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30 marzo 2021
Contro la dittatura delle restrizioni sanitarie…

Lo Stato che ti obbliga alla prudenza non è dittatura; è più dittatura l’essere costretto a sopportare le conseguenze del ‘faccio quel che mi pare’. Ai signori del ‘faccio quel che mi pare’ non servono 400 euro di multa; va loro richiesto di firmare un’assunzione di responsabilità per cui i costi di un eventuale ricovero causa coronavirus non sarà coperto dalla comunità e saranno comunque ultimi nella graduatoria d’ingresso.

 


Sabato 20 marzo 2021  è stata una giornata di marce in molti paesi europei contro la dittatura delle restrizioni sanitarie: un inno al non vax e no mask; ovviamente in piazza senza portare la mascherina e senza rispettare le distanze di sicurezza. Poi da oggi si mescolano agli altri e senza neanche avvisarli, Dovrebbero portare una casacca con scritto: io non mi proteggo.

Il XXI secolo si apre all’insegna del ‘faccio quel che mi pare’, quale diritto fondante della propria persona, dimenticando i doveri del vivere in comunità.

Alla protesta manca il quindi: no vax e no mask, quindi… Libertà di contagio per tutti? Lasciamo alla Natura scegliere chi sopravviverà? Se tu hai diritto a infettarmi fino a dove si spinge il mio diritto ad evitarlo?

Ai signori del ‘faccio quel che mi pare’ non servono 400 euro di multa; va loro richiesto di firmare un’assunzione di responsabilità per cui i costi di un eventuale ricovero causa coronavirus non sarà coperto dalla comunità e saranno comunque ultimi nella graduatoria d’ingresso.

Se vogliamo andarci in fondo, visto che sembra ognuno avere la possibilità di decidere quanto porre fine alla propria vita, ancora di più ha diritto ha decidere come condurla, ma non alcun diritto di fare pesare sugli altri le conseguenze delle sue scelte: quindi no a professioni e a contatti con gli altri, da parte sua e dei suoi congiunti.

Deve finire il tempo del no qui e no là a gratis. Lo stato che ti obbliga alla prudenza non è dittatura; è più dittatura l’essere costretto a sopportare le conseguenze del tuo ‘faccio quel che mi pare’.

 


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