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25 novembre 2021
FERRARI E LAMBORGHINI

 

FERRARI E LAMBORGHINI:

L’ANALISI FATTA DALLA FIOM-CGIL SULLE RETRIBUZIONI GENERATE DALLE DUE STORIE SINDACALI MOSTRA  LE CRITICITÀ NELLE PAGHE DI MARANELLO, AI LAVORATORI DEL CAVALLINO MANCANO 10.000 EURO DI RETRIBUZIONE FISSA

 

 

La Fiom – Cgil Emilia – Romagna ha analizzato le contrattazioni di Ferrari e Lamborghini, le due realtà più note del distretto industriale dell’Emilia – Romagna che va sotto l’ormai nota sigla “Motor Valley”.

 

I due marchi rappresentano due fabbriche che nelle relazioni sindacali con la Fiom-Cgil sono agli antipodi: da una parte la Ferrari che negli ultimi dieci anni ha escluso dal confronto contrattuale la Fiom-Cgil applicando il Contratto Specifico di Lavoro del mondo Fiat, dall’altra la Lamborghini che con l’applicazione del Contratto Nazionale ha mantenuto un costante confronto contrattuale con la Fiom – Cgil.

 

La storia contrattuale nelle due fabbriche del lusso dell’automotive ha generato ricadute sui livelli retributivi impressionanti: un lavoratore in Ferrari, inquadrato ad un livello medio, percepisce retribuzioni annue in quota fissa più basse di 10.000 euro rispetto allo stesso lavoratore in Lamborghini, differenziale che viene solo in parte compensato dai premi di risultato. Considerando il premio che mediamente è stato erogato in questi anni dai due marchi del lusso restano comunque 3.000 euro di reddito in più per i lavoratori di Lamborghini. Inoltre un lavoratore che ha 10.000 euro in più di retribuzione in quota fissa ha anche l’evidente vantaggio di poter contare su tali importi a prescindere dall’andamento aziendale e, a differenza di quanto accade coi premi di produzione variabili, ha un ulteriore beneficio dovuto al fatto che gli importi in quota fissa hanno un’incidenza su tutti gli istituti contrattuali, quali ad esempio maggiorazioni, malattia, maternità, congedi, ferie, permessi, TFR, etc.

 

Paradossalmente invece questa struttura retributiva consente ogni anno a Ferrari di vantarsi della sontuosità del premio di risultato ma a ben guardare quel premio è il frutto di una storia contrattuale che permette al colosso di Maranello di gestire il 30% delle retribuzioni annue dei lavoratori vincolandone l’erogazione ai risultati della produzione ed alla presenza in fabbrica.

 

L’importante risultato contrattuale in Lamborghini è invece il risultato del lavoro di una rappresentanza sindacale che storicamente è sempre stata espressione della Fiom – Cgil. Questo ha consentito ai lavoratori della Lamborghini di essere sempre coinvolti dalla Rappresentanza Sindacale tramite il capillare confronto e l’imprescindibile conferma degli accordi attraverso il voto. Altro elemento che purtroppo marca una pesante differenza con Ferrari in quanto in quest’ultima gli accordi sindacali, fatti sempre escludendo la Fiom – Cgil, vengono sottoscritti anche senza far votare i lavoratori.

 

 

Nel retro del volantino la specifica sulla questione salariale
 

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