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23 novembre 2021
A proposito di incentivi per non ammalarsi

Cosa ha proposto a Roma  la nuova amministrazione a guida Gualtieri? Di finanziare 3 milioni di euro come incentivi per ‘premiare’ l’assiduità, la produttività e la qualità del lavoro che gli addetti ai servizi di igiene urbana garantiranno fino al 9 gennaio, periodo che pretende più servizi a fronte di più certificati di malattia.

 


Per quel poco che capisco, dal mio angolo di mondo, sul problema dei rifiuti e sugli incentivi promessi dalla nuova amministrazione agli addetti dell’Ama di Roma, si stanno facendo, come sempre, troppe parole, le ennesime e nessun fatto.

Roma è stata amministrata da tutti, destra, sinistra, centro e perfino dal M5S, ma nessuno ha saputo o voluto risolvere il problema dei rifiuti. Altre città, più grandi, vivono senza essere circondate da pattume, animali e sporcizia; quindi i metodi esistono, basta non guardare in faccia a nessuno, compresi gli addetti al servizio e perseguire finalmente il bene dei Romani (anche se non sempre se lo meritano; ma vivono nella nostra capitale e ci teniamo che sia un bel-vedere).

Cosa ha proposto la nuova amministrazione a guida Gualtieri? Di finanziare 3 milioni di euro come incentivi per ‘premiare’ l’assiduità, la produttività e la qualità del lavoro che gli addetti ai servizi di igiene urbana garantiranno fino al 9 gennaio, periodo che pretende più servizi a fronte di più certificati di malattia.

L’assessore all’Ambiente Sabina Alfonsi ha parlato di «premialità per chi decide di rinviare le proprie ferie e le proprie ore di permesso al termine del piano di pulizia straordinaria, garantendo un tasso di presenza elevato in un periodo, quello delle feste natalizie in cui, per altro, la produzione di rifiuti aumenta».

Insorge il centrodestra (che ha lasciato Roma sporca come gli altri): “Incentivi agli assenteisti? E’ indecente”. O, come dice Calenda: “Ama ha il doppio dell’assenteismo delle municipalizzate in Italia ma invece di contrastare il fenomeno gli si dà un premio per fargli fare quello che dovrebbero» e ricorda come, già quattro anni fa, l’assessore alle Partecipate della Giunta Raggi, Massimo Colomban, aveva quantificato in 1.800 su 8mila il numero di dipendenti inabili al lavoro in Ama.

In realtà, altre amministrazioni hanno siglato con i sindacati accordi aziendali secondo i quali una percentuale degli incentivi alla produttività  è legata alle presenze. Che mi appare un nonsenso perché presenza non è comunque produttività. E’ un come basare il giudizio di un dipendente sulla puntualità nel timbrare il cartellino, il quale però rappresenta soltanto le due parentesi fra le quali il lavoro si svolge. Si può essere svizzeri nel rapporto con il marcatempo e assai meno in quello con le proprie scartoffie. La malattia è un diritto, ma ottenere da medici compiacenti certificati è una truffa e un danno per noi cittadini che paghiamo.

E il prossimo anno? Ripeteranno le premialità per fare svolgere il lavoro? Altrimenti torneranno dal medico e si metteranno in ferie? Se concesso diventerebbe in poco tempo un aumento salariale preteso; se non concesso incrementerebbe l’assenteismo.

Non mi sembra, quello di Gualtieri, la strada giusta.

 


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