagnia con tutta la sua narrativa almeno sino alla metà di dicembre.

Buona settimana e buona lettura del n. 725– 418.


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