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04 gennaio 2022
Che anno sarà per Modena dal punto di vista della sicurezza?

Siamo ormai abituati a notizie quotidiane di aggressioni da parte di baby gang in centro storico a coetanei, spaccio di sostanze stupefacenti al Novi Sad, o nel martoriato viale Gramsci. IL Sole 24ore, infatti, restituisce anche quest’anno una fotografia della situazione modenese inclemente, ma non sorprendente. Modena occupa il 24° posto per qualità della vita a livello nazionale.

 


In un numero precederete del nostro settimanale, avevo espresso alcuni dubbi sulla sicurezza nella nostra città. Qualche amico mi aveva fatto sapere le sue perplessità sul mio modo di vedere il futuro (io lo intravedo nero), quindi, sempre per fornire un’informazione seria e nello stesso tempo autorevole e statistica della situazione, pubblichiamo un’intervista del Segretario Provinciale di Modena, del Sindacato Autonomo di polizia, Ottorino Orfello

 Qual è la situazione a Modena sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica a suo modo di vedere, come agente di polizia e come sindacalista?

Modena è una città che negli ultimi trenta anni, sotto il profilo della sicurezza pubblica, ha registrato una importante involuzione in linea con le città di pari lignaggio economico del nord Italia. Questo risultato è probabilmente dovuto alla somma di una serie di variabili economiche e sociali che il legislatore e le istituzioni si sono trovate a fronteggiare, non ultima la sfida all’integrazione dei flussi migratori, le emergenze umanitarie, la criminalità straniera, le infiltrazioni al tessuto economico da parte delle mafie dopo il terremoto, il fenomeno della criminalità minorile in aumento, agitazioni del mondo del lavoro con i riverberi sull’ordine pubblico che tutti conosciamo, le difficoltà a procedere nelle espulsioni degli stranieri irregolari,(ed il rilascio dei permessi di soggiorno solo attraverso verifiche cartacee per carenza di personale ecc).  La verità è che la politica non è riuscita a dare risposte soddisfacenti a questi temi, in termini di previsione incrementi organici di polizia e strumenti normativi efficaci. Siamo ormai abituati a notizie quotidiane di aggressioni da parte di baby gang in centro storico a coetanei, spaccio di sostanze stupefacenti al Novi Sad, o nel martoriato viale Gramsci. IL Sole 24ore, infatti, restituisce anche quest’anno una fotografia della situazione modenese inclemente, ma non sorprendente. Modena occupa il 24° posto per qualità della vita a livello nazionale. I reati contro il patrimonio, proprio per il ricco tessuto economico modenese, indicano un indice particolarmente alto. Modena è la seconda città in Italia per riciclaggio ed impiego di danaro, attività criminale che getta un’ombra preoccupante sulle infiltrazioni delle organizzazioni di stampo mafioso nel tessuto economico e sociale della nostra città. Abbiamo una posizione elevata in classifica a causa delle denunce presentate per violenze sessuali che pongono Modena alle 16° posizioni della graduatoria nazionale. Parimenti i dati sui reati contro il patrimonio sono assolutamente preoccupanti: Modena è al 6° posto a livello nazionale per i furti; 15° posto per rapine; 3° posto per i furti in abitazione e furto su auto in sosta; 11° posto per gli scippi; 15° posto per rapine; Per quanto riguarda i reati predatori che hanno come vittime non i privati, ma gli esercizi commerciali trovano Modena al 18° posto per furti nei negozi e al 23° posto per le rapine in attività commerciali. Anche per quanto riguarda i reati contro la persona e violenza sulle cose, rileviamo Modena all’11° posto per le lesioni dolose e al 31° posto per le percosse; al 14°posto per i danneggiamenti. Modena si pone al 25°posto per indice di litigiosità, e preoccupa la posizione della nostra città in tema di scomparse di under 18 che per numero di denunce pone la nostra città al 47 posto su 106 province.

E quindi, come reagire a questa situazione, quale auspici per il 2022?

Questo quadro pone soprattutto un problema di prevenzione e quindi di controllo del territorio, e la mancanza di organico cronico nella Polizia di Stato, denunciato da tempo in ogni sede sindacale, è uno degli ostacoli più grandi al reperimento delle risorse necessarie al contrasto. Nella provincia di Modena lavorano poco più di 550 uomini della polizia di stato. Circa 350 gli agenti di polizia tra Questura e Commissariati, il cui numero rispetto alla pianta organica dell’89 denuncia un ammanco di 16 unità. Dall’ultimo piano di potenziamento del Dipartimento di Pubblica Sicurezza a Modena arriveranno 30 agenti  ( di cui 6 alle specialità) entro il primo semestre del 2022. Se da una prima lettura ciò potrebbe portare a reazioni entusiastiche, appare più cauto attendere il bilanciamento del dato al netto dei prossimi trasferimenti e pensionamenti (che saranno consistenti nel 2022). Ci sembra invece di particolare interesse rilevare l’importanza di alcuni emendamenti presentati alla legge di bilancio, già approvati alla camera ed in esame al senato in questi giorni,  che prevedono l’istituzione di tre nuovi posti per dirigente generale della Polizia di Stato, qualifica indispensabile per il passaggio in fascia “A” della nostra Questura, rango che pretenderebbe appunto un Questore con tale qualifica. Laddove il provvedimento fosse approvato, il passaggio di fascia della Questura getterebbe le basi per un ampliamento indicativo degli organici in provincia.

Com’è stato preso dai poliziotti modenesi il provvedimento di obbligo alla vaccinazione per la vostra categoria?

Nella nostra provincia probabilmente (nella peggiore delle ipotesi) meno di 5 agenti andranno incontro alla sospensione dal servizio per aver scelto di non vaccinarsi. A livello locale l’ammanco di queste poche unità aggraverà ulteriormente la carenza di organico, lasciando vuoti professionali difficili da appianare nel medio termine. Previsione dolorosa (ma va fatta) quella relativa alla percentuale su scala nazionale di questa categoria che crediamo, in realtà,  più alta. La Polizia di Stato italiana da Gennaio potrebbe perdere fino a 3/4000 unità, se la percentuale di quelli che non vorranno sottoporsi al vaccino si aggirasse sul 3%. Posto che per gli effetti della legge Madia ora la Polizia di Stato denuncia un deficit di organico di circa 10.000 unità, quest’altra perdita aggrava ulteriormente il quadro. Avremmo preferito una campagna di sensibilizzazione interna del Dipartimento,  alla mera azione disciplinare in caso di non adesione.

Ritiene utile l’utilizzo delle forze dell’ordine nei controlli ai green pass degli esercizi pubblici?

Sul tema dei controlli dei green pass nei luoghi aperti al pubblico, su una popolazione di 705.000 abitanti in questa provincia, i numeri delle forze dell’ordine non bastano evidentemente da soli a garantire una copertura soddisfacente. Come già detto in altra sede, a nostro avviso, le figure professionali che rivestono la qualifica di pubblico ufficiale, di incaricato di un pubblico servizio finanche di esercente l’attività di pubblica utilità, dovrebbero poter essere chiamate a svolgere questo genere di controlli, per non distogliere le forze dell’ordine dai compiti di prevenzione e repressione di reati,(soprattutto contro il patrimonio), in genere in aumento durante questo periodo dell’anno.

Quest’anno avete acceso i riflettori sul Posto Integrato di Polizia sito alla stazione delle corriere di Modena, punto nevralgico del centro storico, a che punto siamo?

Il Posto Integrato di Polizia al momento è composto da 6 unità, numero che a nostro avviso andrebbe incrementato,  ma manca soprattutto un responsabile operativo che possa dirigere l’azione del Posto di Polizia. L’ufficio non è in grado di accogliere le denunce, (potrebbe essere un importante servizio per i cittadini), ma soprattutto manca un nuovo patto di sinergia con la polizia locale sui modi di cooperazione e obiettivi comuni, nell’interesse della città. Per queste festività natalizie questo importante presidio di fatto rimarrà chiuso per permettere agli operatori dell’UPGSP di fruire delle ferie natalizie, e in questo senso il PIP si conferma una realtà non indipendente e priva di progetto dedicato. Auspicando che i rinforzi previsti nel 2022 possano dare respiro a questo importante presidio di polizia, quest’OS non abbasserà l’attenzione su questo tema. E’ evidente inoltre che la Squadra Volante della Questura di Modena a nostro avviso abbisogna di una decina di uomini in più per viaggiare su parametri ottimali. Speriamo che il piatto della bilancia restituisca questa cifra, posta la previsione di incremento per il 2022 di 30 agenti di polizia nella nostra provincia.

 

C’e stata una polemica particolare sul mancato obbligo per i magistrati di sottoporsi al vaccino. Cosa ne pensa?

In ogni caso non mi risulta ci siano magistrati modenesi che abbiano fatto la scelta di non vaccinarsi. Credo che il problema non sussista. La scelta di vaccinarsi è una scelta di senso civico che ogni uomo di stato credo comprenda sia nelle motivazioni scientifiche che morali. Non dimentichiamo che è soprattutto un presidio nell’interesse di chi vi si sottopone.

Si parla di trattenimento dei poliziotti in servizio fino ai 62 anni di età. Siete favorevoli?

Nella legge di bilancio 2022 è stato presentato l’emendamento n°189.0.2 che stabilirebbe il trattenimento in servizio dei poliziotti per ulteriore due anni oltre i limiti ordinamentali. Riteniamo questa proposta aberrante per diversi motivi. Il primo è che la Polizia di Stato ha una media di età del personale che si aggira sui 49 anni; Questo provvedimento scellerato avrebbe come effetto il rallentamento delle assunzioni di giovani leve, e limiterebbe la possibilità di promozioni dal basso, ledendo tra l’altro chi da anni attende di progredire in carriera. Senza contare l’effetto negativo sulla mobilità interna verso province dove la lista di chi attende di tornare a casa impone decadi di attesa. Sembra incredibile che si possano presentare emendamenti di questo tenore.

Ci sono novità per l’acquisizione del TASER alle forze di polizia?

Anche quest’anno abbiamo avuto 14 agenti di polizia modenesi feriti per aggressione subita in servizio. Siamo contenti di essere finalmente riusciti, come SAP,  a vincere la battaglia per l’adozione di uno strumento di tutela essenziale quale il taser. Nei primi mesi del 2022 saranno abilitati all’uso del Taser della “Axon” circa 1500 agenti delle forze dell’ordine, e ne avremo a disposizione in ogni provincia una quindicina. A Modena ne arriveranno 11. Abbiamo sostenuto e sosteniamo che questo non è uno strumento di tortura ma di tutela per chi lo utilizzerà e per chi sarà destinatario della sua azione poiché, inibendo, eviterà colluttazioni fisiche o risposte ad aggressioni non congrue che, in passato, hanno portato a registrare epiloghi spiacevoli. Ritengo che saranno già in uso nella nostra citta entro i primi mesi del nuovo anno.

Modena, 3 gennaio 2022


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