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07 settembre 2021
Una legge di civiltà

Poiché l’umano consesso si dà le leggi, da quando  è sceso dagli alberi, da quando è uscito dalle caverne, se vogliamo essere  precisi, ogni legge, che la si condivida o meno, è una legge di civiltà.  Dandosi le prime regole, organizzando la convivenza da  gruppi minuscoli di singoli a società più ampia, gli esseri umani hanno operato  tale scelta, nei secoli e nei millenni, fino ai giorni nostri. E “legge di  civiltà” , oltre agli onnipresenti Zan, ius soli e compagnia bella, dovrebbero essere definiti molti altri provvedimenti in attesa di essere perfezionati, nelle pastoie di discussioni bizantine. È il caso di una legge che regolamenti definitivamente la circolazione dei monopattini elettrici. E, intanto, cresce il numero  delle  vittime.

 


Aveva appena tredici anni, Fabio Mosca, morto nel pomeriggio di lunedì 30 agosto, a Sesto San Giovanni. Percorrendo a forte velocità una pista ciclabile mentre era alla guida di un monopattino elettrico, prestatogli da un amico maggiore di  qualche anno, ancora minorenne, ha perso l’equilibrio ed è caduto, battendo violentemente il capo. Con il ragazzino, prontamente soccorso dai sanitari del  118 ma purtroppo  spirato al Niguarda di Milano, cresce il numero delle  vittime per incidenti, quando erano  alla guida di un monopattino  oppure investiti da guidatori scriteriati e imprudenti.

Poiché l’umano consesso si dà le leggi, da quando  è sceso dagli alberi, da quando è uscito dalle caverne, se vogliamo essere  precisi, ogni legge, che la si condivida o meno, è “legge di  civiltà”. Dandosi le prime regole, organizzando la convivenza da  gruppi minuscoli di singoli a società più ampia, gli esseri umani hanno operato  tale scelta, nei secoli e nei millenni, fino ai giorni nostri. E “legge di  civiltà” , oltre agli onnipresenti Zan, ius soli e compagnia bella, dovrebbero essere definiti molti altri provvedimenti che giacciono in Parlamento. Questa  prestigiosa etichetta di “legge di civiltà” non è certo garantita né si rivolge la stessa attenzione mediatica a una legge che disciplini  definitivamente l’uso dei monopattini, nessuno urla e strepita  affinché in tempi brevi ne vengano definiti e approvati tutti gli estremi,  nessuno ne parla, oltre all’indignazione di qualche minuto, lo spazio concesso in un notiziario, quando c’è qualche vittima.

Poi, si torna al silenzio e  a puntare i riflettori sulle altre "leggi di civiltà" come se non fosse altrettanto civile, regolamentare definitivamente, con sanzioni severe,  l’uso di questi bolidi, insicuri, indisciplinati, pericolosi, prepotenti.
Personalmente,  considero una manifestazione di  inciviltà permettere la  circolazione di veicoli simili prima di regolamentarne dettagliatamente l’uso, prima  di destinare ad essi addirittura fiumi di denaro in “bonus”,  incentivandone l’acquisto.
Così come considero  una manifestazione di inaccettabile inciviltà, il fatto che sia oggetto di discussioni bizantine un tema simile, quando,  almeno sulla sicurezza della circolazione, sull’incolumità degli utenti della strada, tutti dovrebbero essere d’accordo con percentuali bulgare. Che cosa c’è da discutere, quale ideologia mai può dividere  i nostri ineffabili parlamentari,  nell’approvare definitivamente una legge  che preveda, obbligatoriamente,  assicurazione, casco, età minima per poterli guidare,  limiti di velocità...  con sanzioni severissime per i contravventori?

Dovrebbe esserci  totale accordo tutti in partiti, partitini, correnti e  sottocorrenti, di fronte ai morti e ai feriti provocati dagli sconsiderati, giovani, ragazzini, (ma anche adulti) che si pongono alla guida dei monopattini. Costoro, tutti tronfi, con il vento nei capelli, superano la fila di auto  ferme al semaforo, indifferentemente da destra o da sinistra, sfrecciano per la strada  senza regole, attraversano sulle  strisce a velocità incredibili, senza alcun timore di essere sanzionati, senza rispetto della propria e dell’altrui vita… fino ad arrivare al parcheggio selvaggio  dei predetti mezzi, sotto  monumenti e luoghi storici, una volta arrivati a  destinazione...

Una legge c’è, si dirà,

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/29/20G00021/sg 

Resta da stabilire  se venga fatta rispettare. Tanto… chi controlla, chi sanziona? Per ora, solo alcuni sindaci hanno preso i primi provvedimenti,  sull’obbligatorietà del casco… nulla di più.

Se ne riparlerà al prossimo morto.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Una legge di civiltà

A.D.Z.

Immigrazione fuori controllo: l’Italia e’ la nuova sponda dell’Africa e l’Europa se ne lava le mani

Massimo Nardi

L’immigrazione ha un costo e questo costo è esclusivamente a nostro carico e non mi riferisco solo al vil denaro. In effetti, si potrebbe obiettare che molti di loro cercano una vita migliore, e questo è giusto, ma la pratica di aggiungere un posto a tavola funziona solo nella commedia di Garinei e Giovannini. Sì, perché a un certo punto la tavola finisce, come finisce il vitto con cui apparecchiare!

Per l’ambiente più che l’astinenza poté il risparmio

Alberto Venturi

Quanto cibo finisce nella pattumiera, o nella compostiera? A casa, al ristorante, in un banchetto. E, allargando lo zoom, quanto ne sprecano i negozi, i ristoranti, i supermercati, le mense, le aziende produttrici?


Il martedì dei Musei al Centro VVV

La Reine

Gli ultimi due martedì del mese di agosto 2021 siamo andati a New York ed abbiamo viaggiato tra le strade di Manhattan per arrivare a percorrere, virtualmente, le sale del Metropolitan Museum of Art

Ma perché’ ascoltarli? E perché’ dare loro voce?

Ugo Volpi

Hanno la stessa autorevolezza del compagno di bancone al bar o del passeggero sul treno che ti assilla durante un viaggio. Personaggi che di mestiere fanno gli ospiti, con il diritto di parola su tutto, la cui autorevolezza si basa sull’apparire, non sull’essere.

Pene più severe per chi abbandona gli animali

Camilla Cusumano-Marco Michelon

L’art. 727 del codice penale punisce chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività. La norma si riferisce sia agli animali di affezione, sia agli animali esotici o selvatici che abbiano perso l’attitudine alla sopravvivenza propria degli animali liberi e dunque siano abituati alla vita in cattività, qualora siano abbandonati a sé stessi. Il concetto di abbandono deve essere inteso in senso ampio, ricomprendendo non solo l’abbandono propriamente detto, ma anche la semplice trascuratezza, disinteresse, mancanza di attenzione.

Buona settimana e buona lettura del n. 765 - 456.


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