Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
05 ottobre 2021
Il nostro problema non e’ Greta Thunberg

Non roviniamo la bellezza delle manifestazioni che vedono Greta Thunberg punto di riferimento per i tanti giovani preoccupati, per nostra fortuna, del loro futuro e dell’ambiente.

 


Ci sono molti più odio, violenza e cattiveria in una qualsiasi partita domenicale di calcio che nelle manifestazioni che attraversano le nostre piazze; quanto alla finalità basterebbe leggere le cronache dell’ultima estate per comprendere la dannata necessità che avremmo di ridurre le emissioni per limitare i cambiamenti climatici. Ha forse torto Greta quando accusa i politici di darle ragione ma soltanto a parole? Leggo su la Stampa che solo il Gambia è in linea con gli accordi di Parigi. L’Europa e gli Stati Uniti sono considerati insufficienti, la Russia criticamente insufficiente,  la Cina altamente insufficiente.

Dal 015 al 2018 le emissioni sono ulteriormente aumentate invece di diminuire e il rallentamento determinato dalla pandemia, senza interventi strutturali, rimarrà una parentesi e noi stiamo a disquisire se i modi, le parole, i toni di Greta e della sua crociata sono quelli giusti?

Ci domandiamo se i suoi genitori sono ricchi, quale sia la sua malattia, perfino chi sia il suo fidanzatino, se abbia l’autorevolezza di scienziata.Ce la prendiamo con i giovani e una ragazzina quando i Paesi del G20 sono responsabili dell’80% dell’inquinamento climatico, le cui conseguenze, tra l’altro non le pagano loro ma le nazioni più povere, quelle che hanno meno responsabilità?

Se vi sta sulle scatole Greta, la cui unica colpa è fare il grillo parlante, credete almeno a Draghi quando sostiene:  "Con l'accordo di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti nei confronti di noi stessi: stiamo venendo meno a questa promessa. Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo" con "conseguenze catastrofiche".

Ma se a Greta non possiamo chiedere niente altro se non di continuare ad essere com’è, a Draghi e a tutti gli altri potenti della Terra dovremmo chiedere molto, pretenderlo e mantenendoli sotto quotidiana osservazione, casomai dimenticandoci piuttosto di qualche delitto di cronaca nera, trasformato in un Beatiful non meno duraturo, che ci perseguita quotidianamente su tutti i media.

Greta grida a noi e alla politica la necessità di influenzare l’economia, vera padrona del mondo oggi. Può avere torto in tutte le sue argomentazioni, ma ha comunque ragione nel puntare il dito sul problema ambientale.  

 


Commenti
Non ci sono commenti.