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04 dicembre 2018
Una vittoria a metà

L'aspirazione di ogni cittadino non è, io credo, quella di poter imbracciare un'arma e legittimamente difendersi da chi illegittimamente si introduce nella sua proprietà, ospite non invitato e malintenzionato. Non si può vivere, cercando un po' di riposo, dopo le fatiche del lavoro e degli affanni quotidiani, con un'arma a portata di mano, per ogni evenienza. La sicurezza  nasce prima di tutto dal controllo  del territorio, efficace e senza sconti.

 


Nessuno vuole vivere in una nazione in cui  la sicurezza della sua famiglia e sua sono affidate a alla sua capacità e forza di reagire a un'intrusione, alla prepotenza, alla crudeltà e alla brutalità di chi irrompe nella sua casa, nella sua proprietà, nella sua vita. Una legge, per quanto ormai necessaria o addirittura indispensabile, come  quella sulla legittima difesa, non è la soluzione.

Una legge come questa è una vittoria a metà...  non tutti hanno i mezzi per dotarsi di un'arma, non tutti hanno le capacità per poterla usare, capacità che non sono solo tecniche, sono, anche e soprattutto, psicologiche. Mi ripugna l'idea di dover passare la vita contando sulla possibilità di sparare o comunque reagire alla violenza, a chi mi sta aggredendo, tutelata da un'arma e non dalla legge... ma, allo stato attuale delle cose,  cianciare di cittadino protetto dallo Stato,  come fanno gli strenui oppositori di questa legge, non è che uno sterile slogan.

Come poteva, secondo il PD e gli altri oppositori della legge in questione, essere protetto dallo Stato, Fredy Pacini, il gommista e proprietario di azienda, che ha ucciso un ladro, sorprendendolo di notte nella propria ditta a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, il 28 novembre scorso? Già fatto oggetto di svariati furti nella sua azienda, al punto da decidere di passare stabilmente la notte al suo interno.  Forse lo Stato poteva proteggerlo con una pattuglia stabile davanti al suo negozio, 24 al giorno, quattro turni? Se questa fosse la soluzione, davanti ad ogni esercizio, negozio, locale, abitazione civile, scuola, ufficio ... ci dovrebbero essere  uomini armati, a  tutela delle persone e delle cose.  Una via non percorribile, evidentemente, una triste barzelletta, dato che  gli uomini delle Forze dell'Ordine sono perennemente sotto organico,  per non parlare dei mezzi e di altre risorse ridotte al lumicino anche per quanto riguarda l'ordinaria amministrazione.  

Tornando alla legge che i detrattori con scarsa fantasia indicano come l'introduzione del Far West in Italia, una persona anziana che vive sola, potrà, per esempio difendersi dai malintenzionati, senza incorrere in denunce e senza  dover spendere un mare di denaro in spese legali qualora il delinquente avesse la peggio.

Bene, cioè male: tutte le nonnine di casa nostra sono capaci, ad esempio, di sparare o di maneggiare qualche altro oggetto in modo efficace, per neutralizzare l'aggressore? Le condizioni psicofisiche permetteranno loro, nell'emergenza, di gestire al meglio la  situazione, agendo con  sicurezza e determinazione, magari contro nerboruti ladri privi di qualsiasi scrupolo? Ma questo non vale solo per la vecchietta, icona degli indifesi e dei deboli... vale per ogni cittadino, per quelli che  hanno dimestichezza con le armi e per quelli che non ne hanno alcuna.

L'aspirazione di ogni cittadino non è, io credo, quella di poter imbracciare un'arma e legittimamente difendersi da chi illegittimamente si introduce nella sua proprietà, ospite non invitato e malintenzionato. Non si può vivere, cercando un po' di riposo, dopo le fatiche del lavoro e degli affanni quotidiani, con un'arma a portata di mano, per ogni evenienza. La sicurezza  nasce prima di tutto dal controllo  del territorio, efficace e senza sconti, dalla capillare  ricerca i nullafacenti, illegali, criminali nostrani e non, da chi vive di espedienti, di furti,  di truffe, di rapine.

E, senza ipocriti "distinguo" deve essere accettato  il concetto che chi  si introduce nell'altrui proprietà, a qualsiasi ora del giorno e della notte è comunque già in torto. Con buona pace di chi a questo semplice concetto  preferisce sterili slogan e  vuote chiacchiere. 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Una vittoria a metà

di A.D.Z.


Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra

di Massimo Nardi

Chi vuol fare il deputato deve portare il proprio babbo davanti a un notaio perché rilasci una dichiarazione che il figlio non sapeva niente di eventuali reati commessi dal genitore. Però, chi vuol fare il deputato, almeno in alcuni casi, deve presentare una dichiarazione del medico di essere capace di intendere e di volere.

Le non opportunità della normalità

di Alberto Venturi

Troverei ingiusto che coppie con entrambi i suoi componenti lavoratori vengano considerate più ricche di quelle dove soltanto uno ha un reddito e una professione; che non ricevano contributi per l’affitto o per un mutuo perché vengono destinati preferibilmente a chi ha fatto scelte diverse e per questo non paga gli affitti, non paga la mensa e i servizi comunali e ottiene un alloggio pubblico.

"Tortellino d'oro" 2018

di Giuliana Pini

In concomitanza con questa manifestazione, ideata e voluta dai fratelli Bonacini, Luca e Carlo (Edizioni Artestampa), è  stato prodotto il libro dal titolo: Sua Maestà il Tortellino di Modena 2018 – The King.

"Superzampone"

Articolo e servizio fotografico di Corrado Corradi sull'evento arrivato alla trentesima edizione.

Bitcoin profondo rosso

di Eugenio Benetazzo

Le possibili cause del recente sell-off che ha colpito tutta la criptosfera. Mese dopo mese le quotazioni del Bitcoin sono scese, trascinandosi dietro le quotazioni di tutte le altre altcoins.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 632 - 316


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