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23 febbraio 2021
“Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria”

Al posto della Meloni, avrei reagito solo con queste parole di Sergej Esenin, alle turpitudini ricevute. Piuttosto,ora trascini in tribunale il docente universitario che alla critica politica ha sostituito l’insulto triviale, come peraltro è consuetudine da Destra a Sinistra. Chieda un esoso risarcimento, lo destini a qualche famiglia nell’indigenza! Infinito è il rammarico, comunque, che nella Scuola, accanto a insegnanti degni di questo nome, ce ne siano altri che non inviterei neppure alle  zolle. Le zolle hanno dignità, non si farebbero certo neppure sfiorare da costoro.    

 


Nessuna meraviglia: trasversale alle ideologie, da Destra a Sinistra, l’insulto è diventato la regola. La diffamazione, l’irrisione, la calunnia e la beffa, gli insulti per l’aspetto fisico, persino per gli affetti più intoccabili, hanno preso il posto della critica alle idee e ai programmi. Nessun partito è virtuoso, nessun esponente politico è esente da colpe, per responsabilità diretta o per connivenza con la base, dalla quale un vero leader si deve dissociare quando certi  limiti sono valicati. 

A suo tempo, mi indignai molto quando, nel 2016, durante un comizio a Soncino, all’entrata inopportuna e improvvisa sul palco di una rozza bambola gonfiabile, peraltro copertissima con un ridicolo vestituccio fiorato, Salvini disse :  “C’è una sosia della Boldrini qui sul palco. Non so se sia già stata esibita...”  Una battuta terrificante, una delle “autoreti” (io le chiamo così) delle quali la sua carriera è costellata. Risate, onomatopee da stadio, compiaciuti battimani, accolsero una battuta che, ormai, ingigantita dal passa parola e distorta dall’interpretazione di chi la riferisce, rimarrà una colpa incancellabile, nonostante il mea culpa recitato qualche tempo fa, dallo stesso Salvini, obtorto collo,  in un confronto con la Boldrini.

Il mio atteggiamento verso la politica che qualcuno, bontà sua, giudica candore, mi fa pensare che un vero leader, di qualsiasi partito e fazione, debba prendere le distanze, da cose simili, esortando a mantenere stile, anche nell’agone politico, non ricorrendo a mezzucci, insulti, trivialità imperdonabili.

Che dire poi, spostandoci su un altro versante, delle espressioni che l’onorevole Morra ha usato a poche ore dalla morte improvvisa di Jole Santelli, governatrice della Calabria. Un’indecenza, parole insensibili e abiette di chi, neppure di fronte alla morte è capace di dignità e rispetto.

In questa affollatissima  benchè poco onorevole Hit Parade, però,domina incontrastato non un politico ma  Alan Friedman, un giornalista  che ha trovato l’America in Italia, capace di definire escort la moglie  del Presidente  Trump, ridacchiando divertito, insieme alle persone presenti in studio, conduttrice compresa… la quale  avrebbe dovuto, invece, redarguirlo. Ma, si sa, di Trump, di sua moglie, di parenti e affini, evidentemente, si può dire qualsiasi bestialità, suscitando sorrisetti complici, meritando, tutt’al più, un buffetto, una tiratina d’orecchi, come a dire “bricconcello, non si fa così”, e  tutto finisce.
Sono  questi solo tre esempi, semplicemente vergognosi, fra gli innumerevoli casi di offese rivolte alle donne, di qualsiasi partito. con  il malvezzo di ricorrere all’insulto, talvolta alla diffamazione e alla calunnia, usando un  linguaggio che gli scaricatori di porto e carrettieri  eviterebbero e che , invece, disinvoltamente  adoperano politici, giornalisti e, purtroppo,  insegnanti. Una cosa, tuttavia, è oggettivamente evidente: le offese riservate alle donne esponenti della Destra sono destinate a sfumare  dopo pochi giorni, svanendo nell’oblio imposto, come  peccatucci veniali.  Dubito vivamente che, fra qualche lustro, ci siano giornalisti, commentatori, politologi, impegnati ad esecrare il linguaggio del professor Gozzini così come  fanno con le “perle” di Salvini, tanto per citare un nome a caso.

“Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria”

Se fossi stata nella Meloni, avrei commentato solo con questa frase, tratta da una poesia di Sergej Esenin, alle turpitudini ricevute.  Lei che ha i mezzi, non parli più ma  trascini in tribunale il docente universitario che alla critica politica ha sostituito l’insulto pecoreccio e triviale. Cosa peraltro non rara. Chieda un esoso risarcimento e lo destini a qualche famiglia nell’indigenza! Un bel colpo di teatro, oltre che una grande soddisfazione.  

Rimane il rammarico, comunque, che nel mondo della Scuola, fino ai più alti livelli, accanto a insegnanti degni di questo nome, ce ne siano altri che non inviterei neppure alle zolle. Sarebbe ora, anzi, di sfatare questo luogo comune: non si può, frettolosamente e sommariamente, invitare alle zolle uno zoticone, un cafone, un qualsiasi somaro calzato e vestito. No, perché coltivare la terra non è da  tutti, richiede competenza, sacrificio, impegno  e rispetto. E le zolle hanno una loro dignità, non si farebbero certo neppure sfiorare da costoro.   
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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

“Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria”

A.D.Z.

Cronica incapacità di risolvere i problemi anche se annunciati

Massimo Nardi

Sarebbe ingiusto incolpare una sola persona incapace (il Giuseppi di turno), ma è utile dire che le responsabilità sono da ripartirsi fra tutta quella banda di scappati di casa incompetenti che puntualmente ci ritroviamo tra i piedi nei posti di comando. Un nome per tutti: Roberto Speranza, laureato in Scienze Politiche e che è messo al Ministero della Salute.

Gli occhi sulla Sanità: non distogliamoli

Alberto Venturi

Grazie a tutti i medici, al personale sanitario, ai volontari, a chi si è impegnato per combattere la pandemia. Il loro lavoro è la nostra vita. La sanità pubblica è una delle eccellenze italiane che dobbiamo difendere a tutti i costi; pubbliche dovrebbero essere la ricerca e lo sviluppo del settore,  impedendo qualsiasi  speculazione su farmaci salvavita e i vaccini.

Bisognava entrare   

Paolo Danieli

Rompere il centrodestra è un errore. Lo si indebolisce proprio quando i sondaggi lo davano attorno al 51%. E a cascata potrebbero esserci ripercussioni sul territorio. E’ pericoloso isolarsi. La destra è diventata spendibile e forza di governo.

Vaccinare gli adolescenti?  

Giovanni Serpelloni

Sarebbe una soluzione razionale, ma servono nuovi studi. Anche se gli adolescenti non si ammalano gravemente con la stessa frequenza degli adulti, vengono comunque infettati quasi il doppio rispetto ai bambini più piccoli. Possono diffondere ampiamente il virus perché sono spesso asintomatici e poco propensi a mantenere le distanze sociali e indossare correttamente e permanentemente le mascherine.

“Nessuno pensi di dividerci”

Ugo Volpi

Così afferma Luigi di Maio. Non ce n’è bisogno: il M5S sta facendo tutto da solo: anche l'ultimo principio ancora intatto del Movimento è andato in frantumi: la compattezza e il seguire quanto deciso dalla base

Ethereum, il nuovo petrolio digitale        

Eugenio Benetazzo

Appare sempre più plausibile che il 2021 sarà l’anno che consacrerà Ethereum più che Bitcoin: questa presunzione si fonda su quattro temi di analisi strutturale. Se Bitcoin è stato più volte denominato come una sorta di oro digitale, allora ETH deve essere considerato come il nuovo petrolio digitale.

Buona settimana e buona lettura del n. 738 – 432.


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