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04 dicembre 2018
Le non opportunità della normalità

Troverei ingiusto che coppie con entrambi i suoi componenti lavoratori vengano considerate più ricche di quelle dove soltanto uno ha un reddito e una professione; che non ricevano contributi per l’affitto o per un mutuo perché vengono destinati preferibilmente a chi ha fatto scelte diverse e per questo non paga gli affitti, non paga la mensa e i servizi comunali e ottiene un alloggio pubblico.

 


Le vedo pressoché ogni giorno; accompagnano i bambini al pulmino o alla scuola, poi si fermano a chiacchierare e quindi ognuna torna alla sua casa. Vestono lunghi abiti fino ai piedi e hanno il capo coperto. Più di una volta ho pensato che non sono certo tenute da lavoro, se non quello domestico; quindi in casa arriva solo una busta paga e non deve neppure essere straordinaria, alla quale occorre decurtare l’affitto; però hanno schiere di bambini.

 

Ieri leggevo sull’Ansa le statistiche nazionali: nel 2017 sono stati iscritti all’anagrafe 458.151 bambini, oltre 15mila in meno rispetto al 2016, 45.000 in meno nel triennio e 120.000 in meno nel decennio, con il calo dei nati particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani.

 

Penso ai nostri figli, alle difficoltà oggettive che incontrano per la precarietà del lavoro per cui diventa difficile, se non impossibile, pensare a una famiglia, figurarsi a una numerosa.

 

Mi piacerebbe ci fosse uno studio per comparare gli stili di vita e se la scelta di non fare lavorare la moglie, venga supportata dalle pubbliche istituzioni con casa popolare, contributi e aiuti. Perché, lo dico sinceramente, troverei ingiusto che le coppie con entrambi i suoi componenti lavoratori, per garantirsi il livello di vita ritenuto oggi indispensabile, vengano considerate più ricche di quelle dove soltanto uno ha un reddito e una professione; che non ricevano contributi per l’affitto o aiuti per un mutuo perché vengono destinati preferibilmente a chi ha fatto scelte diverse e per questo non paga gli affitti, non paga la mensa e i servizi comunali, ottiene un alloggio pubblico.

 

So di avere banalizzato un tema ben più complesso, ma in Italia sembra che la normalità abbia meno opportunità e più oneri, dovendo in pratica farsi carico di tutti.


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