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24 marzo 2020
Il metro di tutte le cose

Il turbo-capitalismo ha continuato imperterrito nella sua espansione che pone “il mercato” come metro di tutte le cose, mentre per la nostra civiltà è sempre stato “l’uomo il metro di tutte le cose” .

 


Nel 2001 dopo l’attacco alle Twin Towers nessuno voleva più volare. Tutte le compagnie aeree sarebbero fallite se non fossero intervenuti a sostegno gli stati. Poi, col tempo, la gente riprese a volare e le compagnie furono salve. Se si fosse lasciato fare al “mercato” il trasporto aereo sarebbe stato azzerato.
La lezione venne subito dimenticata. Il turbo-capitalismo ha continuato imperterrito nella sua espansione che pone “il mercato” come metro di tutte le cose, mentre per la nostra civiltà è sempre stato “l’uomo il metro di tutte le cose” (antropos metron estì panton ton krematon).
La pandemia ha dimostrato che il modello liberal-capitalista, dov’è il mercato e non lo stato, l’economia e non la politica a regolare la vita delle persone è un modello che sovverte l’ordine naturale delle cose. Il mainstream al servizio del Pensiero Unico lo ha spacciato come l’unico modello possibile, ma è bastato un microscopico virus a far saltare tutto. Ora è dimostrato che la politica non può essere subordinata all’economia, che l’uomo non può essere subordinato al denaro, che il pareggio di bilancio in Costituzione è aberrante, che aver sottoposto l’interesse degli italiani a quelli della finanza e aver governato la sanità guardando più ai conti che alla salute è stato criminale.
Adesso è saltato tutto. Nell’emergenza tornano a valere le persone, la vita, l’altruismo, la famiglia, la comunità, l’ordine, la disciplina, il senso dello stato. E appare chiaro come l’economia, il denaro, il mercato, le banche devono essere solo degli strumenti che devono stare al servizio dei cittadini. E non viceversa.
Nulla potrà più essere come prima.
Una volta cacciati gli incapaci che ci hanno governato e fatti i conti con l’Europa e la signora Lagarde, dobbiamo riappropriarci della nostra ricchezza per utilizzarla in un grande piano di rinascita nazionale e sociale con al centro le imprese ed i lavoratori. Non il mercato, non le banche.

 


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