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12 ottobre 2021
Tutto da imparare

Ai  giornalisti nostrani non si chiede certo il coraggio di Maria Ressa e di Dmitry Muratov…sarebbe sufficiente, per essere migliori, avere la stessa attenzione critica per qualsiasi fazione, per qualsiasi leader politico, senza gongolare per le malefatte, gli errori o semplicemente le cadute di stile di uno o dell’altro; considerare tutti gli ospiti della trasmissione come  degni di essere ascoltati e non zittiti dalla comoda e provvidenziale pubblicità o da un villanissimo “Ho capito, capito, capito”. Tantomeno gli ospiti possono essere  derisi o insultati. 


Il  Premio Nobel per la Pace 2021 è stato assegnato ai giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov. Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il riconoscimento ai due professionisti dell’informazione premiando  “i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è precondizione per la democrazia e per una pace duratura”.

Maria Ressa,  premiata perché “usa la libertà di espressione per denunciare abusi di potere, uso della violenza e crescente autoritarismo nel suo paese natale, le Filippine”. Dmitry Andreyevich Muratov “ perché ha difeso per decenni la libertà di parola in Russia in condizioni sempre più difficili”.  

Sia la  Ressa, sia Muratov (fondatore  e direttore del giornale Novaja Gazeta, testata  cui  apparteneva  Anna Politkovskaja,  la giornalista assassinata il 7 ottobre 2006 a Mosca) operano in contesti particolarmente difficili.   A queste due persone straordinarie, due professionisti che con il loro lavoro rischiano  molto anche l’incolumità personale,  è andato un Premio Nobel per la Pace decisamente incontestabile a differenza di altri assegnati nel recente passato, fonte di non poche perplessità.  E trovo inopportune le insinuazioni sul fatto che l’assegnazione di  questo premio sia in qualche modo “politicizzata”, poiché  premia oppositori di regimi.

Tutti contenti, quindi, in particolare i colleghi giornalisti.

Ma non basta esultare, i giornalisti  dovrebbero  cogliere l’occasione per fare autocritica, tutti, dalle grandi firme del giornalismo, dai santoni  dell’informazione, fino ai più piccoli e sconosciuti che svolgono questa nobile professione.
Anche quando non è esercitato in contesti  di  grande rischio, come nel caso dei due neo premiati, anche quando è ben lontano da questi modelli eroici, il giornalismo  è di fondamentale importanza nella vita delle nazioni;  oltre all’ irrinunciabile funzione di informare,  esso, quanto più è corretto e imparziale, tanto più ha una funzione didattica nei confronti  dei lettori,  nei quali le notizie,  molteplici, veritiere e circostanziate, contribuiscono a formare lo spirito critico.  

Ogni cosa scritta, così come ogni cosa ignorata, ogni parola detta e ogni parola taciuta, l’enfasi riservata a taluni eventi e la noncuranza verso altri,  rivelano  tendenze, simpatie,  antipatie, talvolta così smaccate  da essere inaccettabili in un giornalista, compresi naturalmente i  santoni e le  santone del giornalismo televisivo.

Ai  giornalisti nostrani non si chiede  certo il coraggio di Maria Ressa e di Dmitry Muratov … sarebbe sufficiente, per essere migliori,  trattare allo stesso modo i crimini dei propri connazionali (peraltro innegabili) e degli extracomunitari, (altrettanto innegabili), senza enfatizzare i primi minimizzando i secondi e viceversa, ovviamente; avere la stessa attenzione critica per qualsiasi fazione,  per qualsiasi leader politico, senza gongolare per le malefatte, gli errori o semplicemente le cadute di stile di uno o dell’altro; considerare tutti  gli ospiti della propria trasmissione come  degni di essere ascoltati e non, invece, se qualcosa che dicono non aggrada,  zittiti e non solo dalla comoda e provvidenziale pubblicità ma da spesso  un villanissimo “Ho capito, capito, capito”   … Tantomeno gli ospiti possono essere  irrisi o insultati.  Ho in mente  qualche nome, fra i pezzi da novanta del nostro giornalismo. Sono certo linee guida basiche, cui tutti  dovrebbero attenersi.

Se l’imparzialità è impossibile, essa deve essere la meta cui tendere, sempre.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Tutto  da imparare

A.D.Z.

Taiwan: sarà la Danzica del futuro?

Massimo Nardi

50 sfumature di politica     

Alberto Venturi

È un proclama di guerra quello di Forza Nuova, una sfida allo stato e alla legalità. Non è vandalismo, non è devastazione e basta; l’assalto alla sede della Cgil è l’attacco ad una associazione che rappresenta i lavoratori, ad una istituzione della nostra società democratica e la gravità di quanto accaduto è stata percepita dalle forze politiche e dagli altri sindacati, Cisl e Cgil.

Il vento dell’Est disturba Bruxelles

Paolo Danieli

La sentenza della Corte Suprema polacca che afferma la prevalenza giuridica delle leggi nazionali sui quelle dell’Unione…  Poi, a ruota, la richiesta di fondi alla Commissione per innalzare muri allo scopo di preservare i confini nazionali.

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La lunga stagione del CVVV

Redazionale

Si è appena conclusa la lunga stagione 2020-2021 del CVVV, una stagione ricca di eventi. Sperando di fare cosa gradita, Bice ha riunito i link a tutti gli articoli.

Buona settimana e buona lettura del n. 770 - 461.


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