Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
07 gennaio 2020
De profundis per la stampa

Il gruppo di De Benedetti prospera cannibalizzando le altre testate, sminuendo la loro identità e la loro diversità. Sarà forse necessario, ma io lo trovo un impoverimento per la libertà d’informazione. Il De profundis per La Stampa lo intono malvolentieri.

 


Venerdì 3 gennaio, come ogni venerdì, per evitare l’inserto obbligatorio della Repubblica e del Corriere della Sera, ho aggiunto La Stampa alla Gazzetta di Modena e al Resto del Carlino. Sono i quotidiani che accompagnano il rito del caffè al bar e che sfoglio sempre nel medesimo ordine: Gazzetta, Carlino e, infine, il quotidiano nazionale, ma ieri, aprendo la Stampa, ho avuto l’impressione del già visto e del già letto.
“Devo avere ripreso in mano la Gazzetta”.
Invece no, Semplicemente ora i due quotidiani, entrambi di proprietà della Repubblica, hanno le pagine nazionali uguali: stessi articoli e stesse foto.
Era già successo alla gloriosa testata del Secolo XIX, anch’essa finita nel paniere di Repubblica, ma la Stampa è stata per diversi anni il miglior quotidiano italiano, sempre ai primi posti nelle vendite ed ora me lo ritrovo ridotto a foglio torinese, come la Gazzetta è modenese, togliendo ogni utilità di acquisto per chi è di altre regioni.
Il gruppo di De Benedetti prospera cannibalizzando le altre testate, sminuendo la loro identità e la loro diversità. Sarà forse necessario, ma io lo trovo un impoverimento per la libertà d’informazione. Il De profundis per La Stampa lo intono malvolentieri.


Commenti
Non ci sono commenti.