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18 novembre 2020
La didattica a distanza (DAD) è garantita anche nella Casa circondariale Sant’Anna?

INTERROGAZIONE

OGGETTO: La didattica a distanza (DAD) è garantita anche nella Casa circondariale Sant’Anna?

Premesso che:

- le competenze in materia di Amministrazione Penitenziaria spettano esclusivamente allo Stato. Il Comune può sensibilizzare l’opinione pubblica, migliorare la qualità della vita delle persone che vivono a contatto con la dimensione del carcere e offrire ai detenuti e alle detenute adeguate opportunità per riabilitarsi, secondo quanto disposto dall’art. 27 della Costituzione che afferma che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”, pur nella severità necessaria e imprescindibile della pena, con la consapevolezza che tutto ciò può contribuire in modo concreto e duraturo alla sicurezza sociale e di conseguenza al beneficio di tutta la comunità;

Considerato che:                                                                       

- E’ necessaria un’attenzione particolare sulla situazione delle carceri emiliano-romagnole, soprattutto oggi, visti gli effetti che l’emergenza sanitaria sta alimentando con ulteriori problematiche sanitarie e di sicurezza interna;

- Con l'attuale seconda ondata dell’emergenza sanitaria le lezioni in presenza sono state nuovamente interrotte;

- nell’ambito delle indicazioni fornite per l’istruzione degli adulti con nota 4739 del 20 marzo 2020 e la circolare del Ministero dell'Istruzione 1990 del 5 novembre del 2020, il MIUR ha posto particolare attenzione sulle scuole in carcere. Nello specifico, si sottolinea la necessità di favorire, in via straordinaria ed emergenziale, in tutte le situazioni ove ciò sia possibile, il diritto all’istruzione attraverso modalità di apprendimento a distanza anche per i frequentanti di percorsi d’ istruzione degli adulti presso gli istituti di prevenzione e pena in accordo con le Direzioni degli istituti medesimi;

Evidenziato che:

- la Regione Emilia- Romagna ha finanziato il progetto “Non è mai troppo tardi”: un programma di video-lezioni a distanza per la scuola in carcere e per gli studenti dei percorsi di istruzione per adulti;

- I docenti delle scuole in carcere si sono raccolti, da alcuni anni, nella rete delle scuole ristrette e portano avanti iniziative importanti per riconoscere la scuola in carcere come elemento essenziale dell’esecuzione penale. La CESP-Rete delle scuole ristrette, infatti, ha scritto una lettera al DAP per chiedere più attenzione ed interventi mirati per i ragazzi e le ragazze in carcere;

Sottolineato che:

- Sono diverse le iniziative di educazione, formazione e lavoro destinate alla popolazione carceraria, rese possibili attraverso l'accesso di operatori, volontari e docenti esterni, che sono temporaneamente sospese. Diventa quindi fondamentale assicurare la didattica a distanza per garantire spazi di apprendimento, crescita culturale e sociale;

Si chiede all’Amministrazione:

- se sono state riscontrate criticità nel reperimento dei dispositivi elettronici e nel garantire la didattica a distanza durante la prima emergenza da Covid-19;

- in che modo sarà garantita la continuità della didattica agli studenti ristretti, per i quali la scuola rappresenta da sempre un'opportunità importante di crescita e di riprogettazione della propria vita;

- quante sono le persone che seguono attività scolastiche e di formazione professionale;
 

Federica Venturelli


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