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06 ottobre 2020
Le tasche degli Italiani

Credo che, a parte le raccomandazioni per l’uso dei dispositivi di protezione individuale e le regole igieniche da seguire, la frase “Mettere più soldi nelle tasche degli italiani per rimettere in moto l’economia “, sia la più usata. Sembra, però, che nelle tasche degli italiani, anziché i soldi, si mettano le mani, con rincari a due cifre nelle bollette. Spese queste che non si possono evitare, come si sono evitate le spese voluttuarie, finanche gli innocenti piaceri di una vacanza, di un vestito nuovo, di una cena fuori…Questi soldi usciranno, dagli esangui borsellini degli italiani, che si voglia o meno, che si possa o meno.

 


In questi lunghissimi mesi, incredibilmente volati via, “bruciati”  nella preoccupazione per la salute collettiva e dei singoli, nell’allarme più che confermato per le conseguenze economiche disastrose… quanti slogan ad effetto, quante affermazioni  solidali, rassicuranti e paternalistiche, atte a  far sentire lo Stato vicino ai suoi cittadini, ai suoi figli, potremmo dire, se non temessimo di apparire inutilmente retorici!

Alcune  erano vere e proprie sparate preelettorali, altre erano la più bassa ricerca di consenso, altre dichiarazioni ancora  dicevano al cittadino  quello che voleva  sentirsi dire.

Credo che, a parte le raccomandazioni   per l’uso dei dispositivi di protezione individuale e le regole igieniche da seguire, la frase  “Mettere più soldi nelle tasche degli italiani “ sia la più  usata. Rimettere in moto l’economia facendo ripartire i consumi, tuttavia, ragionevolmente deve avere come presupposto che  ci sia disponibilità di denaro.

Ora, sembra un paradosso ma, minore disponibilità di denaro si ha, minori prospettive positive e minori speranze si ripongono nel futuro, prossimo o lontano… più si tende a risparmiare.   Si fanno ulteriori sacrifici per far fronte a tempi duri, ancora peggiori di quelli nei quali ci stiamo dibattendo. Persino il risparmio di questi tempi non appare più una  virtù, squisitamente italica, bensì un difetto.
Giustamente, allora, mettere più denaro a disposizione poteva incentivare le spese, poteva dare l’input a qualche consumo in più, non solo quelle voluttuarie, ma anche quelle  decisamente più importanti, come sostituire una  vecchia auto, come le cure dentarie, come qualche lavoro da effettuare in casa. Sempre ammesso che si riesca a districarsi nelle pastoie di certi bonus mirabolanti.

Sembra, invece,  che nelle tasche degli italiani, anziché i soldi mettano le mani con rincari a due cifre nelle bollette… spese che non si possono evitare, come, gioco forza, si sono evitate le spese voluttuarie, finanche gli innocenti piaceri di una vacanza, di un vestito nuovo, di una cena fuori…
Questi soldi usciranno, dagli esangui  borsellini  degli italiani, che si voglia o meno, che si possa o meno.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Le tasche degli Italiani

A.D.Z.
Sicuramente vivremo ma saremo dei morti di fame

Massimo Nardi

I soldi dell’Europa li vedremo alla fine dell’anno 2021. Un governo litigioso che non capisce e non prevede il futuro e una sinistra che in piena pandemia propone di istituzionalizzare la canzone Bella ciao.
I polmoni del mondo sono tisici

Alberto Venturi

Un dramma che non riguarda  solo il Brasile. Fiorano Modenese non è l’Amazzonia, ma 8.000 comuni italiani tutti attivi potrebbero fare un po’ di Amazzonia. a livello globale, occorre una rivoluzione che inizi dal mandare a casa i capi di governo che antepongono l’economia all’ambiente e togliere ogni ruolo nelle imprese a chi non sa programmare uno sviluppo sostenibile della sua azienda. Intanto però cominciamo a pulire un po’ l’aria di casa nostra. Mi sembra che la Padania ne abbia bisogno.

Continuerò a scrivere Kossiga con la K

Ugo Volpi

Fu denominato il 'picconatore' per le sue esternazioni nell'ultimo periodo della sua presidenza della Repubblica, ma non contribuì mai, davvero, a fare chiarezza sui tanti segreti della vita repubblicana. Kossiga era e Kossiga rimane.

E' come un libro, con 365 pagine mai vuote

Redazionale

Il 7 ottobre 2005 "Bice" iniziava la sua avventura e quest'anno spegne 15 candeline. Fra i messaggi di auguri ne pubblichiamo due, di due storici commentatori, a rappresentare ciascuno di Voi. Grazie a tutti per l'attenzione e l'interesse di questi anni. 
La Disruption Revolution

Eugenio Benetazzo

Il 2020 ci proietta in una nuova era per tutto il mondo del lavoro in cui il tema principe è rappresentato dalla flessibilità lavorativa: vale a dire dove si lavora, come si lavora ed anche quando si lavora. Il lavorare da casa è stato il primo tema ad essere velocemente implementato per consentire alle imprese di non interrompere la loro produzione o il livello di servizi offerti alla propria clientela. 

Buona settimana e buona lettura del n. 719 – 412.

 


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