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23 luglio 2019
Prevenzione e repressione

La prevenzione, in particolare riguardo alla violenza di genere e  alla sicurezza stradale, non sembra avere l'efficacia sperata. L'inasprimento delle pene non riesce a fare da deterrente, si assiste spesso a una beffarda impennata di tali reati. Quello che, purtroppo, non si riesce ad imporre, è il rispetto: delle leggi, della vita, della sicurezza propria e altrui. A cosa serve, aumentare le cifre delle sanzioni, ritirare la patente di guida per  periodi più o meno lunghi, ordinare l'allontanamento del partner violento? A che cosa serve, "dopo" ... quando le tragedie sono accadute?

 


Lodevole, attenta, capillare, instancabile, è l'opera di prevenzione, promossa dagli organi preposti, messa in atto dagli educatori, a  qualsiasi livello, dai media per la sicurezza stradale, la violenza di genere... ma non basta. Ci sono persone talmente incoscienti da considerare l'automobile una sorta di elettrodomestico,  anzi, ad un frullatore oppure ad uno spremiagrumi  di solito si riserverebbero attenzioni maggiori, quando vendono usati. Invece,  come se fossero sul  divano di casa propria, ci sono persone che proseguono, indifferenti a tutto, a pontificare dal cellulare, cosa abituale in ogni ora, anche alla guida dell'automobile.Non esiste luogo e situazione nella  quale non abbiano gli occhi e le mani sul telefono,mettendo a repentaglio la propria e l'altrui incolumità. Quello che conta  è essere sempre connessi, per pettegolezzi, chiacchierate, "selfie" e video da effettuare ovunque, qualsiasi attività si stia svolgendo. Nell'omicidio stradale, l'assunzione di alcool e droga è considerata un'aggravante, come pure la fuga...  ma come impedire che  assassini potenziali si mettano al volante in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti e che, vigliaccamente, fuggano, dopo aver provocato un incidente?

Quanto alla violenza di genere, le cronache riportano storie terribili, con decine e decine di denunce e segnalazioni contro partner violenti, denunce rimaste inascoltate o sottovalutate...  infine beffardamente sfociate in omicidi annunciati. Gli atti persecutori, con le relative pene inasprite, puniscono "dopo"  ma non riescono, purtroppo, a prevenire le azioni.
Prevenire  è educare alla legalità, ai comportamenti corretti, al buon senso civile; in assenza di ciò, non rimane che la repressione, benchè anche  le pene più severe, appaiano purtroppo inutili, "dopo" ... quando le tragedie sono accadute. Forse il Legislatore dovrebbe apportare ulteriori modifiche al  Codice di Procedura Penale  al fine di rendere certe ed esecutive le pene, mutandole anche nella sostanza, poichè, evidentemente, quelle già previste non sembra facciano da deterrente.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Prevenzione e repressione

di A.D.Z.

Al voto al voto: forse sì forse no

di Massimo Nardi

I partiti del centro destra premono perché Salvini rompa il contratto. I grillini non ci pensano minimamente. Molti eletti dovrebbero chiedere il reddito di cittadinanza.  Il PD teme il regolamento di conti al suo interno con relativa nascita di un partito del 5%. E poi, c’è l’incognita Europa.

Il Viminale per gli animali

di Alberto Venturi

Trovo fuori luogo che sia un ministero ad impegnarsi contro i maltrattamenti agli animali, quando esistono gli enti locali perché, come del resto dice lo stesso comunicato, c'è bisogno di coordinamenti, raccordi e quant'altro che in realtà significa spendere i nostri soldi in sistemi pachidermici lenti nei movimenti e inefficaci.

Terminato il ciclo di incontri sull’Inferno dantesco a Maranello

di La Reine

Abbiamo cercato di condurre i presenti per questo viaggio immaginario, tra la folla variegata delle anime, dei luoghi e delle riflessioni che Dante ci racconta quando vede qualcuno da lui già incontrato in altro luogo o a lui noto per altra via, o quando si imbatte in sconosciuti…

Sale la tensione contro l’Iran

di Federico Dal Cortivo

Una guerra contro l’Iran, considerato la minaccia principale ai loro interessi nella Regione, non è mai stata accantonata dagli strateghi del Pentagono e di Israele.

Scontro generazionale

di Eugenio Benetazzo

Per usare una terminologia povera sul piano lessicale possiamo dire che i figli stanno e staranno sempre peggio dei padri. Le giovani generazioni stanno infatti sostenendo uno sforzo economicamente controproducente per il futuro delle economie avanzate in Europa, vale a dire il delicato ed insostenibile rapporto tra la forza lavoro giovanile e la parte della popolazione più anziana che percepisce una rendita pensionistica.

Buona settimana e buona lettura del n. 663 - 349


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