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24 ottobre 2021
Comparto carni, l'illegalità produce altra illegalità
FEDERAZIONE DI MODENA
 
 
Comunicato stampa del 24 ottobre 2021
Oggetto: comparto carni, l'illegalità produce altra illegalità
 
La notizia del ritrovamento di tonnellate di prosciutti in condizioni igieniche pessime e pericolose per i consumatori conferma quanto denunciato in questi anni dai sindacati e segnatamente dalla FLAI/CGIL: la illegalità sul lavoro produce altra illegalità, sulla sicurezza alimentare. Il piano inclinato del dumping e della concorrenza sfrenata sul costo del lavoro attraverso la intermediazione delle false cooperative ha, inevitabilmente, sconfinato sulla sicurezza alimentare, mettendo a repentaglio la salute di tutti. Dopo anni di denunce e lotte la situazione di illegalità diffusa non mostra segni di miglioramento, dalla legislazione nazionale alla vigilanza politica e amministrativa locale. Le promesse del 2017 dopo la dura lotta di "Castelfrigo", nella imminenza delle elezioni politiche, con discesa in loco di ministri allora al governo, non hanno prodotto passi in avanti sul fronte dei diritti del lavoro e della sana competizione. Delle commissioni di inchiesta regionali abbiamo perso ogni traccia così come delle iniziative parlamentari per risolvere in maniera definitiva il crescente problema del lavoro in appalto attraverso false cooperative. Anche la raccolta firme promossa dalla principale centrale cooperativa non ha avuto alcun esito. Politica, Istituzioni regionali e locali, associazioni per la legalità, associazioni di difesa dei consumatori e sindacati devono, sinergicamente, riprendere in mano la questione ed esercitare l'azione di iniziativa e promozione per fermare l'escalation di illegalità a cui assistiamo. Siamo tutti consapevoli che la soluzione definitiva passa per una nuova legislazione sulla cooperazione e per una maggiore attività ispettiva degli organi dello Stato ma nel frattempo non possiamo stare a guardare: bisogna agire a partire dai Comuni interessati, dalla Provincia, dalla Regione e dai parlamentari del Territorio.
Nel comparto carni modenese, allo strame di diritti del lavoro si aggiunge il prevedibile, nella logica della competizione senza regole, depauperamento delle condizioni di sicurezza alimentare che, da subito, dovrebbe portare le imprese di distribuzione a maggiore profilo di responsabilità sociale, come quelle cooperative serie, a interrompere ogni pratica di fornitura di prodotti senza certificazione etica. E' clamoroso, come sugli scaffali della grande distribuzione si trovino prodotti esotici "fair trade" mentre sui prodotti a produzione locale come le carni lavorate non ci sia la stessa sensibilità.
E' ora di riprendere una azione concertata per il ripristino della legalità nel comparto carni modenese che non avrà futuro senza qualità e sicurezza dei prodotti ottenibile solo con il lavoro di qualità, con diritti, senza le furbizie della intermediazione di manodopera attraverso le false cooperative e, novità, delle "srl semplificate".

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