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22 marzo 2020
TRENTON SPA, SECONDA SETTIMANA DI SCIOPERO PER 130 LAVORATORI.

SERVONO GARANZIE PER LA SICUREZZA E RAGIONARE SULLA CHIUSURA DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE NON ESSENZIALI

 

 


La Trenton Spa, azienda che opera nella meccanica di precisione occupando circa 100 persone nello stabilimento di Frassinoro e 30 persone nello stabilimento di Fanano, si appresta alla seconda settimana di mobilitazione.
Seconda settimana di sciopero per sostenere i lavoratori che rivendicano il diritto alla sicurezza astenendosi dal lavoro.

 

Fin dalla giornata di lunedì 16 marzo sono state sollevate all'azienda le criticità attraverso un confronto con la rappresentanza sindacale ma le problematiche sono rimaste.
La Trenton Spa, che nel mese di gennaio voleva attivare casa integrazione a causa del calo delle commesse e che ha in corso un piano di smaltimento ferie residue concordato con la rappresentanza sindacale ed i lavoratori, non ha accettato di chiudere nemmeno un giorno per valutare a fabbrica chiusa le condizioni di sicurezza e concordare i piani di intervento.
Le operazioni sarebbero state oltremodo necessarie dopo che venerdì 13 marzo, ultimo giorno lavorativo prima della riapertura di lunedì dopo la firma del Protocollo per la sicurezza tra Governo e Parti Sociali, l'azienda dichiarava difficoltà nel reperimento di mascherine, guanti, igienizzanti e purificatori di ambienti.
Alla data odierna non risultano messe in pratica azioni efficaci per ridurre gli assembramenti in alcuni locali aziendali, non siamo a conoscenza di concrete azioni per lo smart working e si è ancora in attesa di capire quando potrà essere messa in campo una sanificazione.


La Fiom-Cgil di Sassuolo e di Pavullo a questo punto si rivolge ai sindaci di Frassinoro e Fanano per chiedere anche il loro intervento in sostegno delle richieste di sicurezza dei lavoratori.


Chiediamo inoltre al Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, come possa garantire ancora la sicurezza sui luoghi di lavoro avendo appena emesso un'ordinanza che vieta alle persone di passeggiare per strada, divieto che opera anche mantenendo distanze ben superiori dal metro canonico previsto per lavorare senza mascherina al chiuso di una fabbrica.


Grandi gruppi industriali, pur avevano strumenti economici ed organizzativi per rispettare i Decreti ed il Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno capito che proseguire in queste condizioni è ormai impossibile, ed hanno sospeso le attività produttive. Si pensi a Ferrari Spa che ha sottoscritto un accordo con le rappresentanze sindacali chiudendo due settimane e gestendo l'intero periodo con permessi retribuiti a carico azienda.
Ormai i lavoratori delle attività produttive non essenziali non capiscono più perché siano costretti a recarsi tutti i giorni al lavoro mettendo in pericolo la loro salute e quella delle persone vicine.

 

Che si fermino le attività produttive non essenziali per il tempo che servirà, oppure serve dire chiaramente che che l’aspetto economico è più importante della salute dei lavoratori.

 

 

Alessandro Fili FIOM-CGIL SASSUOLO 345. 724 1915

Massimiliano Grazioso FIOM-CGIL PAVULLO    346.7340162

 

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