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06 novembre 2019
Legalità. Al via l’esame del pdl Prodi-Si-AltraER per regolamentare attività di lobbying in Regione



Relatrice Prodi: “scopo è disciplinare l’attività di rappresentanza di interessi nell’ambito dei processi con cui i decisori pubblici effettuano scelte di governo, a garanzia di trasparenza e pluralismo”
 

Regolamentare l’attività di lobbying in Regione. È questa la finalità del progetto di legge presentato da Silvia Prodi (Misto), prima firmataria, Igor Taruffi e Yuri Torri (Si) nonché Piergiovanni Alleva (AltraER), che inizia il proprio iter legislativo in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli. La proposta di legge, a cui ne è stata abbinata una analoga di Gian Luca Sassi (Misto), mira a disciplinare l’attività di rappresentanza di interessi economici, sociali e culturali nell’ambito dei processi con cui i decisori pubblici effettuano scelte di governo, in modo da garantire la massima trasparenza e il pieno rispetto del pluralismo.

L’attività di lobbying – spiega la relatrice Silvia Prodi – quando viene svolta secondo i principi di legalità, trasparenza e correttezza istituzionale costituisce uno strumento di partecipazione e arricchimento del processo democratico, in quanto concorre alla formazione dei processi decisionali pubblici fornendo una più ampia base informativa per le scelte da effettuare. Il progetto di legge, pertanto, – precisa la consigliera – intende dare completa attuazione ai principi di trasparenza e partecipazione contenuti nello Statuto regionale, disciplinando nuovi strumenti e adeguando gli strumenti di partecipazione già istituiti al fine di rendere tracciabile e conoscibile l’intero processo decisionale, i soggetti coinvolti e l’assunzione di responsabilità nelle decisioni.

Di qui – sottolinea Silvia Prodi – la proposta di istituire il Registro regionale dei rappresentanti dei portatori di interesse, disciplinandone l’iscrizione, e di rivedere gli atti istitutivi dell’Albo delle Associazioni e del relativo Protocollo di consultazione presente in Assemblea legislativa. I decisori pubblici, inoltre, – evidenzia la relatrice – sono chiamati a dare atto dei soggetti consultati e delle attività svolte con i rappresentanti dei portatori di interesse in ordine all’oggetto di decisione (atto amministrativo, progetto di legge, regolamento, protocollo d’intesa, etc). Infine, “si prevede che nel sito istituzionale della Regione, in apposita sezione, siano resi noti, in forma di agenda pubblica, gli incontri avvenuti tra i rappresentanti dei portatori di interesse e i decisori pubblici” conclude la consigliera reggiana.

Gian Luca Sassi (Misto) ricorda come la tracciabilità dei portatori d’interessi sia prassi consolidata e codificata in Europa, proprio per riconoscere a questa categoria ruolo e valenza.

(Luca Govoni)


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