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07 gennaio 2020
"Giù il cappello!"

Perché lo Stato sapendo che c’è un’indagine in corso, si comporta come se il carabiniere fosse già colpevole e condannato? Perché deve cercare la compiacenza e la benevolenza di tutti? Chi avrebbe mai immaginato che questa nostra nazione sarebbe caduta così in basso tanto da doversi  inginocchiare invocando il perdono dei senza patria?

Questo articolo di Adimaro Moretti degli Adimari, scomparso il 26 dicembre scorso, è uno dei molti suoi pezzi pubblicati da Bice dal 2013 al 2016. Incisivo, attento, servero e insieme piacevole e arguto, ha toccato i temi più vari, dalla sicurezza alla famiglia, dalla politica all'economia.  


 “Giù il cappello!” ha gridato la folla a Napoli.

 Intanto si chiama berretto!  Ed è il copricapo indossato   dagli appartenenti delle Forze Armate.

 La premessa è d’obbligo dopo aver letto con grande   stupore che un alto ufficiale dei Carabinieri, su invito   arrogante e pressante della folla, avrebbe così onorato il giovane napoletano ucciso nei giorni scontri dopo un inseguimento, si è tolto il berretto ricevendo applausi  strepitosi.

Il comportamento dell’ufficiale è inammissibile: per il ruolo di garante dell’ordine pubblico, per la sua dignità, per rispetto dell’uniforme e quale rappresentante dello Stato. Non era necessaria alcuna manifestazione di sudditanza per ingraziarsi il popolino in una vicenda oscura nella quale è a tutti evidente il connotato teppistico dell'evento conclusosi purtroppo con la perdita di una giovane vita.

Il militare non doveva scoprire il capo in segno di resa e di umiliazione, ma aveva il sacrosanto dovere di portare la mano destra alla visiera e rimanere immobile per alcuni minuti e poi andarsene. La sceneggiata è stata vistosamente apprezzata dalla folla berciante e inorgoglita del successo ottenuto: l’umiliazione dello Stato.

A parte l’aspetto umano della vicenda, come non provare  un profondo disgusto per questo ingiusto e stucchevole buonismo che ha investito la penisola nei riguardi di una persona che ha violato la legge?  Perché  per i caduti delle forze dell’ordine uccisi durante conflitti a fuoco o barbaramente assassinati non si sono mai mobilitate le folle! Allora dobbiamo parlare di figli e figliastri, conclusione avvalorata dai resoconti di stampa o di certe trasmissioni che subdolamente assolvono chi delinque condannando sommariamente i militari dell’Arma o i poliziotti. Tale tendenziosità è un’offesa alla verità nel considerare il reale svolgimento dei fatti. Il risultato è l’ostilità nei riguardi delle Forze dell’Ordine, che al loro interno potranno anche avere chi sbaglia o qualche mela marcia, ma che rappresentano comunque una garanzia per la civile convivenza.

Perché lo Stato sapendo che c’è un’indagine in corso, si comporta come se il carabiniere fosse già colpevole e condannato? Perché deve cercare la compiacenza e la benevolenza di tutti? Chi avrebbe mai immaginato che questa nostra nazione sarebbe caduta così in basso tanto da doversi  inginocchiare invocando il perdono dei senza patria?

E’ troppo comodo e avvilente, che una parte dell’opinione pubblica faccia giustizia sommaria contro uomini che per quattro spiccioli, rischiano giornalmente la vita per tutti, compresi coloro che li offendono mentre esigono tutte le garanzie per i delinquenti!


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