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21 dicembre 2021
Prepariamoci all'anno che verrà

Volendo fare a tutti voi lettori e alla redazione di dabicesidice.it un augurio per l’anno che verrà, ho scelto cinque cose da lanciare dalla finestra per iniziare il 2022 in un modo nuovo.

 


Lucio Dalla cantava: “L'anno vecchio è finito, ormai. Ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera, compreso quando è festa. E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra”. Versi profetici e perciò, volendo fare a tutti voi lettori e alla redazione di dabicesidice.it un augurio per l’anno che verrà, ho scelto cinque cose da lanciare dalla finestra per iniziare il 2022 in un modo nuovo. “L'anno che sta arrivando tra un anno passerà – canta Dalla - io mi sto preparando, è questa la novità”.

Proviamo a prepararci.

PANDEMIA. Vorrei che dall’oggi al domani il Coronavirus dalle troppe varianti si riducesse ad una influenza inoffensiva, ma così non sarà e probabilmente il futuro riserverà altre pandemie, perché la globalizzazione impedisce una qualsiasi forma di isolamento per circoscrivere la diffusione di un virus. Non potendo sconfiggere il Coronavirus mi accontenterei almeno che smettesse di provocare reazioni violente, vandalismi da parte dei no vax e che i media ospitino tutti i pareri, pro o contro, ma non chi nega l’esistenza della pandemia per palese stupidità o che a parlare siano attori, ballerini e persone di spettacolo. Diamo la parola alla scienza, se crediamo nella scienza, oppure costruiamo in ogni paese dei totem e balliamoci intorno.

MORTI SUL LAVORO. Vorrei un anno senza incidenti sul lavoro, ma rimarrà un sogno. Spero almeno in una loro riduzione. Per riuscirci bisogna che ognuno faccia la sua parte; in particolare occorre che lo stato cambi mentalità e a frotte di impiegati impegnati dietro le scrivanie a esaminare domande, certificati nel tentativo vano di prevenire abusi e incidenti, preferisca semplificare le norme, incrementare i controlli e intervenire subito e in modo decisivo contro chi viene scoperto non in regola. Se come si legge, il 90% delle ditte nel settore dell’edilizia non sono in regola, è segno che è sbagliato il sistema.

GUERRE. Vorrei la pace nel mondo, ma crederlo possibile dipende dalla qualità ci cosa uno si fuma (non fumate niente! E’ solo un modo di dire). Vorrei allora che, come ogni giorno sono assalito dalle mappe: del coronavirus, del tempo, del traffico, mostriamone una con le guerre nel mondo. Ricordarle potrebbe farci vergognare un po’, come sarebbe giusto.

VELOCITA’. Leggo che Trenitalia unirà Parigi a Milano in 7 ore. Io credo che farlo in 9 o 10 ore sarebbe lo stesso, così come attraversare il centro di un paese ai trenta o ai cinquanta, mettendoci un minuto in più, non cambia la vita. Mi auguro per l’anno nuovo che riusciamo a programmare la nostra vita senza bisogno di correrla come in un autodromo. La troppa velocità per strada aumenta gli incidenti, la troppa velocità nel vivere incrementa lo stress e l’infelicità.

BELLEZZA. Sogno che il mondo ami la bellezza, che si circondi di cose belle, che mangi cose belle (e buone), che dica cose belle, che studi cose belle. Ma vorrei che le persone non vengano giudicate per la loro bellezza, né che la bellezza sia il criterio per avere successo sui social, o che la bellezza nelle persone sia considerata l’unico metro di giudizio e se sei brutto, o se ti senti brutto, dovertene vergognare per tutta la vita. C’è la bellezza del fisico, ma ci sono anche quelle del cuore e della mente, più importanti per il futuro del genere umano.

Auguri a tutti noi! Che ne abbiamo bisogno!

 


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