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12 ottobre 2021
50 sfumature di politica

È un proclama di guerra quello di Forza Nuova, una sfida allo stato e alla legalità. Non è vandalismo, non è devastazione e basta; l’assalito alla sede della Cgil è l’attacco ad una associazione che rappresenta i lavoratori, ad una istituzione della nostra società democratica e la gravità di quanto accaduto è stata percepita dalle forze politiche e dagli altri sindacati, Cisl e Cgil.

 


"Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l’attuazione accelerata del Great Reset, ora la musica è cambiata e il direttore d’orchestra e compositore è solo il popolo in lotta, costretto a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l’attacco alla Cgil rientra perfettamente in questo quadro analitico, che ha deciso di alzare il livello dello scontro. Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi".

E’ un proclama di guerra quello di Forza Nuova, una sfida allo stato e alla legalità. Non è vandalismo, non è devastazione e basta; l’assalito alla sede della Cgil è l’attacco ad una associazione che rappresenta i lavoratori, ad una istituzione della nostra società democratica e la gravità di quanto accaduto è stata percepita dalle forze politiche e dagli altri sindacati, Cisl e Cgil.

Eppure, secondo le tipiche cinquanta sfumature della politica italiana, qualcuno, esprimendo solidarietà, in realtà la svilisce. La Meloni definisce l’assalto violenza, squadrismo, da combattere sempre, ma non è riuscita a capirne la matrice. Solo lei! E il suo vice Lollobrigida, partecipando al presidio davanti alla sede del sindacato, delega alla magistratura l’onere di decidere se sciogliere i partiti che si richiamano al fascismo. Ma la politica non ha forse un ruolo altrettanto importante prendendo le distanze ed evitando ogni collateralismo?

Non a caso Giuseppe Sala, confermato sindaco di Milano, denuncia come nella sua città e a Torino siano state elette persone di matrice fascista, chiedendo a tutti una presa di posizione chiara e inequivocabile.

Matteo Salvini ha annunciato che sabato prossimo non sarà in piazza con i sindacati ma ai gazebo per raccogliere le firme per i referendum sulla giustizia. "Ho visto che nonostante ci siano i ballottaggi la sinistra organizza delle manifestazioni il sabato. Ma come? Prima del voto non bisognerebbe stare in silenzio? Noi saremo ai gazebo delle libertà, per una giustizia giusta per un Paese sereno, democratico e solidale con chi lo merita",

Salvini parte da presupposti sbagliati per arrivare dove lui vuole. La manifestazione di sabato non è organizzata dalla sinistra ma da tutti e tre i sindacati confederali e credo sia altrettanto politico andare ai gazebo per un referendum sulla giustizia. Ma Salvini, come l’estrema destra, ha messo gli occhi sul vasto elettorato no vax, molto del quale in libera uscita dal M5S.

Siamo però in una situazione in cui le troppe sfumature di grigio della politica non reggono. O si sta da una parte o dall’altra, perché soltanto con la connivenza e i silenzi di parte una residua minoranza può allargare i consensi. Come giustamente annota Alessandro Farruggia su QN, oltre ai movimenti ci sono i tanti cani sciolti, radicalizzati sulle chat, che si sono imbevuti di parole d’ordine come: ‘è ora di passare all’azione’. “E’ gente non politicizzata, che non conosciamo. Proviene dal disagio sociale, talvolta ha esperienze nel tifo radicale. Magari non è in grado di fare azioni coordinate, ma può creare disordini come quelli promossi dai casseur in Francia, Forza Nuova ha seminato con cura e ora raccoglie”.

Ci vuole poco a soffiare sul fuoco. Ad esempio Alessandra Schilirò, la poliziotta diventata famosa per avere parlato ad una manifestazione contro il green pass, esprime solidarietà ai poliziotti e ai manifestanti feriti, mettendoli sullo stesso piano. “Sostengono la stessa identica tesi dei tuoi colleghi, soltanto al contrario”. In realtà i manifestanti potevano evitare lo scontro con la polizia non volendo andare in zone non consentite; i poliziotti invece erano lì per dovere.  Come scrivono le cronache: “Dopo qualche ora i dimostranti, tra cui militanti di Forza Nuova, hanno dato vita a un corteo non autorizzato scontrandosi ripetutamente con le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa. Nel centro della capitale è scoppiato il caos: i 'no Pass' hanno lanciato sedie, bombe carte e oggetti nel tentativo di sfondare il cordone della polizia, la quale ha risposto con cariche, lacrimogeni e idranti”. 

No, non si può esprimere uguale solidarietà e due tesi contrapposte non sono ‘identiche’.


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