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07 settembre 2021
Per l’ambiente più che l’astinenza poté il risparmio

Quanto cibo finisce nella pattumiera, o nella compostiera? A casa, al ristorante, in un banchetto. E, allargando lo zoom, quanto ne sprecano i negozi, i ristoranti, i supermercati, le mense, le aziende produttrici?

 


L’americana Alessandra Harris ha proposto alla Chiesa di ripristinare l’astinenza dalle carni in tutti i venerdì e non solo in quelli di Quaresima, ma oltre che per cura del proprio corpo e dell’anima, anche come buona prassi, praticabile da ognuno, per la difesa dell’ambiente, contro l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi.

Però ridurre la carne significa quasi automaticamente aumentare il consumo del pesce e non è che in mare si stia meglio che in terra.

Pur riconoscendo il valore ecologico del digiuno e dell’astinenza, la prima pratica possibile per tutti, facile facile, è non sprecare, non scialacquare cibo e bevande, facendoli poi finire nella spazzatura e nel bidone, non importa se della raccolta differenziata o meno. Sempre di spreco si tratta,

Quanto cibo finisce nella pattumiera, o nella compostiera? A casa, al ristorante, in un banchetto. E allargando lo zoom, quanto ne sprecano i negozi, i ristoranti, i supermercati, le mense, le aziende produttrici?

Se ci limitassimo al necessario, otterremmo un risparmio molto maggiore rispetto ad una giornata di astinenza dalle carni e se rendessimo bilanciate le nostre abitudini alimentari, mangeremmo meno carne, più verdure e frutta.

Leggo su il Gambero Rosso i dati dello spreco alimentare del 2020 in Italia: 1.661.107 tonnellate di cibo (27 kg ogni persona, di cui 1 solo di pane), con una riduzione di oltre 222mila tonnellate rispetto all’anno precedente. I cibi che finiscono nella spazzatura sono quelli più deperibili: frutta e verdura su tutti (circa 2 chili l’anno), gli sprechi si concentrano al sud e nelle famiglie con figli” e questo fa pensare sulla poca educazione per i più piccoli, spesso in contrasto con le mense scolastiche, dove si propone una dieta equilibrata.

Il Gambero Rosso detta anche 10 semplici regole per ridurre lo spreco alimentare: fare una spesa ragionata, acquistare direttamente dal produttore i prodotti freschi e di stagione, conservare correttamente i cibi, mantenere in ordine la dispensa, riscoprire i brodi (consentono di impiegare tutte le parti dei prodotti, le foglie esterne e coriacee delle verdure, le carcasse delle carni, le teste e le lische dei pesci), imparare a cucinare, piccole quantità di un prodotto sono l’ingrediente per una ricetta più articolata, non cucinare troppo e non buttate gli avanzi, al ristorante, chiedere la doggy bag, chiedete aiuto alla tecnologia (esistono molte app che me mettono in moto un circuito virtuoso di “salvataggio” di cibo ancora buono).

Lo dice il Gambero Rosso ma lo sapevamo già perché sono regole del buonsenso, così come il senso della misura, in ogni cosa, è arma potentissima per migliorare l’ambiente, perché pretende un filtro della ragione fra la ‘voglia’ e il suo esaudimento.

 


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